
A quanto pare, se Maometto non va alla montagna, mal comune mezzo gaudio e soprattutto occorre fare di necessità virtù. Nelle scorse ore Adobe ha reso disponibile l’anteprima di Wallaby, uno strumento per la conversione automatica dei file da Flash a HTML5 compatibile coi dispositivi che non dispongono di Flash Player, come iPhone e gli altri iGingilli.
Non ci soffermeremo sugli strepiti di Apple a riguardo, né sulle aspre critiche piovute su Cupertino: la realtà è che Flash, così com’è, non vedrà mai la luce del sole su un dispositivo iOS e con questo occorre scendere a patti. Ecco perché quelli di Adobe gettano ufficialmente la spugna rilasciando gratuitamente un tool di conversione in grado di trasformare i contenuti Flash in un HTML comprensibile anche ai browser basati su Webkit, come quelli integrati in iOS o Android:
E’ una tecnologia sperimentale che fornisce un’occhiata all’innovazione che stiamo creando attorno a Flash ed HTML, e che mostra l’investimento che stiamo facendo su tecnologie che consideriamo egualmente importanti nel lungo termine.
Si tratta di una potente mezzo che produce un output complesso, in cui all’HTML si fondono SVG, CSS e JavaScript; un modo, insomma, per ribadire che Flash può coesistere con gli altri standard del Web. Ovviamente i risultati variano in base ai file di partenza e ai limiti intrinseci di HTML5: per ora, l’idea è di mettere su un sistema semplice (basato sul Drag&Drop) per la conversione al volo di banner e pubblicità su iPhone, iPad ed iPod touch ma in futuro la tecnologia potrebbe diventare estremamente raffinata e rivelarsi un utile strumento anche con giochi o animazioni che richiedono interattività complessa.
Wallaby è gratuitamente disponibile a questa pagina, e poiché è basato su piattaforma Adobe Air risulta compatibile anche coi Mac.

Julieanne Kost, fotografa ed evangelista di Adobe Lightroom, ha messo in linea negli ultimi giorni alcuni presets da lei creati. Questa iniziativa ha preso spunto dalle numerose richieste che le sono arrivate da utenti che chiedono di poter usare i presets che lei ha mostrato numerose volte nelle sue dimostrazioni di Lightroom 3.
Nel blog di Julieanne Kost, troviamo preset relativi a:
Per chi cercasse ulteriori presets distribuiti da altri fotografi o da sviluppatori, Lightroom Exchange potrebbe essere un ottimo punto di partenza per trovare plugin di terze parti per Lightroom.

Flash Player 10.2, al momento ancora in beta, ha consumi della CPU ridotti di dieci volte rispetto alla precedente versione v10.1, sostiene il product manager di Adobe, John Nack. Una caratteristica rilevante della nuova versione è Stage Video, che sposta la maggior parte del carico computazionale alla GPU. Ricordiamo che l’accelerazione GPU è stata introdotta per la prima volta nella versione 10.1.
I miglioramenti, chiaramente, dipenderanno dall’aggiornamento dei player per i vari siti web. Uno dei primi ad aver già aggiornato è YouTube, sebbene “altri seguiranno,” secondo Nack. Alcuni tra gli altri probabili candidati includono Vimeo e Dailymotion, che entrambi dipendono fortemente dalla tecnologia Flash per l’erogazione dei loro contenuti.
Anche YouTube, comunque, è tra quei siti che già offrono la possibilità di non utilizzare Flash privilegiando l’interfaccia HTML5. Sebbene non consenta ancora di erogare i live in streaming, la tecnologia non richiede un plug-in ed è improbabile che vada in crash come invece accade per Flash. L’impegno di Adobe potrebbe interessare anche ad Apple, che come sappiamo ha tagliato fuori Flash da iOS. L’azienda di Cupertino ha anzi promosso HTML5, addirittura rimuovendo Flash come lettore di default sui nuovi MacBook Air.
[Via Electronista]

Al Summit Web 2.0 tenutosi a San Francisco, il CEO di Adobe Shantanu Narayen ha affermato che i suoi sono al lavoro per rilasciare quanto prima una versione ottimizzata di Flash per il nuovo MacBook Air. Proprio il primo Mac a uscire sguarnito di Flash dalla fabbrica.
Quando, tra le polemiche, Apple ha deciso di rimuovere il plugin Adobe dall’OS preinstallato su ogni MacBook Air, in molti credettero ad un escamotage per dare un aiutino alle prestazioni del supersottile con la mela. D’altro canto, test empirici hanno dimostrato come la sola presenza del plugin e qualche pubblicità in Flash qua e là siano sufficienti a decurtare di due ore l’autonomia complessiva del dispositivo. In seguito, un portavoce di Cupertino ha spiegato che la scelta era dovuta esclusivamente alla volontà di garantire all’utente la versione del plugin più aggiornata possibile, quella cioè scaricata dal Web, ma ormai il danno era fatto.
E così, sull’argomento tornano all’attacco da Adobe, lasciando intuire che i risultati dei test sarebbero causati dalla scarsa ottimizzazione:
Quando abbiamo accesso all’accelerazione hardware, abbiamo provato che le prestazioni di Flash sono uguali o persino migliori su ogni piattaforma.
Buone notizie, dunque, visto che a dire di Narayen in cantiere c’è una versione beta del plugin specificatamente pensata per il MacBook Air e testata proprio in queste ore. Niente date di rilascio, per ora, ma non dovrebbe mancare moltissimo a una nuova puntata della faccenda.

Nelle scorse ore Adobe ha annunciato la disponibilità di Premiere Elements 9, il suo software di video editing dedicato all’utenza consumer, e la sorpresa è che stavolta è compatibile con la piattaforma Mac, oltre che col consueto Windows.
Il vice presidente della gestione di prodotto Kevin Connor ha affermato:
Ora che i dispositivi di cattura video sono sempre più diffusi, la gente cerca degli strumenti completi di condivisione, editing ed organizzazione dei video che siano semplice da imparare ed usare. Siamo molto eccitati che la nostra ultima versione del premiato software Premiere Elements permetta tanto agli utenti Mac che a quelli Windows di creare filmati ad alto impatto velocemente e senza sforzo. Grazie a feature intelligenti e prestazioni migliorate, il software consente agli utenti di essere creativi e di produrre filmati divertenti senza una curva di apprendimento impervia.
E in effetti, almeno secondo le informazioni rilasciate da Adobe, l’applicazione è in grado di risolvere al volo problemi audio, tagliare automaticamente le parti peggiori dell’acquisizione, stabilizzare le clip, e correggerne in autonomia colore e luminosità, il tutto in estrema velocità anche nel caso di flussi HD. Ciò significa che, almeno in teoria, gli utenti potranno concentrarsi più sugli aspetti creativi che su quelli tecnici.
Continua a leggere: Adobe rilascia Premiere Elements 9 per Mac

Nelle scorse ore Adobe ha annunciato una versione preliminare a 64 bit di Flash, disponibile per Mac OS X, Linux e l’immancabile Windows. Si chiama “Square”, e grazie al codice ottimizzato dovrebbe apportare ulteriori miglioramenti nelle prestazioni delle macchine più recenti. Più o meno.
Gli utenti Windows troveranno i più grandi vantaggi nell’uso combinato con Internet Explorer 9, su cui il rendering viene ora accelerato via hardware grazie a Direct2D, mentre quelli Linux debbono accontentarsi di un po’ di stabilità in più. Per quanto concerne il resto di noi, invece, neppure quello: su Mac OS X parliamo di supporto reale ai 64 bit e ottimizzazioni specifiche per i processori che supportano tale architettura.
A parte quindi la CPU di recente fattura, per il resto le richieste hardware restano pressoché identiche a quelle di Flash 10.1 a 32 bit. Più che parlare di pre-release di una futura versione di Flash, comunque, Adobe afferma che ci troviamo davanti ad una technology-preview che verrà presto inglobata nel filone ufficiale di sviluppo.
Flash a 64 bit per Mac OS X è scaricabile a questa pagina del sito Adobe, e ne è ovviamente sconsigliata l’installazione su macchine dedicate alla produttività. Dai veloci test condotti, comunque, non ci sembra un cambiamento tanto radicale da giustificare l’installazione di software non maturo: l’impressione, in effetti, è che siamo ancora parecchio indietro rispetto alla controparte su piattaforma Windows.

Dopo le novità bomba nel cambio di policy sull’App Store, la reazione di Adobe non si è certo fatta attendere e così la controversia sui termini dell’iOS SDK diventa all’improvviso cosa del passato. Largo ai tool di cross-compilazione di terze parti.
Fine dei giochi, niente più divieti formali e sussurri di denunce: gli strumenti Adobe per la creazione di app native per iPhone sono stati ufficialmente sdoganati. E così, da Adobe annunciano festanti:
L’annuncio di Apple di oggi sullo scioglimento delle restrizioni nelle linee guida per sviluppatori di terze parti ha apportato implicazioni dirette per il Packeger Adobe per iPhone, una caratteristica presente nel software Flash Professional CS5. Questa feature è stata creata per permettere agli sviluppatori Flash di disegnare velocemente applicazioni per i dispositivi iOS. La feature è già nelle mani degli sviluppatori integrata in Flash Professional CS5, e ora ne riprenderemo lo sviluppo per poter apportarvi futuri aggiornamenti.
E che lo sviluppo di tale funzionalità non verrà accantonato come originariamente paventato è una buona notizia: significa maggiore ricchezza per noi consumatori e più scelta per gli addetti ai lavori, e non è un caso che stamattina le azioni di Adobe abbiano segnato un +12%. Ovviamente, sottolineano i creatori di Photoshop, le restrizioni volute da Cupertino su Flash in iOS restano in piedi. La buona notizia è tuttavia che alcune app create attraverso Adobe Packager sono già sotto la lente di Apple per l’approvazione in App Store.

L’uscita di Photoshop Express su iPad e su altri dispositivi mobili, ha suscitato non poche polemiche presso gli utenti. Infatti pare i bug siano tanto numerosi da rendere il software di Adobe particolarmente instabile.
Adobe ha reagito rapidamente e rilasciato un aggiornamento del software. La nuova versione 1.3.1 di Photoshop Express è disponibile su App Store e corregge numerosi bug, oltre a migliorare le prestazioni del programma.
Photoshop Express 1.3.1 pesa 6,5 MB ed è gratuita su App Store (link diretto).
[Via 9to5mac]

I comportamenti di Apple nei confronti di Google e Adobe l’hanno messa nel mirino dell’autorità antitrust americana. Ora però, a guardare con sospetto la Mela, è anche l’Unione Europea.
A intimorire Apple, questa volta, sarebbe la commissaria europea Neelie Kroes, che già nel 2004 fece sudare Microsoft in una celebre causa contro i suoi comportamenti anticoncorrenziali. All’epoca la Kroes si occupava proprio dell’antitrust ma anche oggi, che è al vertice del settore della Commisione “Digital Agenda”, sembra ugualmente agguerrita. Una delle priorità di Digital Agenda è quella di aggiornare la legislazione europea, analizzando le nuove opportunità anti-concorrenziali nate nel mondo della tecnologia.
Spiegando lo scopo di Digital Agenda e la necessità di nuove norme Kroes ha affermato: “Dobbiamo assicurarci che i leader del mercato non possano ostacolare l’interoperabilità con i loro prodotti. Questo è particolarmente importante nei casi in cui non esistano standard reali (…) L’obiettivo principale è assicurarsi che i consumatori possano avere libertà di scelta sui prodotti hardware e software”.
Questo impianto danneggerebbe Apple in molte scelte, come quella di ostacolare apertamente la tecnologia Flash su iPhone, iPod e iPad. Anche la chiusura di App Store potrebbe essere vista come una limitazione al mercato.
[via Rethink Wireless]

Dopo alcune versioni pre-release, Adobe appronta finalmente la golden master di Flash Player 10.1. Tra le novità, una valanga di bug-fix ma ancora niente accelerazione grafica dei flussi H.264.
Secondo la nota di rilascio, l’update corregge 32 vulnerabilità introdotte dalle versioni precedenti, che potevano in alcuni casi portare al crash di sistema (tornano alla mente le aspre critiche di Steve Jobs o il bug eterno di Flash) o addirittura al controllo della macchina da remoto. Peccato soltanto che tra le novità non figuri l’accelerazione hardware nella decodifica dei flussi video basati su codec H.264; per ottenere lo scopo, gli utenti Mac dovranno ancora fare ricorso a Gala, che però versa tuttora nello stato di preview release (ma comunque funziona discretamente bene. Almeno questo).
Il download può essere effettuato alla pagina dedicata del sito Adobe, nella versione per Mac, Linux e Windows. Chi desiderasse invece conoscere la versione attualmente installata sul proprio computer, può consultare questa pagina.

E’ una storia curiosa quella riportata da Fortune, che riguarda Steve Jobs in persona e Ryan Tate di Gawker, e la loro fitta corrispondenza su temi scottanti come il famoso prototipo di iPhone 4G comprato per 5.000$, la controversia con Adobe Flash, le approvazioni e il porno. Tutta la politica e la visione di Cupertino in 10 mail al vetriolo.
La vicenda avrebbe avuto inizio nelle scorse ore con una pubblicità su iPad che non è andata a genio a Tate, da cui sarebbe seguita la prima delle lunga serie di mail. Se Bob Dylan avesse vent’anni, gli chiede, “crederebbe sul serio che iPad sia una rivoluzione? La rivoluzione passa per la libertà”. Al che la piccata risposta di Jobs, c’è da dire più argomentata del solito:
Sì, libertà dai programmi che ti rubano i dati. Libertà dai programmi che esauriscono tutta la batteria. Libertà dal porno. Sì, libertà. I tempi cambiano, e alcuni tipi da PC sentono che il loro mondo gli sta franando sotto i piedi.
Di lì a poco, si sarebbero toccati una gran varietà d’argomenti, come quel pasticciaccio del prototipo di iPhone acquistato da Gawker Media, che possiede tra l’altro Gizmodo, oppure la coercizione esercitata sugli editori, che ora sono costretti ad eseguire in cocoa il porting delle proprie applicazioni Flash (d’altro canto, ribatte il CEO, “nessuno obbliga nessuno. Sembra piuttosto siano *loro* a volerlo”). A riguardo, Jobs ha risposto:
Continua a leggere: Porno, prototipi, Flash e approvazioni: un blogger litiga con Steve Jobs

In questi giorni Adobe ha ufficialmente avviato una campagna pubblicitaria volta a promuovere il dialogo con l’azienda di Cupertino. L’immagine più emblematica della campagna è quella che trovate in alto: “Adobe ama Apple”.
L’intenzione di Adobe è quella di stemperare i toni polemici, per lo più alimentati dalle dure dichiarazioni di Steve Jobs, e ritornare al più presto sulla strada del dialogo sereno e pacifico, oltre che remunerativo per entrambe le aziende.
Un utente, senz’altro dotato di grande spirito, ha modificato l’immagine ufficiale della campagna Adobe, immaginando una risposta in stile Apple. Che dire? Giudicate voi. Trovate l’immagine dopo il salto.
Continua a leggere: Come risponderebbe Apple alla campagna di Adobe?