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Pangea: In App Purchase non rende

Pubblicato: 25 set 2009 da aWilito


Tra le tante, una delle novità più sostanziose introdotte con iPhone OS 3.0 è stato il cosiddetto In App Purchase, cioè l’acquisto di componenti e funzionalità aggiuntive dall’interno stesso dell’applicazione. Ed è curioso, e probabilmente sintomatico dello stato delle cose, che proprio Pangea Software, la software house che per prima ha implementato questo strumento, ne lamenti ora lo scarso successo.

Già interpellato in altre occasioni, il presidente di Pangea Software Brian Greenstone si sofferma a parlare della delusione rappresentata da In App Purchase, e questo nonostante le spinte di Apple. Nella fattispecie, Enigmo rappresenta il titolo di maggior successo della società, con più di un milione di copie vendute su App Store, eppure le transazioni per l’acquisto di livelli aggiuntivi non superano le 25 al giorno, spesso meno. In sostanza, In App Purchase non interessa perché gli utenti sentono di aver già pagato per il software: e dopotutto, perché pagare per avere funzionalità che avrebbero dovuto essere presenti sin dal primo momento?

Prendiamo ad esempio iCam, un software molto semplice ma efficace che consente di controllare da iPhone la webcam collegata al Mac a casa. Costa 3,99€ e si fregia, primo fra tutti i software analoghi, di inviare notifiche istantanee ogni volta che rileva movimento sospetto. Peccato che questa feature costi altri 0,79€, e ogni volta che si effettua uno zoom su una particolare webcam (il programma ne supporta fino ad un massimo di 4 contemporaneamente), compare anche della pubblicità.

Insomma, qui il pericolo è di innescare un’inesauribile spirale di micropagamenti per funzionalità à la Carte che potrebbe sfuggire al controllo e alla ragionevolezza, e ciò è ovviamente inviso agli utenti. Più interessante l’idea proposta da Greenstone: fornire applicazioni gratuite, e vendere in seguito gli aggiornamenti ed i nuovi livelli. Ecco, così forse In App Purchase qualche speranza ce l’ha.

[Via Pocketgamer]

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di GianL

    GianL

    25 set 2009 - 10:19 - #1
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    chi ha detto mappe per il TomTom??
    mi piacerebbe sapere se l’Apple Store si prende le commissioni anche sugli In App Purchase o si accontenta della prima spesa.

  • Profilo di ilmargarit

    ilmargarit

    25 set 2009 - 10:26 - #2
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    La cosa ha senso per le mappe tom tom, gli e-boo, i video e magari qualcos’altro legato all’e-commerce. Comprare i livelli dei giochi già pagati è una stupidaggine.

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    ma dai? che novità! forse forse non siamo così polli da farci spennare fino all’ultima piuma? E quando ieri in merito al Tom Tom su iPhone dicevo che sicuramente le mappe non erano incluse mi son beccato un -1 al volo… sveglia gente, qui si sta esagerando, il prezzo possiamo farlo anche noi non comprando.

  • Profilo di ilmargarit

    ilmargarit

    25 set 2009 - 10:27 - #4
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    … gli e-book (errore)

  • Profilo di brewis78

    brewis78

    25 set 2009 - 11:06 - #5
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    Beh, sulle console (xbox360 e ps3) funziona già così, e sarà sempre più questa la tendenza. Si acquistano livelli, automobili, mappe, oggetti, etc aggiuntivi e mi pare che molti apprezzino. Non vedo la differenza in questo caso, se non per il prezzo che va adeguato al tipo di app e supporto. Certo alcuni se ne approfittano e sta a noi evitare questi “furbetti” e le loro App.

  • Profilo di Scappare

    Scappare

    25 set 2009 - 11:15 - #6
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    #5 Bisogna distinguere il mondo videoludico dalle applicazioni, se compro una applicazione voglio che mi funzioni in tutte le sue funzioni! Nei videogiochi invece se vuoi puoi acquistare cose di contorno ma che non ti inficia la giocabilita’ del gioco!!

  • Profilo di _ndrè_

    _ndrè_

    25 set 2009 - 12:59 - #7
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    enigmo ha già tonnellate di livelli di base, presumibilmente viene a noia prima che l’utente tipico li finisca tutti.
    anche se è un best seller secondo me non è un esempio molto significativo.

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