
In quel di Carpi (MO) fervono i preparativi per un’iniziativa dedicata al mondo degli sviluppatori per iPhone, iPad e iPod touch. Si chiama CocoaHeads e sarà una maratona di programmazione per produrre un’applicazione per iOS nell’arco di una notte.
Il termine CocoaHeads viene usato da tempo a livello internazionale dai gruppi di programmatori per iPhone & C. e per le loro riunioni periodiche. Dietro la prima sessione italiana c’è la software house emiliano-romagnola Command Guru, forte dell’esperienza iPhone Reality Show nel 2009. L’azienda punta a creare un appuntamento mensile produttivo e istruttivo in cui l’esperienza di sviluppo verrà testimoniata, condivisa e trasmessa via Internet e i risultati (le app) resi disponibili sull’App Store e come codice sorgente.
Ho interpellato l’amministratore delegato di Command Guru, Alessio Zito Rossi, per fargli qualche domanda.

Apple ha appena annunciato i risultati finanziari del secondo trimestre che riportano un fatturato record di 24,67 miliardi di dollari con un incremento dell’83% rispetto ai risultati ottenuti lo scorso anno nel medesimo trimestre. Le vendite internazionali costituiscono il 59% dell’intero fatturato.
Per quanto riguarda i dispositivi venduti Apple ha comunicato i seguenti dati:
In totale Apple ha venduto 189 milioni di dispositivi dotati di sistema operativo iOS da giugno 2007 a marzo 2011.
Steve Jobs ha commentato lo straordinario risultato con queste parole:
Con una crescita del fatturato trimestrale dell’83% e un aumento dell’utile del 95%, stiamo andando al massimo. Continueremo ad innovare su tutti i fronti per tutto il resto dell’anno.

Di biografie di Steve Jobs, ormai, ne sono state scritte a decine. Nessuna però, ha saputo descrivere in maniera conclusiva una personalità tanto complessa quanto quella del CEO di Apple. Tutti vogliono saperne di più di Jobs, un personaggio sicuramente controverso e affascinante allo stesso tempo. Qui da noi, è in libreria un libro di Jay Elliot, “The Steve Jobs Way”. Elliot ha vissuto per trent’anni al fianco di Steve Jobs come vicepresidente esecutivo di Apple: si tratta quindi di una delle biografie meglio informate e più affidabili dell’iCEO.
Proprio in questi giorni Elliot è in tour in Italia per promuovere la traduzione italiana del suo libro: “Steve Jobs: l’uomo che ha inventato il futuro”, edito da Hoepli. L’occasione è davvero speciale, perché dà la possibilità a tutti di conoscere da vicino una figura chiave nella storia di Apple. Elliot incontrerà il pubblico nel corso di cinque appuntamenti a ingresso libero e gratuito: li trovate nel seguito del post.
Ma non è finita qui, perché Melablog in collaborazione con Hoepli Editore mette a disposizione dei suoi lettori due iniziative speciali. La prima: possiamo regalarvi quattro copie del libro di Jay Elliot. Le daremo ai primi quattro di voi che commenteranno questo post. Seconda iniziativa: i blogger di Melablog potranno incontrare Jay Elliot alla fine del suo tour promozionale in Italia. Quali domande gli rivolgereste? Segnalatecele nei commenti, la redazione di Melablog sceglierà le migliori e le rivolgerà per voi all’ex vicepresidente di Apple. L’occasione è davvero speciale, aspettiamo il vostro contributo!
Continua a leggere: Melablog vi regala la biografia di Steve Jobs firmata da Jay Elliot!
Il terzo polo dei sistemi operativi mobili è nato qualche giorno fa, con l’accordo fra Nokia e Microsoft per continuare a sviluppare assieme Windows Phone 7. Un accordo che ha suscitato molte polemiche e critiche, ma che Stephen Elop, CEO di Nokia, ha giustificato in un evento a lato del Mobile World Congress di Barcellona.
Nokia sta vedendo il suo sviluppo rallentare sul mercato della telefonia mobile, surclassata da Apple e dal successo degli iPhone, ma anche dalla forte crescita dei sistemi Android. Da parte sua, Microsoft ha accumulato molto ritardo, sul mercato dei tablet, come su quello degli smartphone; un ritardo che ora cerca di colmare con la sua piattaforma Windows Phone.
L’accordo quindi è prima di tutto strategico: Nokia e Intel ci mettono l’hardware, mentre Microsoft sviluppa il sistema operativo sulle nuove piattaforme. Nel frattempo, la società finlandese continua a portare avanti Symbian e MeeGo, rifiutando un accordo con Google, preferendo creare un “terzo ecosistema contro la logica del duopolio iOS - Android”, ha detto Elop durante la conferenza stampa.
Per Nokia vi sono anche notevoli prospettive monetarie, che le permetteranno di creare, almeno così spera Elop, dispositivi che facciano concorrenza diretta all’iPhone. Microsoft ha versato a Nokia “diversi miliardi di euro” per assicurarsi la sua collaborazione nello sviluppo di Windows Phone 7 e metterà a disposizione il suo Marketplace per contrastare il successo di App Store. La speranza delle due compagnie è che la distribuzione congiunta di app su Marketplace e OVI Store raggiungano una vasto numero di utenti; anche se non sembrano fare i conti sullo sforzo richiesto agli sviluppatori. Infatti, questi dovranno pubblicare il loro software sia per Windows Phone che per Symbian, al fine di distribuirlo sui due sistemi.
Torino, città magica, piazza C.L.N.. Qui nel 1975 Dario Argento girò alcune scene del film Profondo Rosso. Sullo sfondo le statue del Po e della Dora che volgono entrambe lo sguardo verso un negozio di abiti casual, come se vigilassero sul Santo Graal custodito all’interno.
In vetrina maglie, pantaloni, giacche impermeabili, ma anche scatole di iPad e iPod touch. Sul vetro un adesivo, “Un omaggio alla rivoluzione del software”. Non resta che entrare.
Un negozio come tanti all’apparenza, lo sguardo perso tra gli indumenti incontra quello di una gentile commessa. Con un garbato sorriso indica le scale e l’ascensore di vetro che conducono al piano inferiore. Un paio di rampe, un’ampio spazio espositivo, abbigliamento sugli scaffali delle pareti. Macchie di colore che fanno da sfondo a due teche centrali.

Intervistato dalla CNBC, Eric Schmidt si è esteso sulle relazioni fra Google e Apple, un tema particolarmente spinoso in un momento in cui Steve Jobs è assente per motivi di salute, sostituito da Tim Cook, e lo stesso Schmidt ha annunciato le sue dimissioni da Amministratore Generale ad aprile. A sostituirlo sarà il co-fondatore di Google Larry Page.
Al contrario di Patrick Lo, CEO di Netgear, che non ha saputo misurare le sue parole, lasciandosi scappare commenti che sono stati interpretati come un augurarsi il ritiro di Steve Jobs dalle scene, Eric Schmidt ha augurato all’ex collega una pronta guarigione. Infatti, quando interrogato sulle relazioni fra le due compagnie, ora che Tim Cook è alla guida di Apple, il CEO di Google ha tagliato corto: “Credo che non sia un tema appropriato. Steve [Jobs] è ancora il CEO e spero che continui ad esserlo per sempre.”
Finora tutto bene; un tema scottante addirittura trattato con eleganza. Ma le orecchie dei giornalisti si sono rizzate quando Schmidt ha risposto a una domanda in apparenza banale, ossia se gli era stato proposto di sostituire alla testa di Apple Steve Jobs, durante questo periodo di malattia. La replica dell’amministratore generale di Google è stata ancora una volta breve e tagliente:
Non parlerò di conversazioni personali.
Una risposta che non svela niente, ma invece sembra dire tutto: apparentemente un contatto fra Eric Schmidt e la dirigenza di Apple è avvenuto ed è rimasto sul piano personale. Nel linguaggio di Schmidt, questo vuol significare che nessuna proposta ufficiale gli è giunta, anche se in via ufficiosa la situazione è ben disversa.
Eric Schmidt era stato membro del consiglio di amministrazione di Apple, fino a quando l’entrata sul mercato di Android non lo aveva spinto ad uscirne. Ora che i rapporti fra le due compagnie sono stabili, sembra essere arrivato il momento di un riavvicinamento.
[Via 9to5mac]
Il CEO di Netgear, Patrick Lo, si è espresso con durezza nei confronti di Steve Jobs, di fronte a una dozzina di giornalisti, durante un incontro in Australia questo week-end. Valutando quanto iOS sia una piattaforma chiusa, se confrontata con Android, Partick Lo dava tutta la responsibilità di questa scelta a Steve Jobs.
Apparentemente la personalità del CEO di Apple non va giù a Patrick Lo, che rincarava così la dose:
Che ragione ha [Jobs] di buttar via Flash? Non ci sono altre ragioni che il suo ego.
Parole dure anche sulla gestione dell’iTunes Store e del presunto “riscatto” che i produttori devono pagare ad Apple per distribuire i loro prodotti. La gestione di Apple dei suoi Store, così come della tecnologia, non va affatto giù a Lo, che anticipa uno scenario post-Jobs:
Quando Steve Jobs se ne sarà andato, il che non dovrebbe tardare, Apple dovrà fare delle scelte strategiche su come e quando aprire la piattaforma. I sistemi chiusi non vanno molto lontano ultimamente… se invece preferiscono continuare a chiudersi, lasciando Android crescere, la vedo difficile per loro.

[Seconda parte della corposa intervista con Steve Wozniak, co-fondatore di Apple]
Domanda: Che rimane dell’hacker Woz di 30 anni fa?
Woz: All’epoca ero convinto che noi giovani avessimo davvero delle grandi menti, libere da costrizioni. Ho provato a realizzare i miei sogni, apprezzare la vita e la tecnologia… e sono stato fortunato.
Apple è stato un grande successo. Cosa sarei stato senza Apple? Sicuramente avrei fatto lo stesso: avrei cercato di realizzare i miei desideri e mantenermi giovane di mente. Apple avrebbe potuto portarmi a pensare che si può controllare il mondo con la tecnologia e il denaro, ma la mia ambizione era insegnare alla gente. Così tornai alla facoltà per terminare gli studi. È importante focalizzarsi su ciò che vuoi che la vita ti dia.
D: Avevate già previsto l’evoluzione dei computer di oggi?
Woz: Quando iniziammo Apple, Steve Jobs ed io, la realtà di oggi non era assolutamente presente nella nostra immaginazione. Non potevamo prevedere che la memoria di un computer potesse contenere una canzone o un video. Eravamo a metà degli anni ‘70.
A volte la differenza tra l’immaginazione e la realtà si colma molto rapidamente. Le compagnie di successo sono brave nell’essere flessibili e nel seguire quello che il mercato vuole. Solo poco tempo fa, non potevamo nemmeno prevedere l’utilità di computer così piccoli come li produciamo ora.
D: Steve Jobs, nel keynote dell’iPhone 4, ha detto che Apple mira ad essere un’azienda di computer mobili. Anche tu credi che il futuro sia nei dispositivi portatili?

Alla Campus Party di Valencia abbiamo avuto il piacere di incontrare Steve Wozniak, il grande Woz, che fondò Apple nel lontano 1976 assieme all’amico Steve Jobs. Steve Wozniak creò l’Apple I e diede la vita, pochi anni più tardi all’Apple II, prima di lasciare la compagnia da lui fondata per dedicarsi agli studi ed ottenere il titolo di ingegnere e poi infine lanciarsi in altri progetti.
Domanda: Ti chiedo subito dell’argomento caldo del momento. Ultimamente si parla molto dell’Antennagate dell’iPhone 4. Pensi che sia un problema serio?
Woz: Il problema con l’antenna dell’iPhone 4 è molto piccolo. Non è un reale problema. Infatti io stesso non sono capace di riprodurre il problema. (NdA: a questo punto Woz impugna un iPhone 4 sia con il death grip che senza) Non influisce sull’uso quotidiano.
Credo che il problema dell’iPhone 4 sia stato gonfiato da tutti coloro che vogliono vedere Apple commettere un errore, perché ne commette pochi e i suoi prodotti sono ottimi. L’iPhone 4 è un prodotto eccellente, molto bello.
Non sto dicendo che il problema non esiste, ma solo che tocca un piccolissimo numero di utenti e in zone dove la copertura è già bassa.
D: Credi che si sia trattato di una negligenza in fase di progettazione?
Woz: Non credo che il problema dell’iPhone 4 sia significante. L’accoglienza entusiasta che ha ricevuto lo conferma e anche le vendite, altissime. In quanto ingegnere ammiro i grandi architetti: la forma e la funzione sono la stessa cosa. Per l’iPhone il discorso è simile. Le antenne esterne fanno parte della bellezza del design dell’iPhone e Apple ha reso questo connubio funzionante. Però, come tutti gli smartphone, non è perfetto.
D: Che telefonino stai usando ultimamente?

Richard Stallman è un personaggio scomodo. Fondatore della Free Software Foundation, fra gli sviluppatori e promotori di Gnu/Linux, è da sempre impegnato sul fronte della libertà digitale e della difesa della privacy. Naturalmente le posizioni di Stallman a favore del software libero si scontrano spesso e volentieri contro gli interessi delle multinazionali… tra cui Apple.
In un recente seminario presso La Casa Invisible a Malaga, Richard Stallman ha sottolineato l’attacco di Cupertino alla libertà individuale. “L’impero del Male“, così definisce Apple il fondatore del progetto GNU. Secondo lui Apple è più malevola e restrittiva di Microsoft nel limitare il diritto ad eseguire applicazioni sui suoi dispositivi:
Apple crea manette digitali, convince la gente che è “cool” solo per possedere i suoi prodotti ed applica giochi di marketing affinché quello che fa non sembri nefasto.
Come sappiamo, Apple marca dei margini di manovra per il software ammesso sui suoi prodotti. La politica della compagnia mira a controllare sia i contenuti che gli strumenti di sviluppo delle app vendute su App Store.
Se da una parte le clausole del SDK sono state ampiamente criticate dalla comunità degli sviluppatori, il filtro applicato sui contenuti delle applicazioni a volte ha rasentato la censura, come nel caso dell’app di satira politica del premio Pulitzer Mark Fiore, rifiutata perché considerata offensiva. Davanti all’alzata di scudi generale, rapidamente App Store aveva riammesso l’app, però ciò non ha calmato la polemica, la quale continua sul fronte delle “applicazioni a luci rosse”.
Le ragioni di Apple a favore di un controllo dei contenuti non sono di poco conto. Steve Jobs si è reiteratamente schierato contro la presenza di applicazioni pornografiche sui dispositivi Apple per la difesa dei soggetti più sensibili. Quello che Stallman chiama “controllo”, per Apple è “sicurezza”: misure necessarie per proteggere i dati in un mondo dove elementi malevoli purtroppo esistono.