
“Le tue App ti stanno guardando”. Con questo titolo, vagamente inquietante, il Wall Street Journal ha pubblicato un’accurata inchiesta sulla gestione della privacy nelle applicazioni per iPhone e Android. Si tratta di un’indagine molto approfondita e che sta già facendo discutere il web.
Scott Thurm e Yukari Iwatani Kane hanno analizzato 101 tra le applicazioni per smartphone più popolari, tra giochi e altro software per iPhone e Android. L’analisi ha mostrato che 56 applicazioni trasmettevano l’ID unico del telefono a terze parti, senza richiedere il consenso all’utente. 47 applicazioni hanno trasmesso la localizzazione del telefono, 5 hanno dato informazioni su età, sesso e altri dati personali.
Tra le applicazioni analizzate, quelle per iPhone hanno trasmesso più dati rispetto a quelle per Android. La portata del test non ci consente di capire se il campione sia ben rappresentativo di tutto l’App Store, o se le applicazioni meno popolari siano meno portate a “spifferare” dati.
Tra le applicazioni più “pettegole” c’è anche TextPlus 4, un’applicazione particolarmente usata negli USA per inviare gratuitamente SMS. Questa applicazione invia l’ID unico dell’utente a otto società di comunicazione e la localizzazione del telefono, insieme a età e sesso, a due di queste.
Sia la versione per Android sia quella per iPhone di Pandora, altra applicazione popolare negli USA per l’ascolto di musica, invia età, sesso, localizzazione e ID unico a diverse società di comunicazione. Paper Toss, un gioco molto popolare anche qui, invia il codice ID a cinque aziende pubblicitarie. Grindr, un social network per iPhone dedicato a utenti gay, invia genere, localizzazione, codice ID e, in questo caso, un dato chiaramente sensibile, a tre società di comunicazione.
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Perché uno spot dovrebbe fare notizia è presto detto. “Tron Legacy” è infatti la prima pubblicità a marchio iAd che compare su iPad e ne sfrutta a pieno potenzialità e schermo. Anzi, la prima e l’unica di tutto il 2010.
Grazie al recente rilascio di iOS 4.2.1 da parte di Apple, anche gli utenti del tablet con la mela possono gustarsi gli interessanti servizi di iAd. E una nota di Ad Age ci informa che il primo iSpot disponibile sarà dedicato all’ultima fatica della Disney. A riguardo, l’agenzia spiega:
Il fomato, disegnato per massimizzare il potenziale pubblicitario dei computer tablet di Apple, sarà lanciato ampiamente nei primi mesi del 2011 grazie alle pubblicità che inizieranno a fluire sulla piattaforma.
Non dissimilmente dai predecessori su iPhone ed iPod touch, la prima iAd su iPad è strapiena di grafica, di navigazione touch e di video tipicamente presenti nelle applicazioni. Lo spot in full screen ribattezzato “Tron”, che comparirà nelle app iPad come ad esempio le guide TV, include quasi 10 minuti di video dal film, più immagini, posizione e orari dei cinema ed un’anteprima della colonna sonora con tanto di opzione per l’acquisto su iTunes senza lasciare neppure per un attimo lo spot.
Per la prima volta nella storia di iAd, agli utenti sarà permesso di inviare mail direttamente dall’interno dello spot.
E il rischio, manco a dirlo, è di strappare un grande successo. Ricchezza dei contenuti, interattività, scene dal film e aspetti social impacchettati con stile invogliano l’utenza non soltanto a gustarsi lo spot e a viverlo come un’esperienza, ma addirittura li spingono a farla circolare tra gli amici interessati, contribuendo a creare un circolo virtuoso in cui paradossalmente è il target (l’introvabile preda) che cerca la pubblicità (il cacciatore). E’ un po’ quello che è successo con lo spettacolare spot dell’iPod touch su Yahoo, quello in cui gli elementi della pagina Web del portale si scombinavano a ritmo di musica. Chissà quanti milioni di utenti incuriositi sono andati su Yahoo quel giorno col preciso scopo di guardare lo spot in azione. Chi scrive, per dirne una, c’era eccome.

Apple ha annunciato l’espansione della sua piattaforma pubblicitaria iAd al mercato europeo. Dopo essere stato lanciato negli USA nel giugno scorso, iAds si prepara a sbarcare nelle app in Francia e Regno Unito a dicembre. Seguirà la Germania a gennaio 2011.
Il lancio di iAd in Europa è stato rimandato almeno due volte, segnala il Financial Times, a causa di problemi di interazione con i clienti e adattamento alle leggi europee. Però ora sembra che gli accordi siano siglati e nel prossimo dicembre vedremo i primi annunci iAd in Europa. I primi clienti europei di iAd saranno marche ben note di vari settori; abbiamo citato L’Oréal, Renault, Louis Vuitton, Nespresso, Perrier, Unilever, Citi, Evian, LG Display, AB InBev, Turkish Airlines e Absolute Radio.
L’annuncio dell’espansione della piattaforma iAd al mercato europeo segue da poco quello del siglato accordo con Dentsu per portare iAd in Giappone a inizio 2011. Nel caso giapponese, però, Apple si limiterà a raccogliere le pubblicità dai propri clienti e passarla all’azienda giapponese, lasciando che quest’ultima l’intermediazione e l’adattamento al mercato giapponese.

Apple ha siglato un accordo con la giapponese The Dentsu Group, per portare la piattaforma iAd in Giappone agli inizi del 2011. Il patto prevede che Dentsu sia responsabile della vendita e del dispiego degli inserti iAd. Apple si limiterà a raccogliere le pubblicità dai propri clienti ed inviarle all’azienda giapponese, lasciando a quest’ultima l’attività di intermediazione direttamente. Dentsu vanta oltre 6.000 clienti e quasi 20.000 dipendenti.
iAd soltanto recentemente è diventata una piattaforma internazionale. Sebbene l’avvio abbia interessato la clientela mondiale, per diverso tempo gli unici ad essere coinvolti sono stati gli utenti nordamericani ed inglesi. Il coinvolgimento di Dentsu, oltre che per motivi di dimensione e mercato, è stato altresì necessario anche per superare gli eventuali problemi indotti dalla barriera linguistica.
Delegare ad un’azienda esterna l’attività di analisi dei dati e dispiegamento delle campagne pubblicitarie è forse stata l’unica opzione per essere presenti nel mercato orientale nel breve periodo.
iAd sbarca anche nei video. Sembra infatti che sarà possibile inserire pubblicità nei filmati che verranno visualizzati su piattaforma iOS.
Numerose voci confermano che Apple sta lavorando su un nuovo prodotto che permetterà inserire annunci pubblicitari nei stream video su iPhone, iPad e molto probabilmente anche Apple TV.
Apparentemente la lentezza di alcuni editori nel presentare contenuti video su iPhone e iPad è dovuta in parte alla mancanza di uno strumento per renderli rimunerativi su questi dispositivi. Proprio a causa della mancanza del supporto per Adobe Flash per iOS, è richiesto uno sforzo aggiuntivo agli editori per creare un framework pubblicitario che funzioni con HTML5.
iAd per video dovrebbe colmare questa lacuna del mercato ed aiutare gli editori a monetizzare i propri contenuti video. Questo nuovo prodotto pubblicitario di Apple dovrebbe vedere la luce nel 2011 e funzionare sia con i video Quicktime che HTML5.

Alcuni recenti rumor confermerebbero le notizie circa il controllo asfissiante che Apple opererebbe sulle pubblicità in iAd e che starebbe allontanando potenziali clienti. A rivelarlo è una fonte ben informata del settore mobile. Sulla scia delle dichiarazioni del CEO di Yahoo, Carol Bartz, il quale aveva criticato i livelli di controllo che Apple esercita sulle pubblicità (definendoli “ripugnanti”), Business Insider annuncia che altri clienti come Chanel e Adidas hanno ritirato la propria campagna pubblicitaria (nel caso di Adidas di tratterebbe di ben 10 milioni di dollari).
Sebbene non si possa certo etichettare iAd come un fallimento, gli obiettivi annunciati da Steve Jobs (conquistare il 50% del mercato mobile) durante il WWDC di giugno sono ancora lontanissimi. Le stime parlano di una quota di mercato del 21% per la fine dell’anno, la stessa quota attualmente detenuta da Google AdMob.
I problemi della nuova infrastruttura, a detta degli esperti pubblicitari, sarebbero tanti: un enorme numero di rifiuti da parte di Apple a causa dei contenuti pubblicitari, scarsi strumenti di setup delle campagne, scarsa flessibilità di posizionamento strategico delle pubblicità. Un altro fattore che crea complicazioni è l’emergere di tantissimi piccoli competitor che hanno frammentato il settore della pubblicità nel mondo mobile, ultimo tra tutti l’ingresso di RIM.
[Via MacNN]

Solo pochi giorni fa Carol Bartz di Yahoo! aveva paventato una morte prematura di iAd, considerando la piattaforma pubblicitaria di Apple troppo lenta e debole per questo settore. A contraddirla sonoramente, ora, è un articolo firmato da Olga Kharif su BusinessWeek.
Secondo le previsioni commissionate a IDC, infatti, Apple potrebbe chiudere l’anno conquistando il 21% del mercato pubblicitario mobile americano. La Mela sembra aver eroso queste quote da Google (che scenderà dal 27 al 21%) e Microsoft (in discesa dal 10 al 7%). A crollare sarà anche la stessa Yahoo!, che dovrebbe scendere al 9%.
Da giugno il numero di marchi che hanno scelto di sperimentare iAd sarebbe raddoppiato, a confermarlo è la portavoce di Apple Natalie Kerris. In ogni caso i risultati di iAd potrebbero essere inferiori alle aspettative di Apple, che probabilmente aspira al 50% del mercato. Nel frattempo i clienti stanno chiedendo funzionalità aggiuntive: ad esempio la CBS ha preferito AdMob, perché al momento della sua richiesta iAd non era ancora in grado di veicolare campagne esclusivamente su iPad, ma solo campagne miste iPhone/iPod/iPad.
Altra novità in arrivo per iAd potrebbe essere un’estensione più convinta al mercato europeo. Come ci hanno segnalato alcuni sviluppatori italiani con la beta 4.2, su iPhone 4, iAd non mostra più dei banner segnaposto, ma campagne reali. Questo potrebbe essere un indizio dei primi esperimenti di espansione.
[Immagine di hgw27]

In un’intervista a Reuter, la direttrice generale di Yahoo! Carol Bartz ha espresso forti critiche verso iAd, la piattaforma pubblicitaria di Apple. “È un’iniziativa destinata ad andare in pezzi“, ha dichiarato Carlo Bartz.
Le rimostranze della direttrice generale sembrano essere di ordine sociologico piuttosto che di carattere economico. Secondo lei, la vigilanza apportata da Apple su iAd avrà come conseguenza l’allontanamento dei clienti.
Gli inserzionisti non sopporteranno di subire questo tipo di controllo. Apple vuole un controllo totale sugli annunci. - Carol Bartz a Reuters
Carol Bartz è nota per la sua gestione energica di Yahoo! e per la sua forma decisa di rispondere nelle interviste. Forse la direttrice generale ci guadagnerebbe nel lanciare giudizi meno trancianti o a controllare le proprie esternazioni. È rimasto famoso il “fuck off” lanciato in pubblico nel maggio scorso a Mike Arrington, il fondatore di TechCrunch.
Nel frattempo Apple ha ingranato la marcia superiore relativamente a iAd. Infatti la beta di iOS 4.2 per iPad appena rilasciata supporta pienamente iAd, offrendo agli inserzionisti una nuova piattaforma e allargando, di fatto, la presenza di Apple sul mercato pubblicitario.
[Via Reuters | Foto Andrew Mager]

Niente da fare, iAd rappresenterà pure l’eccellenza in campo pubblicitario nell’ecosistema di iOS, ma viene a un prezzo che semplicemente non è per tutti. A lamentarlo è David Smith di Cross Forward Consulting, riportando i dati di una recente campagna per la loro app più popolare, Audiobooks Premium. Per ogni vendita andata in porto, ammonisce, ci abbiamo rimesso 14$.
Per sei giorni di campagna, la società ha infatti speso 1251,75$ (al prezzi di 25 centesimi per clic) per un totale di 2.052.929 impressioni che, a loro volta, hanno generato 5.007 clic totali e 84 vendite effettive. Ciò significa che, a conti fatti, l’acquisizione di ogni nuovo cliente ha avuto un incredibile costo di 15$ l’uno; se a questo togliamo il guadagno derivante dall’applicazione -che costa appena 99 centesimi- va da sé che la perdita ammonta a più di 14$ per cliente.
Il problema è che con più di 250.000 app a catalogo e un mercato che rasenta internamente la saturazione, una campagna pubblicitaria -per quanto virtuosa- non basta più, ed ecco che segnalazioni dirette e indirette all’utenza, nonché sezioni approntate da Apple come “App della settimana”, “Nuove e degne di nota” e classifiche varie diventano indispensabili. E poi, solitamente i divoratori di pubblicità sono quelli che adottano versioni lite e ad-supported, quindi un pubblico che ha già fatto mediamente la sua scelta e quest’ultima non contempla il portafogli.
Curiosamente, Smith sottolinea come lo stesso banner usato sui circuiti di AdMob e per una campagna più limitata abbia causato un clickthrough rate molto superiore a quello registrato su iAd, 1,34% contro lo 0,24%. Purtroppo però, AdMob non può registrare le vendite effettivamente avvenute, il che rende il campo di valutazione un po’ meno omogeneo. Ma se a questo aggiungiamo che AdMob costa appena 0,04$ per clic, va da sé che smuovere il potente -e costoso- marketing di Cupertino per un’app da 99 centesimi forse non è la mossa più oculata da fare.

La vita di QuattroWireless, competitor del nuovo iAd, volge al termine per mano di Apple che l’acquisì il 5 gennaio 2010. L’operazione è stata ufficializzata da Andy Miller, vice-president di iAd, tramite un lettera aperta alla stampa internazionale. Di seguito la traduzione.
Dal lancio di iAd, gli inserzionisti e gli sviluppatori hanno manifestato quanto possa piacere questo nuovo modo di raggiungere gli utenti iPhone ed iPod Touch tramite le loro applicazioni preferite.
iAd sono banner diversi dagli altri in quanto sono ricchi di video di alta qualità e di esperienze multimediali, coinvolgendo i consumatori anche se non sono realmente interessati al prodotto sponsorizzato. Gli utenti spendono sempre più tempo nel guardare ed interagire con gli annunci creati, rendendoli così molto più simili alla pubblicità che si vede tramite la televisione. Sia gli inserzionisti che gli sviluppatori sono entusiasti di questa nuova fonte di entrate.
Crediamo che iAd sia la migliore rete pubblicitaria mobile presente nel mondo. A partire dal prossimo mese, concentreremo tutte le nostre risorse su questa nuova piattaforma. Non abbiamo più intenzione di accettare nuove campagne Quattro Wireless. Dal 30 settembre gli unici annunci che verranno sostenuti saranno relativi ed esclusivi ad iAd.
Siamo ansiosi di lavorare con voi su questa incredibile opportunità nella pubblicità mobile.
Andy Miller
Vice Presidente, iAd
Apple Inc.
[Via iSpazio]