Sansung cerca popolarità occupando l’ambita fascia pubblicitaria all’interno del Superbowl ma non cambia rotta riguardo lo sbeffeggio nei confronti degli utenti Apple.
Su YouTube è stato caricato un teaser (un’anteprima) di ciò che verrò messo in onda tra un tackle e un touchdown: protagonisti, nuovamente, alcuni fanboy in coda al freddo all’esterno di un fantomatico Apple Store che vengono avvicinati da un brillante ragazzo munito di Samsung Galaxy S II che non manca di mostrare il navigatore integrato che fornisce indicazioni stradali passo-passo (turn-by-turn, per citare esattamente).
Non manca la frecciatina al possessore di un iPhone, “schiavo” di un solo tipo di alimentatore. Vedremo cosa ha in serbo Samsung per il 46° Superbown il 4 febbraio, anche se come ricorda Mashable, prendere in giro Apple durante l’evento sportivo più seguito negli USA non ha mai portato bene.

Sicuramente qualcuno dei nostri lettori si sarà avventurato nella progettazione del suo primo libro interattivo con iBooks Author, strumento comodo e semplice da usare (gratis su Mac App Store, qui una nostra prova).
Particolare attenzione, però, al formato video da utilizzare nel proprio progetto: si tratta sempre di un media riprodotto su iPad, quindi non sognatevi divx o mkv. A dire il vero, l’iPad mal digerisce anche i “soliti” video in HD in formato .mov che non verranno assolutamente riprodotti.
Un utile consiglio ci arriva da parte di Webvideochefs, che suggerisce di convertire qualsiasi video in formato m4v ottimizzato per iPhone o iPad. Questo sarà l’unico formato visualizzabile senza problemi all’interno del vostro libro interattivo. L’unico strumento necessario è Quicktime X: dopo aver aperto il file basterà esportarlo a dovere e il gioco è fatto. Per i dettagli rimando al video dopo il salto.
Continua a leggere: Il formato giusto dei video per iBooks Author
Io insegno perché quando impari, diventi una persona migliore. Sempre.
L’abilità di attirare l’interesse degli studenti è la chiave per essere un buon insegnante.
Queste due frasi, tra le altre “testimonianze”, aprono il video promozionale di Apple pubblicato in seguito all’Educational Event appena trascorso. Prima di illustrare le novità, si sottolinea come un libro di testo sia scomodo, statico, oltremodo costoso, poco longevo se si tratta di pubblicazioni destinate all’istruzione.
Nel video ci viene mostrato come su iPad il classico libro scolastico possa essere reinventato, rendendolo interattivo e arricchendolo di contenuti come slideshow di foto, audio, video. Si parla anche di iBook Author, lo strumento per la realizzazione di libri interattivi in download gratuito da App Store.
In seguito viene mostrata la sezione Textbooks i iBookstore, l’approvazione da parte delle case editrici come McGraw-Hill e Pearson e del sovraintendente scolastico di Los Angeles. Opinione personale, Apple ha trattato un tema delicato come l’istruzione risolvendolo in un video promozionale che calca un po’ troppo la mano: troppi giovani studenti col sorriso stampato, dopotutto siamo a scuola, non in un Apple Store. A voi lettori la parola.
Non è la prima volta che G-Form sperimenta una caduta estrema di un iPad protetto dalla propria resistentissima custodia. Mesi fa era stato dimostrato come fosse possibile attutire una caduta da 150 metri ma riuscirà a resistere se lanciato da 400 metri?
Ce lo dimostrano i due paracadutisti del video muniti di iPad protetti da una Extreme Edge case e una Extreme Portfolio che dopo aver filmato per qualche secondo aprono il proprio paracadute lasciando il tablet in caduta libera. La tecnologia RPT (Reactive Protection Technology) di G-Form è efficace al punto da non scalfire minimamente nessuno dei due iPad, come potete vedere.
Certo, ci sono tre cose da puntualizzare: le due custodie non sono proprio le più gradevoli esteticamente del mondo ma sono efficaci, il terreno su cui sono atterrati gli iPad è più morbido di una distesa di cemento e il display del tablet di Apple è uno specchio perfetto se orientato nella giusta maniera. Dopo il salto potete vedere un altro test: il lancio da un’automobile in corsa a 180 km/h!
Continua a leggere: Un iPad può sopravvivere a una caduta da 400 metri di altezza?

Ricorderete la cerimonia di commemorazione dedicata a Steve Jobs che ha avuto luogo lo scorso 19 ottobre a Cupertino, un importante evento cui hanno preso parte l’attuale CEO Tim Cook, le figure più importanti di Apple nonché tutti i suoi impiegati. Il video è stato finalmente pubblicato nella sua interezza sulle pagine del sito della mela.
Il contributo ha una durata di ben 80 minuti, è disponibile a questo indirizzo e per essere riprodotto necessita di Safari 4 o 5 su Snow Leopard e Lion; di Safari su iOS 3 e successive, oppure ancora di QuickTime 7 e successive su Windows. Le parole d’apertura appartengono a Tim Cook:
Le mie ultime due settimane sono state le più tristi della mia vita fin’ora. Ma conosco Steve. E Steve avrebbe voluto che questa nuvola si fosse già sollevata da Apple e dalla nostra concentrazione per ritornare al lavoro che amava tanto. E’ quindi con questo spirito che desideravamo stringere l’intera società assieme, quest’oggi, per celebrare la vita straordinaria di Steve e i suoi molti successi.
Sul palco si alternano Bill Campbell, Jonathan Ive e molti altri, e non mancano aneddoti scherzosi o piacevoli interludi musicali, per esempio quelli dei Coldplay e di Norah Jones. Buona visione.

Proprio ora che iCloud è finalmente nelle mani degli utenti, ritorna un grande classico dei rumor della mela. A quanto pare -si legge sul LATimes e sul Wall Street Journal- Apple è alacremente al lavoro per convincere i principali studi di produzione cinematografica a portare le proprie pellicole sui dispositivi iOS attraverso le tecnologie di streaming.
La notizia è asciutta, e rappresenta la naturale evoluzione che gli utenti di iTunes si aspettano da tempo:
Apple Inc. sta negoziando con gli studios di Hollywood nella speranza di strappare accordi che consentirebbero alla gente che acquista film dall’iTunes Store di guardarne versioni in streaming su dispositivi come iPad o iPhone, ma senza un trasferimento fisico; questo, almeno, secondo le persone familiari coi fatti.
E ovviamente, il calderone in cui finirebbero questi film è iCloud, il servizio di storage on the Cloud creato da Apple per iOS e da qualche ora ufficialmente operativo. Certo è che gli scogli da superare non sono né pochi né trascurabili; prima di tutto c’è da addolcire la diffusissima sensazione di diffidenza che circola nell’ambiente, e poi occorrerà trovare escamotages per superare i limiti imposti dai contratti in esclusiva, tutt’altro che infrequenti nel cinema. Peccato, perché l’infrastruttura tecnologica e i servizi oramai praticamente ci sono già tutti, ma senza contenuti, ci si fa effettivamente un po’ poco.
Non c’è stato un iPhone 5 e neppure il canonico one more thing (sarà per l’anno prossimo: d’altro canto i rumor non li inventiamo mica noi di Melablog), ma l’evento di ieri ha riempito di novità il palco dell’Auditorium per ben 1 ora e mezza. Chi non avesse tempo o voglia di riguardarsi l’intero keynote, e desiderasse nonostante tutto godersi i momenti clou, può piuttosto dare un’occhiata al video qui sopra. Durata totale, un minuto e mezzo.
Il video integrale in streaming dell’evento di ieri è stato reso disponibile su iTunes nelle scorse ore, ma dura la bellezza di 90 minuti e anche il live di Melablog non risulta certamente di rapida consultazione. Per apprendere l’essenziale su iPhone 4S, iOS 5, iCloud e i nuovi iPod senza perdere ore di sonno e lavoro, ecco qui un video che fa da Bignami.
Buona visione.

In un interessante articolo sulle sfide che Cook, in qualità di nuovo CEO Apple, si troverà ad affrontare, il Wall Street Journal parla esplicitamente di una “nuova tecnologia per portare il video in televisione,” salvo poi nicchiare sui dettagli della faccenda. E il pensiero, manco a dirlo, torna alla famosa HDTV reinventata da Cupertino di cui si vocifera da anni.
Non è semplicemente un’indiscrezione; secondo il prestigioso quotidiano, è una delle questioni che Cook dovrà dirimere:
Una sfida immediata per il Sig. Cook sarà quella di portare avanti i piani di Apple su una delle chiavi di volta della crescita, ovvero il video digitale. Apple è al lavoro su di una nuova tecnologia per portare i video alle televisione e, secondo le persone vicine ai fatti, è da tempo che discute se tentare di lanciare un servizio di abbonamento TV. Diversamente da iPod e musica, dove Apple è in posizione di vantaggio, la battaglia per il controllo del video online resta tutta da vedere per via della feroce concorrenza sul mercato.
Come già detto, l’autore lesina -volutamente?- sui particolari, e poco si può inferire se non l’ovvia conclusione che non si parla di AirPlay ma di una tecnologia totalmente differente. E’ già dal lontano 2009, poco dopo l’acquisizione di Lala, che qualcuno parlava del progetto di Cupertino di creare una sorta di pacchetto TV in abbonamento con “il meglio della televisione”; tuttavia, dopo un iniziale interessamento di CBS e Disney, il tutto si è risolto in un nulla di fatto, principalmente per lo scarso coinvolgimento ostentato dalle media company. Una refrattarietà oramai piuttosto cristallizzata che, tra bassi margini e competitività mortale, ha tenuto lontano la mela del settore. Almeno fin ad oggi.

Il fatto che i vertici di Apple non sempre dichiarino la verità è ormai un fatto risaputo. Molto spesso la ragione principale sta nel tutelare gli interessi dell’azienda evitando di dare troppo credito alle impressioni della clientela, senza precludersi la possibilità di prenderne atto e correggere il tiro. Questa volta la canzone è diversa, si parla di FaceTime.
“E stiamo cominciando a farlo fino in fondo. Stiamo andando verso sistemi standard, a partire da domani, e ci stiamo preparando a rendere FaceTime uno standard industriale aperto.” - Steve Jobs, 2010 WWDC Keynote
Quando questa tecnologia fu presentata durante il WWDC 2010, Steve Jobs dichiarò quello che leggete in alto. La promessa era che FaceTime sarebbe dovuto diventare uno standard industriale aperto. Stando a quello che dice, in Apple avrebbero cominciato a lavorarci dall’indomani di quell’annuncio.
Fermo restando che questo articolo tra qualche mese potrebbe anche rivelarsi falso (me lo auguro) il punto è che se davvero Apple avesse voluto aprire FaceTime e proporlo come standard avremmo sicuramente saputo di ingegneri impegnati nell’impresa. Skype, dopo l’annuncio di Steve Jobs, si era detta molto interessata a valutare l’utilizzo del nuovo protocollo.
A questo punto sorge il dubbio di cosa significhi “open” per Steve Jobs. Pare infatti che quell’affermazione fosse una trovata del CEO e che gli ingegneri impegnati nel progetto FaceTime non avessero la minima idea del fatto che quella tecnologia sarebbe dovuta diventare uno standard industriale aperto. Open non è solo una parola, per il mondo dell’informatica quella parola ha un senso ben preciso che poco ha a che spartire con il suo risvolto economico/commerciale. Ad oggi FaceTime non è open.
[Via Zach Holman]

Apple ha finalmente rilasciato le registrazioni video relative alle sessioni didattiche del WWDC 2011. Gli sviluppatori registrati al programma Apple possono cominciare sin da subito a fruire di questa preziosa fonte di conoscenza relativa al mondo dello sviluppo su Mac. Come? Direttamente tramite il sito nella sezione Apple Mac Developer oppure tramite iTunes.
Direttamente da Israele arriva l’ultima parodia dedicata al mondo Apple ed in particolare al prossimo prodotto di Cupertino: iBoy. Una famiglia apparentemente normale decide di avere un bimbo, ma non un comune bimbo, un bimbo made by Apple.
Il prodotto arriva in una confezione gigante ed è subito la principale attrazione della casa, catalizzando totalmente l’attenzione dei genitori. I due ricoprono di mille attenzioni il nuovo arrivato trascurando totalmente il loro povero figlio in carne ed ossa.
Tutto sembra andare bene per l’iBoy quando un evento inaspettato riuscirà a scombussolare anche la sua vita. Dopo tutto è pur sempre un prodotto Apple. Buona visione.
Come promesso nei post precedenti ecco il video che ho realizzato due giorni fa. Si tratta dell’uso del nuovo iPad 2, in particolare ci offre la possibilità di dare un’occhiata alla fotocamera frontale e posteriore, al suo nuovo design e alla fluidità dell’interfaccia.
La nuova versione del tablet di Cupertino è più sottile e leggera della precedente, questo è senza ombra di dubbio un grande vantaggio. Su questo tipo di dispositivi i grammi sono estremamente importanti e si sentono tutti durante un utilizzo prolungato. Quindi: meno pesano, meglio sono. L’interfaccia è molto fluida, più della prima versione dell’iPad, il processore è reattivo ed il caricamento delle applicazioni è istantaneo.
Sebbene da un punto di vista di performance non ci sia assolutamente nulla da eccepire, sul fronte del design non sono riuscito a mandar giù i fori per l’altoparlante e l’angolo di bordatura in alluminio nella parte posteriore: preferisco di granlunga il modello precedente (più simmetrico, più pulito).
Impressioni estetiche (peraltro personali) a parte, la sensazione generale è che oltre alle fotocamere (già vissuto sui precedenti iPhone) e al nuovo processore alla fine si tratta grosso modo sempre dello stesso dispositivo. Per chi non possiede un tablet e ne vuole uno il consiglio è quello di acquistare direttamente il nuovo. Per chi possiede il modello precedente, francamente ci penserei un attimo, anche se “pensarci un attimo” non è prerogativa di voi Apple-fan.