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Tutti gli articoli con tag hack

Un hack abilita AirPlay video su tutte le applicazioni

pubblicato da xtom

Appena è stato rilasciato iOS 4.2 molti sviluppatori hanno cercato di indagare sulla possibilità di integrare le funzionalità di AirPlay nelle loro applicazioni, scoprendo che solo le API relative allo streaming dell’audio sono state rese pubbliche da Apple, mentre quelle relative al video sono relegate alle sole applicazioni ufficiali della Mela come YouTube e Video.

Erica Sadun ha chiesto informazioni all’ufficio delle relazioni pubbliche di Apple senza ottenere alcuna risposta, così ha deciso di procedere autonomamente per scoprire come sia possibile inviare il video in streaming da un dispositivo dotato di iOS 4.2 ad una Apple TV.

La Sadun ha decompilato il codice di iOS 4.2 e con il contributo della comunità hacker è riuscita ad individuare l’API privata che permette di attivare l’invio in streaming del video con AirPlay. Grazie a questa scoperta è stato possibile realizzare delle applicazioni di prova che effettivamente dimostrano quanto sia facile utilizzare questa nuova possibilità, ma purtroppo per il momento non è possible pubblicarle sull’App Store, in quanto facendo uso di API private non verrebbero approvate da Apple.

Uno sviluppatore chiamato Zone-MR ha però realizzato a tempo di record AirVideoEnabler, un tweak utilizzabile solo su dispositivi con iOS 4.2 ai quali è stato praticato il jailbreak, che permette di abilitare lo streaming video di AirPlay su qualunque applicazione, compreso Safari.

Speriamo che Apple decida presto di rendere libero l’utilizzo di questa utile funzionalità.

[via tuaw]

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Frodi su App Store: un secondo sviluppatore è stato bannato

pubblicato da Claudia

iTunes Hack

Dopo il primo grosso caso di frode su App Store verificatosi la scorsa settimana, un secondo caso è stato segnalato da ArsTechnica. Uno sviluppatore cinese di applicazioni riguardanti il turismo sarebbe il colpevole e almeno un utente avrebbe segnalato l’hijacking del proprio account.

Lo sviluppatore in questione è WiiSHii Network, bannato da App Store, e le applicazioni malevole sfruttate sono “[EN]GYOYO Shanghai Travel Helper” e “[EN]GYOYO Beijing Travel Helper”, ora rimosse, giunte in poche ore nella top 10 tra le app legati ai viaggi.

L’utente che ha segnalato l’hijacking dell’account iTunes ha inviato come prova la fattura da $168.89 (dopo il salto trovate l’immagine). La cifra comprende numerosi acquisti da $3.99 pagati al venditore “Shanghai WiiSHii”, il tutto ovviamente contro la sua volontà.

Anche in questo caso, è stato effettuato l’hacking di diversi account iTunes e, per scalare la classifica, lo sviluppatore ha acquistato le proprie applicazioni utilizzando le carte di credito degli ignari utenti.

Dopo il primo caso di hacking, Apple ha voluto minimizzare comunicando la violazione di soli 400 account iTunes su 150 milioni, ma il problema sicurezza si è riproposto prontamente.

Grazie a ZZ-2 per la gentile segnalazione

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Come faremo a stampare dall'iPad?

pubblicato da Nicola D'Agostino

Se davvero Apple considera l’iPad un’alternativa a “qualsiasi altro laptop o netbook”, passato l’entusiasmo iniziale, diventerà prioritario permettere agli utenti di compiere alcune operazioni date per scontate sui computer con cui si fanno confronti.

Una di queste è il trasferimento dei file da e verso programmi di elaborazione dati come la suite iWork. È per ora implementata attraverso una nuova sezione in iTunes ma è una soluzione che ha subito mostrato i suoi limiti, come ha ammesso anche John Gruber che l’ha definita “a convoluted mess”, un pasticcio contorto.

Ma ancora più urgente è un’altra esigenza, quella di stampare ciò che si visualizza e produce attraverso l’iPad.

ipad xerox by FORM

Il problema in questo caso è stato evidenziato da una soluzione rapida quanto ridicola che ha circolato in rete su vari blog: di fare una fotocopia dello schermo. Altri utenti hanno invece scelto di effettuare una scansione.

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Costruire un lettore RFID per iPhone

pubblicato da Michele Filannino


Immaginate di poter aprire la porta di casa tramite il vostro telefono cellulare. Potrebbe sembrare un’idea futuristica ma Apple ha recentemente brevettato un sistema che consente ad iPhone di comunicare con dispositivi esterni: porte comprese. Dietro quest’idea si cela la tecnologia RFID.

Senza attendere che Apple, se mai lo farà, ci sveli la sua creazione, un assegnista di ricerca del centro CASA della University College London è riuscito a costruire un lettore RFID esterno per iPhone. Le istruzioni per costruire l’accessorio realizzato da Benjamin Blundell, questo il nome del ricercatore, sono spiegate in maniera molto approfondita sul suo blog personale. Per il momento l’accessorio è in grado di leggere codici RFID ma non di scrivere: per aprire una porta è già sufficiente.

Già lo scorso anno alcuni ricercatori della Oslo School of Architecture & Design (OSAD) avevano realizzato lo stesso apparecchio, poi trasformato in un prodotto commerciale chiamato iCarte. Purtroppo i ragazzi norvegesi non avevano fornito alcuna documentazione per la realizzazione di tale accessorio (per ovvi motivi).

[Via Recombu]

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Blackra1n fa il jailbreak ai nuovi iPhone 3GS

pubblicato da aWilito


Nella scorsa puntata, Blackra1n di Geohot riusciva a praticare il jailbreak su tutti i dispositivi Apple, tranne gli ultimissimi modelli di iPhone 3Gs con bootrom aggiornata. Il problema è stato parzialmente risolto con un jailbreak cosiddetto tethered, e la nuova versione del software elimina anche qualche bug di gioventù.

Se avete acquistato un iPhone 3GS nelle ultime 3 settimane e desiderate ricorrere al jailbreak, Blackra1n Release Candidate 2 (RC2) potrebbe fare al caso vostro, purché il telefono possa essere sbloccato ed attivato nativamente da Apple (ciò include tutti gli iPhone acquistati in Italia). Le novità di questa release sono molte:

  • Risolti i bug di compatibilità con iPhone 3G
  • Possibilità di praticare il jailbreak tethered con gli ultimi modelli di iPod touch 2G
  • Possibilità di praticare il jailbreak tethered agli iPhone 3GS con la nuova bootrom
  • Corretti i bug che causavano diversi problemi in seguito all’installazione di Icy

Per jailbreak di tipo tethered si intende una procedura che consente di ottenere il pieno controllo del dispositivo fino al successivo riavvio, per il quale occorre tenerlo collegato al computer. In buona sostanza, significa l’impossibilità di riavviarlo o di spegnerlo se ci troviamo fuori di casa. Ciò può essere una gran seccatura, ma è l’unica soluzione praticabile al momento.

Chi avesse già utilizzato Blackra1n e non fosse incappato in alcun problema non ha necessità di eseguire nuovamente la procedura. Blackra1n RC 2 è disponibile al solito indirizzo nella versione per Mac e Windows.

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Psystar fa i cloni col bollino

pubblicato da aWilito


Ricapitoliamo un secondo. Dopo le schermaglie e i botta e risposta, e dopo aver lanciato pesanti accuse per pratiche anticompetitive, la società produttrice di cloni più chiacchierata del globo ne ha in serbo un’altra delle sue. Con un comunicato stampa, Psystar ha ufficialmente lanciato il programma di affiliazione per offrire in licenza la tecnologia di virtualizzazione che consente ad un comune PC di avviare Mac OS X.

La tecnologia elaborata da Psystar, la maggior parte della quale consiste nel loro cosiddetto Darwin Universal Boot Loader, ed è in grado di avviare sei differenti Sistemi Operativi compresi Windows 7, Vista, Linux e Mac OS X, compreso Snow Leopard. Inoltre, la tecnologia Safe Update (”aggiornamenti sicuri”) consente al clone di poter installare gli aggiornamenti standard che Apple invia agli utenti tramite Aggiornamento Software. Tutti i cloni prodotti da terze parti e affiliati alla società potranno beneficiare del bollino “Psystar Certified”:

Una volta che il prodotto è certificato, i consumatori possono acquistarlo sugli scaffali dei negozi o attraverso i canali standard. E quando è presente la certificazione, si può procedere all’installazione di Snow Leopard semplicemente inserendo un comune DVD retail di OS X.

Attualmente, i costi della licenza non sono noti, ma appare evidente che Psystar stia sparando le ultime, discutibili cartucce prima del gennaio 2010, periodo in cui è stata programmata l’udienza. Tuttavia è altamente improbabile che l’iniziativa abbia successo: dopotutto, quale società si impelagherebbe in una nuova attività quando la società da cui dipende per l’apporto tecnologico è in causa con Apple? E avanti verso una nuova, incredibile puntata.

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Jailbreak di iPhone 3GS 3.1: qualcosa si muove

pubblicato da aWilito


La buona novella è che finalmente qualcosa si muove sulla questione jailbreak di iPhone 3GS, rimasto escluso assieme agli iPod touch di seconda e terza generazione dalle delizie del PwnageTool. La brutta notizia, invece, è che le cose sono molto più complesse del solito e che qualcuno resterà comunque fuori dal giro.

I guai per gli utenti sono iniziati quando Apple ha introdotto nuovi espedienti di sicurezza hardware e software per gli iPhone 3GS, di cui ECID (assieme a iBSS ed iBEC) rappresenta il nodo cruciale. ECID è un codice univoco che possiede ogni iPhone di ultima generazione, utilizzato da iTunes nel processo di aggiornamento/ripristino del firmware. Senza entrare troppo nel dettaglio, in assenza di questo certificato non è possibile ripristinare vecchie versioni del firmware (quelle su cui il jailbreak funziona) poiché semplicemente i server Apple si rifiutano di firmarli. Tutto funziona invece a meraviglia con l’OS più recente.

Per ora, il modo più semplice di salvare l’ECID è di utilizzare Cydia, facendo tap sulla scritta “Make my life easier” (”semplificami la vita”), il che dovrebbe produrre a sua volta un messaggio in alto che recita “this device has 3.1 ecid shsh on file” (”questo dispositivo ha un SHSH ECID salvato su file”). Attenzione, però, una volta fatto questo non è ancora consigliabile eseguire alcun aggiornamento. Diciamo che ci siamo semplicemente tutelati per il futuro.

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Snow Leopard supporta la scrittura su NTFS. Più o meno

pubblicato da aWilito


Per ragioni che non sono note, ufficialmente Snow Leopard può leggere ma non scrivere sulle partizioni NTFS. Per raggiungere lo scopo, ci si deve affidare a soluzioni di terze parti commerciali o gratuite come Paragon NTFS e MacFuse, mutuato direttamente dal mondo Open Source. In realtà, Snow Leopard integrerebbe tutto il supporto necessario alla scrittura di tali partizioni, solo che è nascosto.

La procedura d’attivazione del supporto alla scrittura su NTFS non è ancora alla portata degli utenti più impressionabili, e richiede una certa dose di conoscenze informatiche, l’uso del Terminale e un riavvio (niente di impossibile, comunque, per chi è minimamente abituato a Linux). Tuttavia, occorre prestare attenzione: parliamo di funzionalità non ufficiali e non documentate.

Ci si domanda di quale driver faccia uso il Sistema Operativo (se proprietario o derivato da ntfs-3g), e perché a Cupertino abbiano sviluppato questa feature nella Beta di OS X, salvo poi epurarla dalla versione finale. E’ possibile che il supporto non sia semplicemente maturo oppure che si temessero ritorsioni legali da parte di Microsoft, ma la questione resta e rispondervi sarà parecchio interessante.

Utilizzare il WiiMote su iPhone OS

pubblicato da Michele Filannino


Un esperto informatico è riuscito, utilizzando diversi tutorial su OpenGL-ES, a far funzionare il controller WiiMote (quello della Nintendo Wii) su iPhone.

Per il momento, come si vede nel video, si tratta solo di un’applicazione ad-hoc che, collegandosi via Bluetooth, riesce ad interpretare i movimenti del controller e visualizzarli in un semplice ambiente 3D.

Da realizzazione di questa piccola applicazione, alla possibilità di utilizzare il WiiMote come controller in giochi o emulatori su iPhone, il passo è davvero molto breve.

[Via Make:]

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Il sistema di criptaggio di iPhone 3GS non è sicuro

pubblicato da blogo

Pensando anche a un target di utilizzatori di fascia enterprise, recentemente Apple ha provato a migliorare la sicurezza di iPhone introducendo, da una parte, la creazione di backup criptati, con iPhone OS 3.0 e iTunes 8.2 e successivi e, dall’altra, con l’introduzione di un sistema di criptaggio hardware nel nuovo iPhone 3GS.

Entrambi i sistemi sono sufficienti a scoraggiare malintenzionati occasionali ma, come rivela l’esperto di informatica forense Jonathan Zdziarski, non sono abbastanza robusti da bloccare l’attacco di un hacker.

Entrambi i sistemi sono infatti aggirabili non solo con gli strumenti a disposizione di esperti (come mostra il filmato realizzato da Zdziarski), ma anche con semplici tool di jailbreaking quali purplera1n e redsn0w, che permettono da un lato di generare backup non criptati, da cui è possibile recuperare immagini, numeri di telefono, password o altri dati, e dall’altra di accedere al filesystem del dispositivo bypassando la criptatura hardware di iPhone 3GS.

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purplera1n ora disponibile anche per Mac

pubblicato da Michele Filannino


George Hotz, inventore di purplera1n, il primo tool per lo sblocco di iPhone 3GS, ha annunciato la disponibilità di una versione per Mac. Nel suo blog, Hotz spiega che non è avvezzo allo sviluppo su Mac e che si è affidato ad AriX e westbaer per il porting. Questo hack è ancora considerato allo stadio beta e gli sono sempre invitati ad eseguire un backup dei dati importanti prima dello sblocco. Il file pesa 458Kb ed è disponibile sul sito purplera1n.

La versione Windows originale di purplera1n è stata rilasciata Venerdì scorso ed ha già beneficiato di due update. Il primo ha aggiunto il supporto a Windows Vista e Windows 7 e lo ha ripulito di alcuni bug che gli utenti avevano segnalato. L’ultima release, RC2a, ha migliorato la stabilità generale ma non è necessaria se è già stato eseguito il jailbreak con la versione RC2.

[Via MacNN]

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MMS su iPhone 2G: ecco come

pubblicato da aWilito


In molti storsero giustamente il naso quando, all’annuncio delle grandi novità apportate da iPhone OS 3.0, fu chiaramente stabilito che gli MMS erano appannaggio unico degli iPhone 3G e superiori. La motivazione ufficiale, al tempo, fu che l’iPhone originale difettava dell’opportuno hardware, ma la cosa non suonò plausibile, anche perché allora come spiegare software piuttosto solidi come SwirlyMMS? In realtà, con una piccola modifica oggi è possibile abilitare gli MMS anche sull’iPhone di prima generazione.

Entrate in Cydia ed installate il pacchetto ActivateMMS2G (se non c’è, provate ad aggiungere il repository http://cydia.alpden.com), riavviate iPhone e procedete alla configurazione degli MMS entrando in Impostazioni, Generali, Rete, Rete dati Cellulare. Per i parametri ed i bundle (utili se non vi comparisse il menu dei parametri MMS), vi consigliamo l’eccellente risorsa Benm.at, e ricordatevi di riavviare il telefono dopo ogni cambiamento.

Buon divertimento.