Questo motore di ricerca trova cose che Google non conosce: l'ho provato per una settimana, che differenza

Esiste un motore di ricerca che fa l'opposto di Google: penalizza i siti ottimizzati per finire in alto e premia quelli che a Google non interessano. Si chiama Marginalia, ed è il lavoro di un singolo sviluppatore svedese.
Esiste un motore di ricerca che fa l'opposto di Google: penalizza i siti ottimizzati per finire in alto e premia quelli che a Google non interessano. Si chiama Marginalia, ed è il lavoro di un singolo sviluppatore svedese.
Questo motore di ricerca trova cose che Google non conosce: l'ho provato per una settimana, che differenza

L’indice è costruito a mano, con un crawler scritto da zero, e punta a quella che il progetto chiama la parte “piccola, vecchia e strana” del web: blog personali, pagine fitte di testo, materiale non commerciale. Niente pubblicità nei risultati, niente domini privilegiati. Il posizionamento dipende interamente dalle parole chiave, non dall’autorità di chi pubblica. È il motivo per cui restituisce nomi che altrove non emergerebbero nemmeno scorrendo decine di pagine.

C’è una conseguenza poco intuitiva. Marginalia funziona male proprio con il modo in cui oggi siamo abituati a cercare. Non gestisce bene le domande in linguaggio naturale: digitare “perché Chrome continua a crashare” rende meno che cercare “Chrome crash”. È un motore che chiede di tornare alla ricerca per parole, in un momento in cui tutto il settore spinge nella direzione opposta, verso l’interrogazione conversazionale.

Il motore di ricerca alternativo a Google

L’interfaccia dei risultati segnala cose che gli altri nascondono. Accanto a ogni link compare l’avviso se la pagina usa link di affiliazione o JavaScript, e un filtro permette di escludere i siti che li impiegano. I domini si possono restringere a categorie come “small web”, blogosfera, accademia o forum. Un dettaglio rivelatore: capita spesso di finire su pagine .htm invece di .html, traccia di un’epoca del web precedente alle convenzioni attuali.

Il motore di ricerca alternativo a Google-melablog.it

Il dato che ridimensiona tutto è la scala. Marginalia gestisce circa 152 query al minuto — una frazione infinitesima delle miliardi che passano per Google ogni giorno. E gira su hardware economico, senza i data center che reggono i motori commerciali. Non è un concorrente: è un esperimento che funziona perché resta piccolo.

C’è anche una funzione che non ha equivalenti altrove, “Explore”, che mostra anteprime di siti casuali pescati dall’indice. Serve meno a trovare qualcosa di preciso e più a ricordare che quel materiale esiste. È il punto che lo sviluppatore mette al centro: guardare il web solo attraverso social e Google crea l’illusione che, fuori da quelle piattaforme, non ci sia più niente se non spam.

La domanda che resta aperta riguarda meno lo strumento e più chi lo usa. Un motore che premia i siti senza pubblicità e penalizza quelli ottimizzati trova cose diverse perché cerca in un web diverso — quello che gli altri hanno smesso di mostrarci, non quello che ha smesso di esistere.

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