Gli aggiornamenti recenti dei sistemi operativi hanno attivato Apple Intelligence di default sugli iPhone, Mac e iPad compatibili, senza chiedere il permesso. Disattivarlo si fa con un solo interruttore — Impostazioni, Apple Intelligence e Siri, toggle off — e in cambio si recupera spazio di archiviazione, a volte parecchio. Il dato è laterale rispetto alla privacy, ma utile: l’IA generativa di Apple occupa modelli che pesano sulla memoria del telefono.
Chi vuole essere chirurgico può intervenire sulle singole funzioni: notifiche prioritarie e riassunte, generazione di immagini, strumenti di scrittura. Questi ultimi due si raggiungono per una strada poco intuitiva, dentro Tempo di utilizzo e Restrizioni contenuti e privacy, dove di solito si cercano i filtri per i minori.
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Su Google la situazione cambia di natura. AI Overviews, i riassunti generati in cima ai risultati di ricerca, non si possono spegnere. Si possono solo aggirare: selezionando la scheda “Web” sotto la barra di ricerca — che Google a volte nasconde nel menu “Altro” — oppure passando a un altro motore. DuckDuckGo, per dire, lascia accendere e spegnere l’IA prima ancora di avviare la ricerca.

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Gmail concede di più. Smart Compose, la sua personalizzazione e Smart Reply si disattivano dalle impostazioni. Esiste anche un interruttore generale, Smart Features, che spegne tutto ciò che è anche solo lontanamente legato all’IA: il problema è che porta via con sé anche il controllo ortografico e grammaticale. In Google Docs e Slides, invece, gli stessi strumenti non si toccano affatto.
Meta è il caso più chiuso. Non c’è modo di disattivare l’IA dell’azienda su Facebook, Instagram o WhatsApp. L’unica leva riguarda i riassunti automatici dei commenti, che si possono bloccare solo sui propri post — così, almeno, chi commenta parla con parole sue.
Il capitolo Microsoft è quello che separa gli utenti per tipo di licenza. Su Windows 11 Home, la versione gratuita preinstallata sulla maggior parte dei PC, disinstallare Copilot è banale. Su Windows 11 Pro o su un Copilot+ PC dedicato, no: per rimuoverlo davvero bisogna mettere mano alla configurazione del sistema operativo, operazione lunga e complicata che pochi vorranno tentare. Resta la scorciatoia cosmetica: tasto destro sull’icona, “Rimuovi dalla barra”. E c’è un dettaglio che inganna: anche dopo aver disinstallato l’app Copilot di Microsoft 365, l’assistente continua a comparire dentro Word ed Excel, e va spento applicazione per applicazione.
Samsung, paradossalmente, è la più trasparente. Tutte le Galaxy AI si governano da una sola schermata, Impostazioni e Galaxy AI, una voce alla volta.