
Senza neppure troppa fanfara, Amazon ha finalmente rilasciato Kindle per Mac, l’applicazione for the rest of us che consente di leggere e gestire gli ebook Kindle comodamente dal proprio computer. Il software versa ancora in stato di beta e risulta privo di diverse feature, ma tutte le lacune verranno presto colmate.
E’ da ottobre che si parla di questa applicazione, e finalmente possiamo toccarla con mano. Nel comunicato stampa si legge:
“Kindle per Mac è la perfetta applicazione accessoria per gli utenti Kindle o Kindle DX”, ha affermato Jay Marine, reponsabile del progetto Amazon kindle “Per quei clienti in tutto il mondo che ancora non posseggono un Kindle, Kindle per Mac è un modo grandioso di accedere istantaneamente alle novità più popolari o di leggere i loro classici preferiti.”
L’applicazione, che ha un peso di 22 MB, è gratuita per tutti compreso chi non possiede il Kindle, e consente di scaricare i titoli già acquistati e rileggerli a piacere sul proprio Mac; inoltre, il sistema è congegnato in modo tale da sincronizzare automaticamente l’avanzamento nella lettura e le annotazioni, sia sul Kindle che sull’app per iPhone. Kindle per Mac può essere scaricato dalla pagina dedicata sul sito Amazon, ma funziona esclusivamente sui computer con processore Intel. Peccato però che sia lenta e dotata di un’interfaccia piuttosto spartana, molto fuori dagli standard cui siamo abituati sulla nostra piattaforma.

Se è vero che HP ha nominalmente annunciato il suo Slate prima dell’iPad, è anche vero che ha aspettato di assistere alle mosse di Apple prima di snocciolare qualche dato. E così, il tablet progettato da HP promette guerra alla mela a suon di prezzi ribassati.
Secondo le indiscrezioni, HP avrebbe in mente di rubare clienti ad Apple con la strategia più vecchia del mondo:
Nelle prossime settimane, i manager di Hewlett-Packard Co si incontreranno negli USA e a Taiwan per mettere a punto prezzi e caratteristiche di un venturo computer privo di tastiera ribattezzato Slate. […] HP ha ventilato la possibilità di vendere una versione di Slate - simile all’iPad per grandezza e feature, inclusa una connessione mobile - per un prezzo assestato ben al di sotto dei 629$ che Apple chiede per un iPad equivalente.
La sfida, quindi, si sposta dal campo della caratteristiche hardware (quella sterile lista di componenti che, nella visione di Cupertino, non dovrebbe interessare gli utenti) a quello delle funzionalità e del software a parità di costi. Al momento non sono noti ulteriori particolari, se non quelli più scontati come la presenza di Windows 7, dettaglio che implicherebbe ragionevolmente un flash drive di almeno 16 GB occupato quasi interamente dal Sistema Operativo.
E’ presto per comprendere a pieno l’effettiva portata dei piani di HP, anche perché la strada è nuova per tutti, Apple compresa. Ma una cosa è certa: questo, in un modo o nell’altro, è l’anno del tablet in tutte le sue possibili declinazioni, da quella fanciullesca a quella del sembra-quasi-ma-non-è. E poi, fateci caso: chi aveva mai visto tutti quei fac-simile di Kindle al centro commerciale?

L’iPad e Google (con un impegno più congiunto) taglieranno la quota di mercato di Amazon per il settore e-book di circa due terzi. A dichiarlo in un report pubblicato di recente è Spencer Wang, analista per Credit Suisse. Egli crede che l’ingresso di Apple nel settore abbia seriamente messo in discussione la crescita del dispositivo di Amazon e che, insieme a Google Books, cambierà le quota vendite di e-book da un quasi-monopolio del 90% di oggi a circa un 35% in appena 5 anni.
Wang prevede che la prima mossa di Amazon sia quella obbligatoria di aumentare i prezzi per mettersi al pari con quelli presunti di iBook Store. Questa mossa, tuttavia, sicuramente non riuscirebbe ad avvicinare nuovi utenti ed indispettirebbe parecchio gli attuali possessori di Kindle. Ancora una volta la differenza sarà fatta dai contenuti. E pensare che Steve Jobs proprio durante un’intervista rilasciata a David Pogue aveva già cominciato a pungolare gli avversari di Amazon.
[Via Electronista]
Il colosso statunitense Amazon ha reso disponibile l’applicazione Kindle per i possessori di iPhone e iPod touch in oltre 60 paesi, tra cui l’Italia. Kindle per iPhone consentirà a ciascun possessore di iPhone o iPod touch di acquistare e leggere gli e-book presenti nel catalogo di Amazon direttamente sui dispositivi Apple.
Siamo contenti di aver reso questa applicazione disponibile in più di 60 paesi che possono accedere alla nostra vasta selezione di libri. L’applicazione è il compagno perfetto di chi già possiede un Kindle, ma anche per tutti i clienti del mondo che non lo possiedono e possono avere così la possibilità di scaricare e leggere libri.
è il commento di Ian Freed, vice president di Amazon Kindle, all’ufficializzazione della notizia rilasciata sul blog dell’azienda.
L’applicazione Kindle per iPhone e iPod touch è dotata della tecnologia Whispersync che permette di sincronizzare i punti in cui si è interrotta la lettura attraverso differenti dispositivi e le diverse applicazioni cross-plattform. Detto in altre parole, questa tecnologia proprietaria di Amazon permette la normale lettura di un e-book, cominciata ad esempio su un Kindle, di poter essere ripresa al punto interrotto sia su altri Kindle che su altri dispositivi.
Sono supportate le funzioni di anteprima (per avere una idea di cosa si sta per acquistare), di impostazione dei font e delle dimensioni dei caratteri per facilitare la lettura e, infine, è offerta la possibilità di aggiungere note personali.
Kindle per iPhone e iPod touch (link App Store) è distribuita tramite App Store ed è gratuita, ma per acquistare e-book è necessario registrare un account su Amazon.

Secondo il NewYork Times, Amazon è sul punto di introdurre un Kindle dotato di schermo più generoso del modello da 6″ attualmente in commercio. In un impeto d’entusiasmo, 9to5Mac lo pone in diretta concorrenza con il famigerato Tablet mostrato in anteprima a Verizon. Nessuno dei due esiste ancora, ed è già duello.
Per ora non si sa molto, sull’evoluzione del lettore targato Amazon, se non che sarà sufficientemente grande da mostrare contenuti e pubblicità come su di una rivista vera o un quotidiano. Ovviamente, considerato che il modello da 6″ costa $359, ci si chiede quanto costerà un modello con schermo più generoso. E poi c’è la questione non secondaria della qualità visiva, limitata al bianco e nero e senza possibilità di mostrare immagini in movimento.
Da questo punto di vista probabilmente avrebbe più senso un tablet con schermo LCD che, oltre a riprodurre le pagine di un giornale, consentirebbe un’infinità di altre funzioni, compresa la navigazione Internet. Ma anche qui i problemi da eludere non sono pochi: un display LCD stanca maggiormente gli occhi rispetto alla tecnologia E Ink, e comunque resta la non irrilevante questione dei maggiori consumi energetici da soddisfare.
Insomma, questo confronto tra due dispositivi commercialmente inesistenti è certamente prematuro, ma è tuttavia sintomo del grande interesse che ruota attorno al fenomeno, e che presto potrebbe esplodere con un effetto paragonabile a quello che iPhone ha avuto sul mondo della telefonia mobile.

La svizzera MONEC Holding AG ha citato in giudizio Apple a causa di alcune tecnologie impiegate nell’iPhone che violerebbero il brevetto intitolato “Electronic device, preferably an electronic book”. L’accusa chiede danni per mancati profitti, interessi ed il rimborso dei costi sostenuti per la causa.
Il brevetto descrive un generico dispositivo elettronico dotato di scocca, schermo, microprocessori, mezzi di input e controlli ed interfacce per lo scambio di dati con le periferiche. In particolare, ci si riferisce in modo esplicito a schermi preferibilmente touch-screen, con dimensioni approssivamente tali per cui una pagina possa esservi mostrata sopra a grandezza naturale. Attraverso un network wireless, infine, il brevetto include lo scambio di dati per e-mail, navigazione Internet e fax.
In buona sostanza, stiamo parlando di qualunque dispositivo touchscreen fino a oggi costruito e pensato. Tuttavia, sembra che MONEC stia concentrando la propria azione legale su Apple per alcune particolari applicazioni commercializzate su App Store, come Kindle di Amazon:
Apple rende accessibili su App Store libri e applicazioni per leggere libri attraverso il WiFi ed i network mobili. Apple pubblicizza la lettura dei libri usando un’applicazione sviluppata con quell’unico scopo.
Ma se erano queste le intenzioni, viene da domandarsi perché non accusare prima di tutti il Kindle di Amazon, quello vero.