Nel suo ultimo tour, la cantante islandese Björk si portò dietro la Reactable, un rivoluzionario strumento musicale che consente si suonare toccando una superficie tattile. Ieri, noi di Melablog, ci siamo recati negli uffici di Reactable a Barcellona per intervistare il team di sviluppatori dietro a questa innovazione, che abbiamo avuto il piacere di provare di persona.
La Reactable è uno strumento musicale elettronico collaborativo, dotato di un’interfaccia tattile circolare. Ispirato ai sintetizzatori modulari degli anni ‘60, può essere “suonata” da diversi performer usando sia le dita che particolari oggetti che riportano inciso un codice rappresentante un filtro o un ritmo. Sia l’hardware che il software di questo rivoluzionario strumento sono basati su tecnologia Apple.
A giugno sarà lanciata sul mercato la sua versione Reactable Live!, uno strumento musicale elettronico specialmente disegnato per le rappresentazioni dal vivo. Questa nuova produzione ha richiesto uno sforzo di integrazione ed ingegneria, per passare dai cinque prototipi a un prodotto che fosse robusto e affidabile.
Siamo quindi negli uffici di Reactable Live! a Barcellona, intervistando Pep Viladomat e Marcos Alonso, rispettivamente direttore del marketing e ingegnere pioniere del gruppo Reactable. Lo strumento è stato sviluppato inizialmente dal Gruppo di Tecnologie Musicali dell’Università Pompeu Fabra di Barcelona, da vari ricercatori capeggiati da Sergi Jordà e che include i nomi di Marcos Alonso, Günter Geiger e Martin Kaltenbrunner.
Domanda: Come nasce il progetto Reactable?
Pep Viladomat: È ispirato ai sintetizzatori modulari degli anni ‘60 e alle rhythm box degli anni ‘90. Il progetto vero e proprio nasce nel 2004 all’Università Pompeu Fabra come progetto accademico. Dopo i primi passi, un video del prototipo è caricato su Youtube e da subito inizia un fittissimo feedback da parte di musicisti e ingegneri interessati nello strumento. Il suo successo ha ora trasformato questo progetto di ricerca in un successo commerciale.
D: Ci puoi mostrare com’è costituita la Reactable che abbiamo davanti?
PV: Si tratta di un prototipo, fra qualche giorno ci verranno consegnati i nuovi modelli Live! Essenzialmente la Reactable è costituita da un tavolo circolare (un grande cilindro) con la superficie formata da uno schermo. All’interno ospita quello che i ragazzi (NdA: gli sviluppatori) chiamano Core Component: la tecnologia che permette di percepire i movimenti che avvengono sullo schermo per poi controllare il software. Le interazioni fra gli oggetti sono catturate da due videocamere situate sotto al tavolo. Le manipolazioni dei cubi e i movimenti delle dita sullo schermo sono trasmessi al computer che li trasforma in musica, grazie al software sviluppato dal gruppo. Il potere computazionale è fornito da un Mac mini.
D: Avete portato un forte accento sull’aspetto visivo.
PV: L’aspetto visuale è molto importante, così come la sensazione tattile degli oggetti usati per mandare i comandi al computer. Retroproiettare sullo schermo le interazioni fra gli oggetti permette al performer di visualizzare quanto sta accadendo e il pubblico partecipa così anche visivamente all’intera esperienza musicale. Questo feedback visivo è molto importante… e di sicuro effetto.
D: Una delle novità introdotte dal vostro prodotto è proprio questa interazione diretta ed intuitiva con la musica. Questi anni di esperienza ti hanno permesso sperimentare usi insoliti della Reactable?
PV: Abbiamo puntato molto sull’aspetto visivo, come dicevamo. Difatti questa era l’idea di base di Sergi: avere uno strumento musicale che fosse allo stesso tempo collaborativo, intuitivo e d’avanguardia. Una volta ho visto in un museo una ragazza usare la versione fissa, experience, in una maniera che non avevamo mai visto né immaginato. Invece di muovere i cubi sulla superficie del tavolo, spostava l’intero schermo così da creare effetti armoniosi e sorprendenti.
D: Quali sono le differenze con la prossima versione?
PV: La versione Live! è composta da un tavolo rotondo di alluminio, alto 90cm e 85 cm di diametro. La superficie superiore è in acrilico e la scocca esterna è di fibra di vetro. Viene consegnato con 25 cubi che controllano i generatori di suono, filtri e modulatori per il sintetizzatore. Queste unità sono state specificamente disegnate per essere portatili: si montano rapidamente e facilmente, sono robuste nell’uso. Siccome parliamo di una versione “da concerto” portatile, invece di montare un Mac mini, potrà collegarsi con un MacBook o un MBP, dal quale sarà controllata la performance. Per il resto, include la stessa tecnologia di controllori musicali della Reactable tradizionale.
D: Parlaci un poco del software. Perché avete deciso di sviluppare unicamente per Mac?
Marcos Alonso: Tradizionalmente i musicisti preferiscono Mac. Da sempre Apple ha portato un’attenzione particolare per il settore musicale e per gli artisti in genere. Traiamo vantaggio dal fatto che i nostri potenziali clienti siano già familiarizzati con la piattaforma. Dal lato compatibilità, credo che i nostri motivi siano simili a quelli di Steve Jobs quando decise di creare un sistema operativo per una configurazione hardware determinata: usando un solo tipo di hardware e OS, evitiamo tutta una serie di problemi legati ai PC comuni.
D: Ti riferisci all’assistenza che offrite post-vendita?
MA: Mi riferisco al software prima di tutto. Sviluppare per Mac ci garantisce non avere problemi di compatibilità. Poi questo influisce anche sull’assistenza: seguiamo personalmente i nostri prodotti e siamo in contatto con gli artisti che li usano. Se c’è un problema, possiamo risolverlo molto più facilmente se non dobbiamo correre dietro a cento tipi diversi di hardware e relativi driver. Creare un programma unicamente per Mac, rende intrinsecamente il prodotto molto più robusto.
D: Avete in produzione 20 modelli di Reactable Live!, che saranno rilasciati a breve unicamente sul mercato europeo. Come vanno le vendite?
MA: I 20 modelli di Reactable Live! sono già tutti prenotati.
D: Tutti prenotati? Complimenti. Allora avete una lunga lista di clienti in attesa?
MA: Possiamo solo dire che i 20 primi modelli sono già tutti venduti. Però, si (ride) siamo abbastanza soddisfatti di come è stato accolto il lancio di Reactable Live! Diciamo che non saremo presto “a secco” di clienti.
D: Quant’è il prezzo di mercato di una Reactable?
PV: Adesso costa 9.700 euro. Abbiamo fatto di tutto per abbassare i prezzi. Se pensi che i primi modelli costavano 20.000 euro, adesso stiamo veramente facendo dei prezzi stracciati. L’ideale sarebbe rendere lo strumento alla portata di tutti, però non si può limare di più sui materiali e sull’hardware, altrimenti ne verrebbe fuori un dispositivo scadente e non è ciò che vogliamo.
D: Pensate quindi a una versione più piccola ed economica?
PV: Certo. Da quando abbiamo iniziato a sviluppare questo prodotto, la tecnologia multitouch ha fatto passi da giganti. Potremmo fare una versione per iPad, però sarebbe diversa perché non c’è una vera e propria cattura dell’immagine sullo schermo e quindi l’interazione sarebbe del tutto diversa rispetto a quanto abbiamo adesso. La versione per iPad sarebbe parte di un altro progetto. Nel frattempo Samsung sta sviluppando superfici tattili con un doppio strato: uno per proiettare e uno per catturare. Costa ancora carissimo, ma fra qualche anno ci permetterebbe di avere una Reactable ridotta solo allo schermo.
[Foto www.RTfotografia.com]
fopyx
21 mag 2010 - 20:34 - #1culatoniii!! è anni che voglio provarlo :)
ragugo
21 mag 2010 - 23:28 - #2e quella del filmato si può chiamare musica? per me è rumore! (e non centrano nulla i gusti musicali)
infiniteloop
22 mag 2010 - 02:07 - #3Bellissimo! Anche io sarei curioso di usarne uno.
E’ così che immagino i computer dei prossimi anni, mica la ram e i processori, questa è innovazione, non l’i7 intel.
Vai macmini!
manang
22 mag 2010 - 03:16 - #4@infiniteloop.
quella frase è da persone che non hanno capito a cosa servono ram e i7.
non sono il fine queste cose, ma il mezzo.
non puoi fare auto velocissime per tutti se non hai la strada e la tecnologia adatta.
poi innovazione…un programma che sintetizza e fa queste cose non si può chiamare innovazione, perchè non porta nessun beneficio…
infiniteloop
22 mag 2010 - 13:33 - #5manang
hai frainteso il concetto sintetizzato in due righe nel mio commento.
era:
innovazione è un nuovo modo di interfacciarsi con una macchina, e non in un nuovo processore.
dove sta l’innovazione in un nuovo processore?? fa la stessa cosa di prima, solo più velocemente, tutto qui.
ma l’idea alla base del reactable, l’idea appunto di approciarsi ad una macchina è avanti anni rispetto a qualsiasi computer super potente ci sia ora in commercio.
non è la potenza, ma come viene usata. se in tutti questi anni non fosse cambiato l’approccio al computer oggi i nostri super potenti computer a quattro core li useremmo scrivendo righe di codice su una tastiera davanti ad un monitor 24″ pieno di numeri e caratteri.
al momento l’uso di reactable è per far musica, certo, ma l’approccio a questa macchina cestina e supera in un lampo il concetto di tastiera, mouse, e finestre.
secondo me sei tu quello che non ha capito quanto è importante un’interfaccia.
è meglio puntare il mouse su un file per spostarlo e copiarlo in una cartella o semplicemente prendere un oggetto appoggiarlo sul tavolo e il file si sposta da solo nell’oggetto che abbiamo appoggiato?
pensaci un pò….
manang
22 mag 2010 - 15:49 - #6un processore non fa la stessa cosa di prima, ma solo più velocemente…questo indica che non hai capito una mazza.
i processori fanno più cose, hanno più istruzioni, altrimenti cose di più alto livello (per esempio le gui) non possono essere eseguite.
io ho detto che il processore è il mezzo e non il fine per questo.
p.s. sembra quel tablet gigante (il surface della microsoft) che già da qualche anno fa quello che dici tu:)
so dell’importanza delle interfacce, ma senza solide basi non se ne possono avere di serie.