Facebook ha pubblicato un annuncio nel quale cerca ingegneri o programmatori esperti nello sviluppo di programmi per Mac. Lo scopo del reclutamento è chiaramente quello di montare su un team per sviluppare applicazioni relazionate a Facebook sia per Mac che per Windows.
Se la natura precisa del nuovo software non è specificata, è evidente che il lavoro del nuovo team basato a Seattle si focalizzerà sullo sviluppo di interfacce web per piattaforme desktop. Dopo la pagina web di Facebook e le app per dispositivi mobili, presto vedremo sbarcare i programmi per Mac e PC.
Certo, le app per Mac per interfacciarsi con Facebook non mancano. Sul Mac App Store se ne trovano diverse, però la maggior parte propone sempre la stessa cosa, ossia mostrare tutto o parte del contenuto web nel menu o all’interno dell’applicazione dedicata. Un’integrazione maggiore Facebook non sarebbe quindi da buttar via, in particolare se gli sviluppatori proporranno contenuti nuovi per la rete sociale, come l’ambizioso annuncio sembra presagire.
[Via macgeneration]

Facebook ha rilasciato un aggiornamento software per il suo client iOS. Ora, la versione 3.4 dell’app di Facebook include diverse novità che la rendono più simile, nelle funzionalità, all’uso della rete sociale sul computer.
La versione 3.4 del client di Facebook include la visualizzazione di mappe e luoghi, una sezione Notizie aggiornata e un’interfaccia utente per le Notifiche più intuitiva ed usabile. Questa nuova versione include anche la possibilità di eliminare amici direttamente dall’iPhone o dall’iPod touch e di registrarsi agli eventi a cui si partecipa.
L’app di Facebook è disponibile gratuitamente sull’App Store (link diretto). La versione 3.4 del client di Facebook per iOS pesa 4,9 MB ed è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad.
Visto che siamo in tema: non esitate a raggiungerci sulla pagina di Melablog su Facebook.




[Via BGR]

Oggi Facebook ha lanciato anche in Italia la funzione Deals, che potrete usare da subito sui vostri iPhone. Grazie a Deals ora basterà fare check-in con l’applicazione di Facebook in uno dei luoghi convenzionati, e potrete ottenere immediatamente degli sconti su un acquisto.
Con questa iniziativa, già presente negli Stati Uniti da alcuni mesi, Facebook spera di spingere ulteriormente la funzione Luoghi, che ha debuttato su iPhone da poco tempo e che dovrebbe contrastare un altro social network emergente: Foursquare. Oltre che su iPhone, Facebook Deals è attivabile anche da telefoni Android o da telefoni di altre marche, attraverso la versione mobile del sito.
Ma quali sono le offerte già disponibili? In Italia Deals debutta con 5 aziende partner, tutti brand di altissimo livello, e cioè:
Oggi Facebook Deals ha debuttato anche in Regno Unito, Francia, Germania, e Spagna. Interessante, tra i partner francesi, Disneyland Paris: facendo check-in all’interno del parco entro il 4 febbraio 2011 si potrà ricevere un ingresso annuale. Per saperne di più sulle specifiche delle singole offerte, e su Facebook Places, visitate il sito ufficiale.
Dopo vari annunci la versione per iPad del browser Skyfire approda finalmente sull’App Store al prezzo di 3.99 €, portando con se, oltre alla riproduzione dei video in Flash, tante utili funzionalità visibili nel video qui sopra:
[via 9to5mac]
La causa legale che vede implicato Paul Allen, co-fondatore di Microsoft, contro diverse compagnie del calibro di Apple, Google e Facebook, è stata respinta dalla corte. Il giudice incaricato di esaminare la controversia ha ritenuto che gli argomenti forniti da Paul Allen mancano di precisione.
Ad agosto scorso, il miliardario Paul Allen aveva trascinato in giudizio questi colossi della tecnologia per presunto “patent trolling”. In particolare, l’azione legale era centrata su 4 brevetti in possesso di Allen riguardo a diverse forme di visualizzare informazione attraverso le finestre del browser. I brevetti erano stati depositati da Internal Research, una società di ricerca fondata da Allen stesso.
Adesso l’attore ha tempo fino al 28 dicembre per rivedere i termini della querela e ripresentarla all’attenzione della corte. Anche se Allen ha già annunciato la sua intenzione di seguire con l’azione legale, Apple e Google si trovano in una posizione di forza. Già ad ottobre scorso le compagnie implicate avevano tentato di annullare il giudizio in corso dichiarandosi incapaci di rispondere all’accusa, data la sua debolezza.
[Foto Gizmodo]
In un saggio pubblicato sulla rivista Scientific American, uno dei padri fondatori della rete ha espresso la sua paura circa il futuro che questo prezioso strumento pare stia imboccando. Lo scienziato ha puntato il dito contro Facebook, LinkedIn, Friendster, AOL, Verizon e anche iTunes.
Tim Berners-Lee è seriamente preoccupato dell’evoluzione dei servizi web:
“Ogni sito è un contenitore, ben isolato dagli altri. Si, le vostre pagine web sono sul Web ma i vostri dati no. Potete aver accesso ad una pagina web con una lista di persone, ma non potete spedire quella lista (o più in generale le informazioni) ad un altro sito/servizio. Più questo tipo di architettura si diffonderà, più il Web diventerà frammentato, e sempre meno godremo dei vantaggi di un singolo spazio universale per le informazioni.”
Relativamente ad iTunes, lo scienziato ha criticato la chiusura di Apple relativamente all’uso del protocollo “itunes://” anziché di quello “http://”. Si tratta solo di questo? Bhè a dire il vero non è roba da poco: un protocollo differente indica un insieme di regole di comunicazione differenti, in parole più spicciole un sistema totalmente differente. iTunes infatti è uno store fisicamente presente sui server di Apple e non condiviso in rete. Apple e solo Apple, infatti, produce l’interfaccia software, iTunes, che è capace di interpretare il proprio protocollo di comunicazione.
Continua a leggere: Tim Berners-Lee attacca, tra le altre, anche Apple

Quando Apple e Twitter annunciarono l’integrazione dei loro social network, in molti utenti si resero conto di un episodio sgradevole. Commentando un brano da Ping, infatti, sui Twitter appariva sempre il link esteso di iTunes Store. Come saprete i link di iTunes Store sono molto lunghi e spesso questo portava a commenti troncati nel passaggio da Ping ad iTunes (i messaggi di Twitter hanno un limite di 140 caratteri, link inclusi).
In una fase successiva, però, Ping ha iniziato ad accorciare le URL di iTunes con l’accorciatore ufficiale di Twitter, t.co. Il servizio t.co ha diversi vantaggi, sia per gli utenti sia per Twitter. Innanzitutto è chiaro che, con indirizzi più brevi, rimane più spazio per i nostri commenti su brani, album e artisti. In secondo luogo Twitter riconosce gli indirizzi t.co e li mostra per esteso, quando visualizziamo il nostro account da Twitter.com. In questo modo prima di cliccare un link avremo un’idea più precisa di dove ci porterà. Inoltre Twitter controlla ogni link t.co, per una veloce verifica antiphishing. Altro vantaggio, di non poco conto per Twitter, è la possibilità per l’azienda di tenere monitorati i link più condivisi e cliccati, cosa che serve al social network anche per avere un’idea dei contenuti più diffusi e popolari sulle sue pagine.
L’accordo Apple-Twitter, approfittando dell’integrazione di Twitter con Facebook, sta letteralmente bypassando il blocco imposto dalla società di Zuckerberg al nuovo social network di Apple. Apple e Facebook non erano riuscite ad accordarsi su un’integrazione con Ping, perché l’azienda di Steve Jobs ha ritenuto le richieste di Facebook eccessivamente onerose.

Twitter ha annunciato che adesso i loro utenti potranno collegare i loro account con quello di Ping, per poter condividere le loro preferenze musicali su iTunes con tutti i loro seguaci. Lato Apple, gli utenti di iTunes sono stati accolti con una scritta che li invita a collegare il loro account Ping con quello su Twitter.
Sul blog di Twitter si legge:
Una volta collegati i due account, (…) l’attività [su Ping] sarà anche inviata via tweet ai vostri seguaci di Twitter – completa con anteprime delle canzoni e link per comprare o scaricare musica da iTunes.
Si tratta quindi di un’integrazione abbastanza sviluppata, con la possibilità di vedere dettagli delle canzoni o degli album nel pannello di Twitter e di poter ascoltare una parte dei brani così condivisi.
La felice alleanza Ping-Twitter non sembra oscurata dall’assenza di Facebook su Ping. Però anche su questo fronte, qualcosa sembra muoversi, malgrado i 18 mesi di trattative fallite fra Apple e Facebook. Il mese scorso, il Los Angeles Times, ha parlato di un incontro a cena fra Steve Jobs e Mark Zuckerberg, terminato con un rientro a passo tranquillo verso Palo Alto.
[Via Infinite Loop]
[Courtesy of Engadget]
Dopo l’evento dedicato, Facebook ha oggi aggiornato la sua applicazione per Android ed iPhone aggiungendo nuove caratteristiche. Entrambe le versione delle app supportano i Gruppi. Places è stato migliorato ed ora consente più interazione durante i check-in: aggiungere foto e taggare amici presenti.
Con gli aggiornamenti di Android l’applicazione si è rimessa in pari, ha dichiarato il fondatore di Facebook: Mark Zuckerberg. Il social network pare essersi affidato direttamente a Google per sviluppare le medesime caratteristiche presenti su iPhone. Places è una caratteristica completamente nuova su piattaforma Android e questo potrebbe aumentarne notevolmente l’utilizzo.
Zuckerberg ha anche affrontato la questione per noi più interessante, relativa alla possibilità di un’applicazione nativa per iPad, rigettandola in pieno. “iPad non è mobile” ha detto alla stampa il fondatore. Il Mobile Product Manager, Erick Tseng, ha chiarito dopo il concetto sostenendo che il tablet di Apple fa parte di una “nuova classe di dispositivi” e la sfida di Facebook è quella di garantire l’esperienza di utilizzo senza limitarla ad una piattaforma specifica. Il sito web è la soluzione attualmente migliore.
Continua a leggere: Mark Zuckerberg: "iPad non è mobile. E' un computer"

Sapevamo che, in un qualche momento delle loro trattative, tra Apple e Facebook qualcosa si fosse incrinato, e così si spiega il blocco delle API di Ping da parte del portalone social, e la rimozione dell’interfacciamento lato iTunes. In realtà, scopriamo solo ora, pare che le contrattazioni fossero andate avanti per ben più di 18 mesi, prima del lancio di Ping. Un lungo e rugginoso rapporto costellato di incomprensioni.
Come sottolineato anche dallo stesso Jobs, Apple e Facebook hanno insistito parecchio per cercare di trovare una partnership comune che andasse bene per entrambe le parti; tuttavia, Facebook avrebbe spinto per dei “termini troppo onerosi da accettare”, cui sarebbe seguito l’interfacciamento non autorizzato di Cupertino (solitamente non serve autorizzazione, ma in casi di enorme traffico è necessario negoziare accordi per tutelare i dati degli utenti e l’infrastruttura) e il conseguente blocco.
Da principio, Jobs intendeva creare un servizio di tracciamento musicale sulla struttura esistente di Facebook (ricordate il brevetto che metteva il social al centro di iOS?), senza investimenti onerosi né inutili sdoppiamenti:
Ciò avrebbe permesse ad Apple di ottenere quel che voleva dalla relazione -vale a dire maggiori vendite di iTunes ed iPod- senza dover ricorrere alla costituzione di un social network di sana pianta.
La questione è tutto sommato piuttosto semplice:
Continua a leggere: Apple, Facebook: 18 mesi di trattative fallite

Tra i vari annunci del keynote di mercoledì sera, escludendo Apple TV che agli italiani può mettere solo tanta invidia, una delle vere novità è stata Ping.
aWillito vi ha già descritto il funzionamento: si tratta di un social network musicale integrato in iTunes, pensato per seguire i profili degli artisti e per conoscere i gusti musicali degli amici.
È il primo social network creato da Apple, quindi ha magnetizzato intorno a sé una grande attenzione. Su Twitter molti di voi ci hanno detto di essersi già iscritti a Ping, ma altrettanti hanno rivelato una velata delusione.
La speranza di chi scrive è che Ping sia semplicemente un progetto acerbo, perché allo stato attuale lo percepisco ben al di sotto del suo potenziale. Per quanto semplice da usare, questo sistema è ancora troppo debole e limitato, specialmente per chi ha usato social network musicali concorrenti.
Per segnalare ai nostri amici un brano o un album in modo automatico dobbiamo acquistarli, oppure dovremo cercarli manualmente nello store ed usare il menu contestuale accanto ai pulsanti d’acquisto. Non c’è nessuna funzione di scrobbling, cioè di condivisione di quello che stiamo effettivamente ascoltando adesso. Last.fm tirerà un respiro di sollievo.
Oltre a questo limite, Ping ne ha tanti altri “nativi”: si può utilizzare solo da iTunes o iPhone, quindi taglia fuori gli utenti Linux e tutti gli utenti che vorrebbero utilizzarlo anche dal PC dell’ufficio (dove, magari, non si installa iTunes). Non è possibile condividere messaggi di stato generici ma solo messaggi abbinati a prodotti dello store o profili di Ping, eppure potrei voler dire “Oggi ho voglia di musica ska”, no? Altro limite, giusto per elencarne qualcuno, è la completa chiusura di questo sistema agli altri social network. Non posso condividere il mio stato da Ping a Facebook o Twitter. In un mondo in cui tutti hanno almeno un profilo sui social network, non farli comunicare è una mossa rischiosa. Anche la funzione Facebook Connect, che dovrebbe aiutarci a trovare gli amici in poco tempo, è stata bloccata all’ultimo minuto da Facebook, ed attualmente non risulta disponibile.
Altro limite indicato da molti di voi è l’assenza di molti musicisti da questo social network. L’idea di Apple è molto bella: quando ti capita di comprare un disco da MediaWorld e poterne parlare subito lì in negozio, con il tuo cantante preferito? Su iTunes Store si può fare, e la distanza artista-ascoltatore sembra finalmente azzerata. Probabilmente è solo questione di tempo: tra poco anche gli altri artisti italiani e stranieri faranno carte false per salire sul carro.
Se Apple ha creato Ping è stato solo per creare un nuovo veicolo di marketing per iTunes Store. L’idea non è malvagia, in fondo è marketing intelligente: io ho interesse a scoprire la musica dei miei amici, e magari ad acquistarla. Ma se questo è l’unico interesse di Apple, non è così per l’iscritto. Un utente userà intensivamente Ping solo se avrà la sensazione di poter dire qualcosa a tutti i suoi amici, con semplicità e in qualunque condizione. Userò Ping se i miei amici mi troveranno interessante, e se potrò “intrattenerli” e intrattenermi con loro senza sforzo. Voglio il corrispettivo della chiacchierata tra amici mentre accendiamo lo stereo, non mentre passeggiamo tra gli scaffali di un Media Store. Solo raggiungendo una maggiore versatilità, e seguendo questa logica, Ping non sarà un semplice corollario di iTunes Store, ma un vero e proprio social network. Altrimenti, come dicono in molti, il rischio è di ritrovarsi con un altro Google Wave: tutti ce l’hanno, nessuno lo usa davvero. E voi, vi innamorerete di Ping?
Nelle scorse ore, il peso massimo dei social network ha reso disponibile su App Store la nuova versione della propria applicazione. E tra le novità di Facebook 3.2, la funzionalità Luoghi, che consente di aggiornare il proprio stato con le informazioni di geolocalizzazione e condividerle così con i propri contatti.
D’ora in avanti, i 500 milioni e passa utenti di Facebook potranno segnalare la propria posizione dovunque andranno e informarne gli amici in tempo reale, con tanto di mappe, commenti e “mi piace”. Grazie a questa tecnologia sapremo ad esempio se Carlo è nei paraggi per un aperitivo assieme, o se Marianna è davvero andata a quel noiosissimo convegno di logopedia oppure è al mare a spassarsela.
La nuova feature è piuttosto interessante e contempla persino la possibilità di applicare un geotag a qualcuno che è con noi. Ciò quindi implica che la tutela della privacy, a questo punto, diventa fondamentale. E infatti si può impostare livelli di privacy diversi per ogni aggiornamento di stato in modo assolutamente autonomo, ed è prevista la cancellazione dai tag altrui, caso per caso o permanentemente; ad ogni buon conto, completano il servizio un sistema di correzione degli eventuali geotag errati o impropri, ed infine la segnalazione d’abuso.
Tra le altre novità degne di nota, la migliorata compatibilità con iOS 4, che permetterà l’upload di foto e filmati in background, ed una serie di bug-fix che migliorano stabilità e affidabilità dell’applicazione. Come sempre, Facebook per iPhone è assolutamente gratuito e può essere scaricato seguendo questo collegamento ad App Store. Al momento della stesura di questo post, tuttavia, la funzionalità Luoghi non risultava ancora disponibile in Italia.