Le promesse si stanno lentamente avverando, e così un titolo molto atteso torna a deliziare gli utenti in una versione opportunamente rivista e corretta per iPhone ed iPod touch. Rayman 2: The Great Escape è disponibile già da ora su App Store.
Uno dei personaggi più amati del mondo dei videogiochi, il cui esordio risale al 1995 con Ubisof su PlayStation e Saturn, ritorna proprio oggi su tutti gli schermi dei dispositivi mobili con la mela grazie al lavoro di Gameloft. Condito da grafica cartoon totalmente tridimensionale (sia i protagonisti che gli sfondi), il gioco dispone di tutti i 45 ambienti dell’originale e controlli virtuali costituiti da due pulsanti e una piccola cloche.
Rayman 2: The Great Escape si appresta probabilmente a diventare un titolo gettonatissimo nel bazaar del software Apple, ha un costo di 5,49€ e può essere acquistato seguendo questo collegamento ad iTunes Store. Buon divertimento.

Grazie ai dati raccolti negli ultimi mesi, la società di analisi e statistica Flurry Analytics conferma non soltanto che a Cupertino stiano segretamente lavorando ad un nuovo dispositivo, ma anche che quest’ultimo monti iPhone OS 3.2 e non il 4.0, il che significa rilascio immediato. Quelle che seguono rappresentano senza dubbio le più credibili ed autorevoli indiscrezioni sul Tablet che non c’è.
Geografia. Innanzitutto, a differenza di parecchi iPhone con OS 4.0 registrati da Flurry a spasso sul territorio statunitense, questi dispositivi non si muovono dal Campus di Cupertino: e ciò ne confermerebbe l’estrema segretezza. Ne sono stati contati almeno 50 differenti modelli, e su di essi sono state testate 200 applicazioni iPhone costituite per la maggior parte da giochi, media, entertainment, libri e notizie, nonché lifestyle: in pratica l’uso primario che ci si aspettava per un gingillo del genere. Il tutto su iPhone OS 3.2, il che lascia pensare che il Tablet sia semplicemente un grosso iPhone ipertrofico (o forse ancora, azzarda qualcuno, sia alternativamente in grado di far girare Mac OS X e iPhone OS, ma ciò appare poco credibile).
Quindi più che parlare di una macchina per il lavoro siamo di fronte ad una sorta di Media Machine consumer che, grazie ad uno schermo generoso e al Multi Touch, ha tutte le carte in regola per diventare un’eccellente soluzione di gioco e di intrattenimento. E su queste indiscrezioni, Flurry è assolutamente irremovibile:
Non possiamo divulgare ulteriori dettagli a causa delle clausole nei nostri Termini di Servizio, ma sentiamo che se foste capaci di vedere i nostri dati come li vediamo noi fin nei minimi dettagli, sarebbe altrettanto chiaro anche per voi. […] Flurry non è interessata a costruire un business sui rumor, ma piuttosto sull’autorità, la credibilità e l’accuratezza.
Come dire, scaldate la carta di credito: mercoledì ci sarà da divertirsi.

Questa è una notizia che farà piacere ai videogamer e che dona rinnovata credibilità all’iPhone come piattaforma di gioco. Square Enix ha annunciato nelle scorse ore che Final Fantasy I & II sarà presto disponibile per iPhone ed iPod touch.
Final Fintasy è uno tra gli RPG più popolari, rilasciato nel lontano 1987 sul Nintendo Entertainment System (NES) e che oggi torna a rivivere anche sugli schermi dei dispositivi Apple. Al momento i dettagli sono piuttosto fumosi: non si conoscono date di rilascio e soprattutto non è chiaro il costo che avranno i due titoli, ma la grafica sembra piuttosto ben fatta e brillante, e i controlli su touch screen si sposano magnificamente con il genere.
Nell’attesa, godetevi la galleria qui sotto:

Nuove indiscrezioni, tanto per cambiare, sul Tablet Apple, ma riportate dall’attendibile Wall Street Journal. Secondo il quotidiano, Steve Jobs è convinto di poter profondamente ridisegnare e rivoluzionare il mercato della stampa e della televisione in un modo non troppo differente da quanto ha saputo fare con iPod e la musica. Il Tablet-iSlate-iPad che verrà sarà un un dispositivo multimediale condiviso in un ambiente familiare.
Gli scopi del tablet erano piuttosto chiari sin dai primi rumors: ipotizzato come una via di mezzo tra uno smartphone ed un potatile, il dispositivo dovrebbe essere in grado di visualizzare quotidiani, riviste, giochi, libri, video e musica. Ben più misterioso è però il target a cui Apple intenderebbe rivolgersi. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, Cupertino ha progettato il gingillo in modo che sia facilmente condivisibile in ambienti come una famiglia:
Sono state impiegate significative risorse nel design e nella programmazione del dispositivo così che condividerlo sia il più intuitivo possibile.
A questo scopo, ad esempio, sono stati inclusi dei post-it virtuali che possono essere lasciati sullo schermo per gli altri utenti, ed una webcam integrata è in grado di riconoscere automaticamente l’utente che sta usando il tablet. Il tutto, ovviamente, incentrato sui servizi e contenuti ad hoc provenienti dagli accordi con il New York Times, con Condé Nast Publications, HarperCollins, CBS, Walt Disney e così via.
Infine, le altre indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal descrivono con qualche dettaglio e un filo di coerenza in più informazioni sommarie già lette altrove:
Continua a leggere: WSJ: il Tablet è un dispositivo multimediale condiviso

Trivial Pursuit è probabilmente uno dei titoli più divertenti e di successo nel panorama dei giochi di società, e da ieri è gratuito su App Store.
Inizialmente venduta a 5,49€, questa applicazione ha goduto di un temporaneo abbassamento di prezzo fino al mese scorso, ed ora è semplicemente gratuita. Tra le ragioni, probabilmente la presenza di svariati pack di domande acquistabili attraverso In-App Purchase al costo di 0,79€.
Nella versione base il gioco contempla 3.500 domande e prevede due distinte modalità, quella Classica e quella Pursuit. La prima si basa sulle regole canoniche con domanda tra le categorie disponibili e risposta; si vince conquistando tutte le lauree e passando la domanda finale. La modalità Pursuit, invece, prevede un tabellone lineare in cui si avanza rispondendo alle domande poste a raffica; più velocemente si risponde, più punti si maturano e, ovviamente, a lungo andare quesiti si fanno sempre più complessi.
Infine, è possibile impostare una partita tra più giocatori, sullo stesso dispositivo o tramite WiFi. Trivial Pursuit per iPhone ed iPod touch è scaricabile seguendo questo link ad App Store.

A giudicare dalla sezione job listings sul sito Apple, sembra che a Cupertino stiano prendendo sempre più seriamente la faccenda del gaming mobile, nonostante una certa iniziale avversione della dirigenza. E così, ora la mela cerca un “artista del videogioco” e addetti per un nuovo gruppo di lavoro chiamato iPhone Games Group.
La prima posizione è piuttosto specifica nella descrizione:
Il gruppo Interactive Media sta cercando un artista preparato che intenda lavorare in un gruppo altamente motivato impegnato nelle esperienze interattive multimediali sull’iPhone e l’iPod touch. La posizione nel team sarà di aiuto al design, alla visualizzazione e alla implementazione di interfacce, personaggi/ambienti 3D, animazioni, texturing e nella creazione di concept originali.
Il candidato dovrà essere in grado di usare Maya, 3D studio Max e Photoshop, e dovrà dimostrarsi capace di modellare ed animare scenari 3D. Ciò, secondo alcuni, potrebbe significare persino la produzione di videogame in casa. Il secondo annuncio, tuttavia, è volto alla costituzione di un gruppo destinato all’ottimizzazione e al supporto dell’iPhone come piattaforma ludica, e ciò invece sembra piuttosto confermare l’ipotesi di un team di supporto agli sviluppatori di terze parti.
Qualcuno esclude che Apple intenda mettere piede nell’affollato mercato del gioco 3D e azzarda che, con “esperienze multimediali interattive”, si intenda probabilmente un nuovo servizio o ambiente destinato agli utenti iPhone, simile alla Dashboard della Xbox 360 e magari condito dalla solita generosa dose di eye-candy. E voi, che ne pensate?

Nei giorni scorsi un articolo su Joystiq riportava del rilascio di Song Summoner: The Unsung Heroes - Encore, un ricco e costoso gioco disponibile su App Store sia nella versione a pagamento che lite. Un particolare, passato praticamente inosservato fin’ora, rivela che Apple avrebbe abbandonato completamente il formato dei giochi basati su ghiera cliccabile.
Il gioco in questione, infatti, integra al suo interno l’originale Song Summoner per iPod e Song Summoner 2 che, a causa del cambio di politica a Cupertino, non ha mai visto le luci della ribalta dell’App Store:
Lungi dall’essere un semplice porting del gioco originale con in più il supporto al multi-touch, la versione di Song Summoner per iPhone contiene sia Song Summoner che Song Summoner 2, mai rilasciato a causa della fine del supporto ai giochi basati su deciso da Apple.
Introdotti nel lontano 2006 con il rilascio di iTunes 7, i giochi basati su ghiera cliccabile hanno rappresentato un tiepido successo, con una cinquantina di titoli tutt’ora a catalogo. A partire da Cake Mania 3 però, rilasciato lo scorso febbraio, Apple ha smesso semplicemente di pubblicarne ancora.
Se questa novità sottintenda all’estinzione degli iPod tradizionali, o implichi soltanto una focalizzazione di Apple sulla più sofisticata tecnologia multi-touch, lo scopriremo nei prossimi mesi. Per ora, a riguardo, da Cupertino non è giunta nessuna comunicazione ufficiale.
L’entusiasmante video qui in alto è stato introdotto da Microsoft per presentare il Progetto Natal per Xbox, e descrive la possibilità di interagire con un computer senza periferiche o appendici artificiali della nostra volontà. Le implicazioni di un sistema del genere avranno probabilmente ripercussioni anche al di fuori del mondo del gaming e ci si domanda già cosa abbia da dire sull’argomento il genio di Cupertino.
Non è un segreto che Apple stia lavorando ad un qualche tipo di evoluzione di Apple TV: ci sono indiscrezioni, assunzioni sospette, e intriganti brevetti. Ma se a Cupertino decidessero di entrare nell’arena del gaming, ci sarebbe un nuovo - e agguerrito - nemico da combattare. Il sistema ideato da Microsoft consente infatti l’interazione diretta coi dispositivi attraverso movimenti e comandi vocali, con tanto di riconoscimento della voce e dei volti. Praticamente Minority Report, ma senza guanti.
Il problema, a bene vedere, non riguarda soltanto il mondo dei videogiochi da salotto ma sconfina più in generale nel modo con cui interagiamo con la tecnologia, e si somma ai Wiimote e al Multi Touch. Steven Spielberg, intervenuto alla presentazione di Natal, riassume perfettamente la questione:
L’unico modo di creare divertimento interattivo per tutti è rendere la tecnologia invisibile, e solo allora le luci della ribalta brilleranno dove dovrebbero, e cioè su di te, e sul divertimento che puoi ricavare da una tecnologia che riconosce non soltanto i tuoi pollici ed il tuo polso, ma tutta la tua essenza. […] E non credo che quel che stia facendo Microsoft sia di reinventare la ruota: noi la ruota la vogliamo proprio togliere di mezzo.
E’ chiaro. A questo, tolti di mezzo anche i controller, ad Apple non resta che inventare l’interpretazione del pensiero.

All’Independent Games Festival’s Mobile Game Awards, competizione che premia i migliori giochi su piattaforma mobile prodotti da sviluppatori indipendenti, quest’anno iPhone si è aggiudicato allori per quasi ogni categoria. Praticamente inesistente fino a pochi anni fa, la comunità del mobile gaming vive un’era dell’oro, e gran parte del merito va ad Apple.
Curiosamente, almeno a giudicare dai risultati del concorso, la piattaforma prediletta degli sviluppatori indipendenti non è la né la Nintendo DS, né la PlayStation Portable (PSP), ma piuttosto è il telefono di Cupertino, con tutto il fermento e l’hype che lo contraddistinguono. A parte l’unico premio che si è aggiudicata la Nintendo DS con Reflection, infatti, gli altri sono tutti giochi per iPhone:
Per maggiori informazioni e per una rassegna più dettagliata, è possibile dare un’occhiata al sito di Indipendent Games Festival dedicato al segmento mobile.

Il terzo capitolo della serie di strategia e guerriglia in tempo reale di Electronic Art Command & Conquer: Red Alert 3 sbarca per la prima volta su Mac OS X dopo un anno dal rilascio nella versione per Windows; costa $39.99, è acquistabile online e funziona grazie alle tecnologie sviluppate da TransGaming.
Il gioco è ambientato in una finzione storica in cui l’Unione Sovietica è tornata indietro nel tempo ed ha assassinato Albert Einstein prima che questo potesse lavorare alla creazione di alcune fondamentali tecnologie necessarie alla vittoria degli Alleati. Tuttavia, a causa dell’assassinio la storia cambia e nasce una nuova temibile fazione, quella dell’Impero del Sole Nascente, seria minaccia tanto per i sovietici quanto per gli Alleati.
Disegnato per sessioni di gioco singole o multiplayer, il gioco consente fino ad un massimo di nove comandanti pilotati dal computer o altrettanti amici online. Sono presenti video in HD di guerriglia dal vivo e oltre 60 minuti di contenuti speciali. Per sterminare gli avversari, gli utenti hanno a disposizione un arsenale convenzionale ed uno più esotico, pieno di fantascientifiche armi Tesla e raggi congelanti.
Command & Conquer: Red alert 3 necessita di Mac OS X 10.5.6 o successivi, 1GB di RAM, e almeno una ATI X1600 o una Nvidia 7300GT come scheda video, quindi restano esclusi (è la prassi, con Transgaming) i Mac con grafica integrata Intel GMA. E’ possibile acquistarlo a questa pagina di Game Tree Online.
Il gaming su piattaforma Mac è sempre stato un po’ bistrattato. Lo scarso interesse dimostrato da parte di Cupertino ed i margini ridotti all’osso hanno fatto cambiare idea persino a Pangea Software, la storica software house alla base di Enigmo, Nanosaur 2 ad Otto Matic, che chiude la divisione Mac. Ed ora, gli investimenti sono stati tutti dirottati su una piattaforma ben più vivace e remunerativa: iPhone.
Per capire cosa possa spingere una software house presente fin dal 1987 a cambiare d’improvviso bandiera, è sufficiente dare uno sguardo agli ultimi dati di vendita su App Store. Enigmo per iPhone, da solo, è stato acquistato ben 810.000 volte, tra gennaio 2008 e gennai 2009, garantendo profitti pari a ben $1,5 milioni. Il tutto con costi di sviluppo irrisori, poiché il porting dal Mac all’iPhone è reso estremamente semplice dalla comune base tecnologica che li lega.
Brian Greenstone, CEO di Pangea Software, racconta nell’intervista che non ha più senso tornare a Mac, perché sviluppare per iPhone è molto più divertente, e soprattutto garantisce introiti 50 volte superiori. E in un periodo per l’economia tanto grigio, come dargli torto?
Gametap, un servizio di gaming online su emulazione, ha annunciato l’espansione della sua offerta agli utenti Mac Os, attraverso la release dedicata ai Mac Intel del suo Lite Player. Il Lite Player permette di giocare a più di 500 titoli di videogame, principalmente grandi classici, acquistabili sul sito di Gametap. Tra questi giochi Metal Slug, Street Fighter Alpha 3, Sonic the Hedgehog, Space Invaders, Neo Turf Masters e King of Fighters ‘95.
Lite Player è stato portato sui Mac Intel attraverso la tecnologia Cider. Verso quest’estate dovrebbe essere disponibile per la nostra piattaforma anche il player più completo, il Deluxe, sul quale è possibile giocare ad un’offerta più completa, che comprende ad esempio Tomb Raider: Anniversary. Per usare i giochi Gametap è possibile anche pagare un abbonamento flat: il primo mese costa 0,99 centesimi di dollaro.
Dov’è l’intoppo? Abituatevi: per usare Gametap occorre essere cittadini americani o canadesi.
[MacNN]