
Se, in questi mesi di attesa per il Tablet Mac, qualche reale trattativa c’è mai stata fra Apple ed editori del calibro di Condé Nast, nella prospettiva di distribuire versioni digitali delle loro pubblicazioni, ebbene quella trattativa non deve essere andata a buon fine.
Pare che Condé Nast, per ora insieme a Hearst e minacciando di raggiungere anche altri editori di grossissimo calibro, starebbe progettando uno store online destinato ad iPhone e non solo in grado di realizzare - per conto di terze parti - quello che Apple era sembrata proporsi per il suo iTunes: un App Store di contenuti testuali.
Il New York Observer ritiene che l’accordo possa essere ufficializzato a giorni. Se la cosa andasse in porto, più di 50 pubblicazioni (del calibro di The New Yorker, Vanity Fair, Time, People e Sports Illustrated) potrebbero essere presto disponibili per sottoscrizioni digitali in uno store aperto anche a dispositivi non Apple. Primo game “editoriale” perso da Apple?

Secondo gli analisti di Piper Jaffray il fatto che, con tutta probabilità, il lancio dell’atteso Mac Tablet debba essere rimandato fino alla seconda metà del 2010 è quasi del tutto irrilevante per le prospettive di vendita. A una condizione, però: il prezzo deve essere stabilito per un cifra al di sotto del 700 dollari.
Non solo: il posizionamento del Tablet Apple in una fascia di prezzo del genere (non superiore a quella di un iPhone “sbloccato”) sarebbe anche irrilevante per un’eventuale perdita in borsa del titolo Apple, che comunque potrebbe temersi dopo l’annuncio ufficiale del “ritardo”.
E’ stimato (iSuppli) che il costo di produzione per un singolo iPod Touch (vale a dire grossomodo di un iPhone privo di funzionalità telefoniche) sia intorno ai 160 dollari. Un dispositivo 3 volte più grande di esso (come un Tablet potrebbe essere) potrà costare solo 3 volte di più, mantenendo comunque dei margini di guadagno sensibili per Apple, oltre i 480-500 dollari di costi di produzione? Lo speriamo fermamente.

Apple è al lavoro su un sistema di sincronizzazione che, per ora, AppleInsider chiama “Grab & Go“, ponendo l’attenzione della comunità Mac sulla semplicità e la selettività del suo comportamento.
La notizia deriva da un brevetto presentato da Apple questa settimana, ancora non del tutto trapelato, che prospetta una sincronizzazione fra dispositivi Mac e iPhone che coinvolga anche dati e preferenze proveniente dalle varie applicazioni, oltre che quelli personali dell’utente, in modo da poter avere l’impressione di massima continuità fra piattaforme “parenti” come sono da sempre quelle desktop e mobili di Apple. Anche Apple Tv sarebbe coinvolta nel progetto.
Il documento che presenta il brevetto (di 84 pagine, e di cui AppleInsider mostra qualche illustrazione) include nel sistema anche un misterioso controller piuttosto simile a quello di una PlayStation. Il tipo di connettività previsto è wireless.
Un sistema di sincronizzazione del genere, naturalmente, sarebbe certo attraente anche solo se funzionasse fra i dispositivi Apple attualmente in commercio, ma acquisirebbe tutta un’altra valenza se applicato anche all’atteso Mac Tablet. Solo un dispositivo dotato di quel tipo di portabilità e di quel tipo di potenza hardware potrebbe beneficiare appieno di una continuità del genere fra piattaforme fisse, portatili e mobili.

L’importanza del mercato relativo agli e-book per iPhone non è ancora evidente a tutti, ma è proprio questo il trend che gli sviluppatori di applicazioni per iPhone e iPod touch sembrano seguire negli ultimi mesi.
Secondo i dati raccolti da Flurry, nello scorso ottobre 1 applicazione su 5 lanciata sull’App Store è stata un e-book o riguardava comunque un libro.
In termini percentuali: a luglio 2009 gli e-book su App Store rappresentavano all’incirca il 10% delle applicazioni. Ad ottobre 2009, tali applicazioni rappresentano il 20% di quelle disponibili all’interno dello store di applicazioni, un raddoppio avvenuto nel giro di pochi mesi e surclassando la categoria più popolata “Games”.
L’importanza di questo dato è da ricercarsi nella mutazione, o forse è meglio dire nell’ampliamento, delle possibilità di utilizzo di iPhone.
Continua a leggere: iPhone: il mercato degli e-book sempre più di interesse per gli sviluppatori

È in fase di sviluppo un Kindle per Mac, almeno secondo le affermazioni di un portavoce di Amazon riportate da Fast Company. La notizia è trapelata paradossalmente proprio nei giorni critici della presentazione di Windows 7, a valle dell’annuncio di Microsoft di una propria versione del Kindle in fase di finalizzazione.
Amazon non ha ancora comunicato i dati più recenti di vendita del proprio dispositivo hardware. Con nuovi concorrenti come Sony ed il neonato reader ‘nook’ della Barnes and Noble, Amazon si sta impegnando su tutti i fronti possibili per aumentare il numero di utenti Kindle: questo significa non restringere a priori la lettura di e-book al solo dispositivo hardware, ma sviluppare il software di lettura per poter essere utilizzato su un crescente numero di piattaforme.
In tal senso Amazon aveva dato i primi concreti segni di sviluppo verso questa direzione con l’e-book reader per iPhone e iPod touch, sviluppando una applicazione che può essere utilizzata sia in standalone che in sincronizzazione con un Kindle, permettendo così di interrompere la lettura su un dispositivo e passare ad un altro senza problemi.
Il rilascio del software Kindle per Mac non ha ancora una precisa data di rilascio: sui tempi di release potrebbe incidere l’introduzione sul mercato dell’ormai fantomatico tablet di Apple, che – per dimensioni e funzionalità presupposte – potrebbe posizionarsi come concorrente dello stesso Kindle.

Quello che, con una certa probabilità, potrebbe essere il primo rumor “ufficiale” (si fa per dire) su un iPhone 4G riguarda una vecchia pecca del melafonino: un nuovo sistema di inserimento della sim card. Engadget sostiene che potrebbe trattarsi proprio di un nuovo “carrello” per sim, più robusto, studiato per il prossimo iPhone o per il tablet Mac tanto atteso.
La fuga di notizie è di fonte Foxconn, che produrrà per conto di Apple proprio il tablet. Dunque il cerchio si chiude, a meno che, cosa comunque del resto probabile, i due dispositivi mobili made in Cupertino non dovessero condividere lo stesso hardware per quanto riguarda la sim.
Un piccolo rumor in un clima d’attesa contornato di quasi misticismo, per avidi lettori di gossip industriale per cui un telaio in metallo invece che in plastica, in un pezzo hardware di qualche millimetro quadrato, può cambiare il corso di una giornata. O la forma del dispositivo così bramato. Intanto, il pezzo in questione è in vendita per 14 $.
[foto | Engadget]

Finalmente sono rotti gli indugi, senza possibilità di equivoci: il Tablet Mac si farà, e si farà in tempo per essere commercializzato nel primo trimestre del 2010.
O, almeno, lo speriamo tantissimo. La conferma che aspettavamo, ormai, da anni ci doveva giungere da Foxconn Electronics, che sarà uno dei partner manifatturieri (il più importante) di Apple in questa spedizione verso la conquista di un territorio ancora inesplorato, ma che non abbiamo dubbi tenderà ad essere rivoluzionato da questa “discesa in campo” tanto sospirata.
Foxconn ha fatto trapelare anche due dati, abbastanza succulenti: il primo riguarda il numero di unità previsto per la prima “ondata” di dispositivi tablet: sui 300.000-400.000. Il secondo dato è sul display: 10,6 pollici. Forse, signore e signori, è davvero finita un’era: quella dei prototipi fake. Godiamocene un ultimo in sovraimpressione e riscaldiamo le carte di credito.
Non mancano neanche questa settimana i rumor di rito sul supposto tablet Mac. Questa volta provengono da The Street, e sembrano piuttosto interessanti, ma forse di discutibile autorevolezza.
Da una parte, danno per scontata l’uscita del prodotto entro Natale 2009. In secondo luogo, il modello di vendita del Mac tablet potrebbe essere più simile a quello di iPhone che dei Mac.
Infatti, sempre secondo The Street, la distribuzione USA potrebbe non essere altra che la rete di vendita di Verizon Wireless, grande rivale di AT & T, che invece si è occupato, fin dal primo modello, di iPhone. Potrebbe non trattarsi di una collaborazione stretta ed esclusiva come quella appena ricordata ma, in ogni caso, se l’insider Apple del caso ha ragione, si potrebbe anche ipotizzare un Mac Tablet legato a un piano dati, con una consistente riduzione del suo prezzo finale.

Apple non ha eguali per quanto riguarda l’attenzione e la smisurata ricerca per le indiscrezioni, le notizie ufficiose, i rumor, che ruotano attorno ai suoi prodotti. Le parole di Steve Jobs (o Schiller) ad un keynote suonano, per i più fanatici, quasi come annunciazioni divine e sono spesso seguite da applausi e grida, semplicemente per la presentazione di quei nuovi device che saranno in poche settimane oggetti di culto.
Il rumor e l’attenzione che gravita attorno ad esso rappresentano, dunque, un binomio fondamentale dell’aspetto comunicativo che caratterizza Apple, la quale ha saputo far nascere e crescere tale fenomeno optando per una quasi totale assenza di una comunicazione aziendale ufficiale. Apple, a differenza dei suoi diretti competitor, non ha un blog ufficiale nel quale dà le notizie, pubblica risultati oppure comunica direttamente le proprie informazioni. Si limita ad utilizzare il proprio sito sul quale pubblica poche comunicati stampa dalla sua pagina dedicata o, in pochi casi, pubblica pagine di supporto per offrire una prima risposta ad un problema riscontrato da molti, ma nulla più. “Ci pensa la Rete a farlo per noi”, avranno pensato a Cupertino.
Se alle informazioni riguardanti Apple ci pensano blog e forum, è lecito domandarsi quale sia il “segreto” di Apple per rendere ogni prodotto un successo, sia in termini di vendite che di percezione sociale da parte della gente.
La commercializzazione di un singolo dispositivo, sia esso il nuovo modelllo di iPhone con proiettore, l’iPod Touch con fotocamera integrata o l’Apple Tablet, è il punto finale di anni di ricerca e sviluppo che Apple ha svolto, basandosi su richieste del mercato, idee del reparto creativo, proiezioni di analisti interni e chissà quali altri fattori. Quello che sta dietro alla realizzazione di un prodotto è, in altre parole, una commistione di elementi che nessuno può indicare precisamente nella loro completezza.
Nessuno tranne Nitrozac e Shaggy, i quali hanno capito come fa Apple a creare il prodotto giusto nel momento giusto. Ed è più semplice di quanto si avesse potuto immaginare.

Ad ottobre, tenuto a battesimo da Steve Jobs, potrebbe salutare il mondo il primo tablet con la mela, con schermo multi-touch da 9,7 pollici e prezzi non popolari: da $800 in su.
Queste, in estrema sintesi, le rivelazioni del sito taiwanese InfoTimes, che cita come fonti gli assemblatori asiatici Foxconn, Wintek, e Dynapack che avrebbero ricevuto da Cupertino il mandato di produrre le componenti ed assemblare il nuovo prodotto.
A parte l’insolita dimensione del display, dal punto di vista del design c’è poco spazio per l’immaginazione: l’iTablet sarà (SE sarà) il frutto di un matrimonio stilistico tra MacBook Air ed iPhone.