Perché i dispositivi Apple utilizzano il tasto Comando anziché il tasto Controllo nelle scorciatoie da tastiera?

Chi passa da Windows al Mac sbaglia lo stesso gesto per settimane: le dita corrono verso Control, ma macOS quasi sempre vuole Comando. La scelta non è un vezzo estetico, e affonda le radici negli anni precedenti al primo Macintosh.
Chi passa da Windows al Mac sbaglia lo stesso gesto per settimane: le dita corrono verso Control, ma macOS quasi sempre vuole Comando. La scelta non è un vezzo estetico, e affonda le radici negli anni precedenti al primo Macintosh.
Perché i dispositivi Apple utilizzano il tasto Comando anziché il tasto Controllo nelle scorciatoie da tastiera?

Apple aveva già il tasto Control. Avrebbe potuto affidargli copia, incolla, salva e chiusura delle finestre, come fa Windows. Ha deciso il contrario per una ragione di architettura, non di gusto: serviva un tasto che azionasse i comandi del sistema senza accavallarsi con le funzioni che Control aveva già ereditato in buona parte degli ambienti informatici dell’epoca.

L’idea precede il Macintosh. Già nell’Apple III, lanciato nel 1980, la macchina usava tasti speciali marcati con il logo dell’azienda per eseguire combinazioni di comandi, in un periodo in cui i personal computer dipendevano ancora soprattutto da istruzioni digitate.

Perché Apple ha un tasto diverso

Non era il sistema di scorciatoie che conosciamo, ma il principio c’era: riservare un tasto a lanciare azioni del sistema. La funzione diventa centrale con il Lisa e poco dopo con il Macintosh, quando Apple smette di volere un utente che scrive comandi e punta su un’interfaccia grafica fatta di menu, finestre ed elementi visivi. A quel punto serviva un modo coerente di raggiungere quei menu anche da tastiera, e Comando si prese le azioni generali del sistema e delle applicazioni.

Perché Apple ha un tasto diverso – melablog.it

Il simbolo che ancora oggi accompagna la parola Command nasce invece da un fastidio visivo. Nei primi menu del Mac le scorciatoie comparivano accanto al logo Apple, perché era quello il tasto premuto. A Steve Jobs sembrava troppo: lo schermo si riempiva del marchio ovunque. Secondo il racconto di Andy Hertzfeld, tra gli ingegneri del Macintosh originale, Jobs chiese un simbolo diverso.

Il compito andò a Susan Kare, che scelse la forma simile a un quadrifoglio o a un nodo quadrato. Curiosamente quel disegno non era un’invenzione: è un segno usato nei paesi nordici per indicare un luogo di interesse sulle mappe stradali, riadattato a icona di interfaccia.

Il punto che più confonde chi arriva da Windows è un altro: Control non è sparito né è diventato inutile. Ha solo smesso di avere il ruolo principale. Su macOS resta vivo nelle scorciatoie secondarie, nei menu contestuali e soprattutto nel Terminale, dove conserva funzioni molto precise che per una parte degli utenti contano ancora. Apple non ha sostituito un tasto con un altro a caso: ha ridistribuito i compiti.

Fino al 2007 il tasto mostrava ancora il logo Apple accanto al simbolo di Kare; da allora è rimasta solo la parola Command con il quadrifoglio. Cambiare questa logica oggi sarebbe quasi impraticabile, non per limiti tecnici ma per la memoria muscolare di milioni di persone che hanno automatizzato il gesto. Il segno scelto per togliere di mezzo troppe mele è finito per diventare una delle cose che più rendono riconoscibile, al primo sguardo, una tastiera Apple.

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