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Tutti gli articoli con tag iTunes

I termini del servizio di iTunes sono diventati un fenomeno culturale: come è successo?

pubblicato da Claudia

Chi di voi legge veramente i termini di servizio, noti anche come terms of service o TOS e gli EULA (end user license agreements) ogni volta che scarica un software? Generalmente quasi nessuno si prende la briga di farlo, accettando ad occhi chiusi. Qualche anno fa una compagnia ha dimostrato che quasi nessuno legge i lunghi e noiosi TOS e ha fatto un esperimento: nei termini ha promesso 1.000 dollari alla prima persona che, leggendoli tutti, avesse reclamato i soldi. Sono passati quattro mesi e ben 3.000 download prima che qualcuno si facesse sentire.

Per qualche ragione, i termini e le condizioni associate ad iTunes hanno superato l’indifferenza diventando una specie di icona culturale a parte rispetto ad iTunes stesso. Probabilmente l’aura mediatica che Apple ha da sempre ha contribuito al fenomeno, recentemente analizzato da CNN. Il canale ha chiesto ad alcuni avvocati di leggere attentamente il documento da 56 pagine e segnalare i punti ritenuti degni d’interesse. Il vero fenomeno si è scatenato però con un episodio del cartone animato South Park: una parodia ben studiata dei termini di servizio di iTunes, che nessuno legge e che uno dei protagonisti accetta, scoprendo di aver dato il proprio consenso per essere utilizzato come “pezzo umano” nell’ibrido HumancentiPad (presa in giro del film horror Human Centipede, in cui un medico pazzo unisce tre persone tramite la bocca e l’ano per formare un millepiedi umano. In questo caso il protagonista viene unito ad altre due persone, insieme ad un iPhone e un iPad).

Non viene risparmiato neanche Steve Jobs, che viene rappresentato come un visionario quasi pazzo pronto a tutto per le proprie creazioni. CNET ha invece richiesto al famoso attore drammatico Richard Dreyfuss di recitare porzioni dei termini di servizio di iTunes:

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Ecco le funzionalità dall'attesissimo iCloud

pubblicato da aWilito


E’ Steve Jobs stesso che spiega il problema che incontrano gli utenti. Cercare i media, convertirli, metterli nella libreria e procedere alla sincronizzazione via cavo ad ogni cambiamento è qualcosa che ha funzionato negli ultimi 10 anni ma “tenere tutto sincronizzato ci ha fatto diventare pazzi”. Ma la buona novella è che con iCloud tutto cambierà. Di nuovo.

Il digital hub, che una volta era il Mac, ora viene traghettato sulle nuvole e ogni dispositivo iOS vi avrà accesso. Ogni modifica effettuata sulla libreria dell’utente, infatti, viene istantaneamente replicata online:

Alcuni credono che il Cloud sia semplicemente un hard disk in cielo. Noi crediamo che sia molto di più.

Il cloud di Cupertino non si preoccuperà soltanto di conservare per noi i nostri contenuti, ma li invierà anche in modalità push a tutti i nostri gingilli iOS, e per questa ragione sarà strettamente integrato nelle app di sistema. Tutto è studiato per funzionare automaticamente e produrre meno fastidio possibile per l’utente. La battuta, con riferimento ai noti problemi che hanno afflitto Mobile Me, la fa Jobs in persona:

Perché dovremmo fidarci di voi, se siete quelli che ci hanno dato anche Mobile Me?

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E se iCloud rimpiazzasse iTunes nel sync dei dispositivi iOS?

pubblicato da aWilito


A rendere più insopportabile il periodo d’attesa che ci separa dall’evento di stasera, 19:00 ora nostrana, ci pensa John Gruber con alcune indiscrezioni e supposizioni su iCloud, il misterioso servizio di streaming musicale -e chissà che altro- creato da Apple. L’ipotesi è che renderà obsoleti iTunes e il cavo USB, almeno per quanto concerne la sincronizzazione coi dispositivi iOS.

L’idea è semplice e potente:

Non pensate ad iCloud come al nuovo MobileMe; pensate ad iCloud come al nuovo iTunes.

Fino ad oggi la sincronizzazione di iPhone, iPod touch ed iPad è sempre passata attraverso il cavo USB, ma molto presto potremmo iniziare a gestire le cose in modo nettamente differente. Potremo, ad esempio, caricare tutti i nostri contenuti online sulle nuvole e poi immettere le credenziali sull’iPhone per riprodurle in mobilità:

In breve pensiamo soltanto per un attimo alle modalità con cui iCloud potrebbe rivoluzionare la connessione via cavo tra iOS ed iTunes che girano sul vostro Mac/PC. Prendiamo la nuova esperienza per un utente che compra il servizio. Invece di dirgli “tira fuori questo oggetto e collegale al Mac o al PC (dopo esserti assicurato di aver installato l’ultima versione di iTunes), aspetta che finisca la sincronizzazione e poi potrai giocarci sul serio”, potreste proporgli qualcosa come “tira fuori il gingillo, immetti le credenziali del tuo account iTunes e inizia a giocarci.”

Ma se è vero che l’iCloud di Gruber rappresenta l’evoluzione di iTunes, è vero anche che alcuni aspetti -chiamateli pure effetti collaterali- del nuovo servizio entrano in conflitto con la precedente offerta da 79€ l’anno di MobileMe, soprattutto per quanto concerne la sincronizzazione dei contatti, calendari, segnalibri e file. Va da sé quindi che Cupertino sarà probabilmente costretta a procedere ad un accorpamento di tutte queste funzionalità sotto alla medesima nuvola, ma per saperlo occorrerà attendere ancora poche ore.

iOS 5 introdurrà gli aggiornamenti automatici per le applicazioni

pubblicato da xtom


Dopo le indiscrezioni sulla possibile introduzione degli aggiornamenti automatici in iOS 5 è stata la stessa Apple a lasciarsi scappare la conferma di questa opzione pubblicando una nuova versione del messaggio che compare su iTunes quando si effettuano i download per l’aggiornamento delle applicazioni, l’ultima frase infatti recita:

Se il tuo dispositivo ha attivata l’opzione Download Automatico per le app, gli aggiornamenti verranno scaricati automaticamente senza necessità di effettuare la sincronizzazione

Il messaggio è già stato rimosso da iTunes ripristinando il precedente, ma resta il fatto che attualmente nessuna versione di iOS dispone di un’opzione relativa ai download automatici, gli utenti devono esplicitamente aprire l’applicazione dell’App Store e avviare manualmente l’aggiornamento delle app installate.

Questa funzionalità potrebbe essere anche il preludio per l’introduzione del tanto atteso wireless sync, ovvero la possibilità di sincronizzare la propria libreria di iTunes senza ricorrere alla connessione USB con il computer, anche se l’introduzione di iCloud potrebbe mandare definitivamente in pensione il concetto stesso di sincronizzazione.

Servizio di streaming musicale: Apple elimina il buffering con frammenti memorizzati localmente?

pubblicato da Claudia

itunes streaming

L’ufficio brevetti statunitense ha pubblicato una richiesta da parte di Apple per un sistema che dovrebbe eliminare i caricamenti e i ritardi del buffer durante lo streaming dei file, sfruttando la possibilità di salvare piccole porzioni del contenuto localmente sul terminale dell’utente. La richiesta di brevetto, intitolata “Local Storage of a Portion of Streamed Media Items” è stata inoltrata lo scorso Novembre 2009 e risulta particolarmente interessante oggi che Apple ha concluso un accordo con EMI per il proprio servizio musicale cloud-based.

L’invenzione è stata pensata per il playback dei media in streaming utilizzando un terminale elettronico tramite il salvataggio in locale di uno o più parti dello stesso, in modo che la clip possa essere immediatamente riprodotta nel caso in cui l’utente lo richieda. Mentre la clip viene riprodotta, il terminale recupera il resto del file dalla libreria media dell’utente come stream attraverso la rete. Una volta completata la riproduzione della clip, il terminale può effettuare lo switch immediato allo stream ricevuto dalla libreria, autenticandosi tramite più password e token.

In questo caso, i requisiti di storage locale possono essere significativamente ridotti, mantenendo solo pochi secondi di ogni file audio o video sul dispositivo stesso. Il contenuto può essere riprodotto immediatamente dopo la selezione dell’utente come il “reminder” del file richiesto effettua lo streaming in sottofondo, venendo poi immediatamente accorpato alla clip in riproduzione. Questa soluzione elimina il ritardo che normalmente si vefica con le soluzioni di solo streaming.

Insieme al brevetto troviamo l’immagine schematica della finestra di iTunes che mostra le preferenze di sincronizzazione della musica per l’iPhone, tramite le quali l’utente può selezionare se utilizzare questo metodo, oltre alla possibilità di settare requisiti di velocità di connessione minima.

[Via Apple Insider]

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Apple acquista il dominio iCloud per 4.5 milioni di dollari ?

pubblicato da xtom


Secondo un’indiscrezione raccolta da GigaOM Apple avrebbe acquistato per 4.5 milioni di dollari il dominio iCloud, rilevandolo da Xcerion che a sua volta avrebbe rinominato il proprio servizio in CloudMe.

Cercando di accedere al dominio icloud.com si viene infatti rediretti verso il dominio cloudme.com dove festosamente vengono accolti gli utenti con tanto di stelle filanti e bicchiere di champagne, per celebrare il nuovo nome, che in modo non del tutto casuale ricorda il celebre MobileMe di Apple e probabilmente è stato oggetto di trattative con Cupertino.

Comprensibile l’euforia dei titolari di questo servizio che in un colpo solo avrebbero ottenuto tre grossi vantaggi: Una somma non indifferente, un nuovo dominio dal nome evocativo, ma soprattutto molta visibilità su internet, facendo scoprire a molti utenti il loro servizio, grazie al ritorno mediatico che una simile mossa comporta.

Apple potrebbe quindi presentare nel corso del WWDC che si svolgerà a partire dal 6 giugno i tanto attesi servizi cloud sotto il nuovo brand iCloud.

[via macrumors]

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Il cloud di iTunes sarà a pagamento

pubblicato da aWilito


Stando alle informazioni non ufficiali raccolte da CNet, il venturo servizio musicale Cloud di iTunes non sarà gratuito. Non per sempre, comunque, e ritorna in auge quel rumor di un nuovo Mobile Me a 20$ l’anno.

E’ probabile che il nuovo servizio online di Apple preveda un certo periodo di prova gratuito, ma nei piani di Cupertino ci sarebbe l’intenzione di tariffare gli utenti:

Gli insider dell’industria musicale mi hanno riferito che Apple potrebbe offrire il servizio gratuitamente all’inizio ma in seguito richiederà il pagamento di un corrispettivo. Anche Google pare che tarifferà gli utenti per un’offerta analoga.

E in effetti, soltanto lo scorso settembre si vociferava di un cloud storage di Mountain View a 25$ l’anno, qualcosa per intenderci di molto simile al rinnovato Mobile Me, che invece dovrebbe costarne 20$. Ben venga il backup online, ma il problema vero è capire se l’utenza sia pronta a pagare due volte per la propria musica: una al momento dell’acquisto, e l’altra per lo streaming via Internet. C’è sempre la possibilità che le Marjor decidano di vedere al di là del proprio naso e propongano finalmente -in concerto con Apple- un’offerta realmente allettante. Niente di particolarmente fancy, magari qualcosa à la Netflix che per 8$ al mese fornisce l’accesso a tonnellate di film e show televisivi.

Per il momento l’unico riferimento che abbiamo sul mercato in quest’ambito è Amazon col suo Cloud Player, che tuttavia offre 5 GB di online storage in modo del tutto gratuito; la tariffazione parte infatti coi tagli superiori. Può la musica intraprendere la strada di Netflix? E soprattutto, chiediamo a voi lettori di Melablog, quanto sareste disposti a pagare per un servizio del genere? Perché è lì che si gioca tutta la partita.

Apple rilascia iTunes 10.2.2

pubblicato da Michele Filannino


Apple ha appena rilasciato un nuovo aggiornamento per iTunes, che porta il lettore multimediale alla versione 10.2.2.

Gli interventi più importanti, eccetto quelli relativi alla stabilità e sicurezza del software in generale, riguardano la correzione di:

  • un problema che causava la mancata risposta di iTunes durante la sincronizzazione con un iPad;
  • un problema che provocava tempi di sincronizzazione di foto con iPhone, iPad o iPod touch più lunghi del necessario;
  • un problema per cui le anteprime video in iTunes Store potevano non essere visualizzate durante la riproduzione.

Tra le nuove funzionalità e miglioramenti introdotti vi sono:

  • possibilità di sincronizzazione con iPhone, iPad o iPod touch con firmware iOS 4.3;
  • miglioramento della funzionalità Condivisione in famiglia. Ora è possibile sfogliare le librerie iTunes con Condivisione in famiglia su qualsiasi iPhone, iPad o iPod touch con iOS 4.3.

Per informazioni su questo aggiornamento potete visitare la pagina web ufficiale.

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Apple rilascia iOS 4.3 Gold Master con iTunes Home Sharing

pubblicato da xtom

iTunes Home Sharing

Apple ha da poche ore rilasciato agli sviluppatori la versione Gold Master di iOS 4.3 che oltre ai consueti bug fix introduce la nuova funzionalità iTunes Home Sharing, per condividere attraverso una connessione WiFi la propria libreria iTunes presente su un Mac o su un PC, senza la necessità di effettuare la sincronizzazione attraverso il cavo USB.

Per utilizzare iTunes Home Sharing occorre aprire le impostazioni dell’applicazione iPod del proprio dispositivo iOS ed inserire i dati dell’account iTunes per abilitare la “Condivisione in Famiglia”.

A questo punto nell’applicazione iPod compare tra le varie voci presenti anche quella della “Libreria” che permette di selezionare il dispositivo al quale ci si vuole connettere. Una volta stabilita la connessione vengono mostrati tutti i brani presenti nella libreria iTunes del Mac o del PC e con un semplice tap è possibile avviare la riproduzione in streaming.

Ricordiamo che la versione definitiva di iOS 4.3 verrà rilasciata l’11 marzo e sarà disponibile per iPad, iPod touch di terza e quarta generazione, iPhone 4 e 3Gs.

iTunes Home SharingiTunes Home SharingiTunes Home SharingiTunes Home Sharing

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Musica a 24 bit in arrivo su iTunes Store

pubblicato da aWilito


A quanto pare, e lo dicono quelli di CNN, Apple è in trattative con le maggiori etichette discografiche per negoziare l’introduzione di brani in alta qualità a 24 bit sull’iTunes Store contro gli attuali 16 bit. A un prezzo maggiorato, si intende.

Il salto tecnologico non dovrebbe comportare grossi problemi, soprattutto per l’industria discografica:

I produttori professionali di musica catturano solitamente le loro registrazioni in formati audio ad alta fedeltà a 24 bit. Prima dell’incisione su CD degli originali - in gergo i “master”- o della distribuzione negli store digitali come Apple iTunes, i file vengono degradati a 16 bit.

Qualche problema invece potrebbe causarlo alle generazioni attuali e passate di lettori multimediali, quasi mai equipaggiate a livello hardware e software per decodificare flussi audio con specifiche tanto particolari:


Molti modelli di computer Mac sono in grado di riprodurre suoni a 24 bit, e lo stesso iTunes è capace di gestirli. Ma la maggior parte dei dispositivi portatili - e un gran numero di computer- non supportano l’audio a 24 bit. Per rendere attraente il salto alla musica in alta qualità, Apple dovrebbe riprogettare le future versioni di iPod ed iPhone così che possano supportare i nuovi file.

La possibilità di riprodurre musica non compressa in alta qualità indubbiamente attrarrà nuove fette di utenza e risulterà particolarmente gradita ad audiofili e musicisti. Ma il passaggio al nuovo formato non sarà gratuito: così come accaduto con le tracce iTunes Plus (passate da 128kbps con DRM a 256kbps senza DRM), pare che si dovrà corrispondere un sovrapprezzo per l’acquisto. Nulla è trapelato, tuttavia, sull’entità della maggiorazione né sui tempi tecnici di attuazione delle novità.

MassiveLyrics: il software italiano per aggiungere testi ad iTunes

pubblicato da Simone Gambirasio


Agli utenti iTunes interessano i testi delle canzoni, specialmente per chi ha un iPod o un iPhone. Inserendo i testi dei vostri brani preferiti in iTunes, infatti, potrete riguardarli direttamente sullo schermo del vostro iPod o del vostro cellulare.

Inserire tutti i testi, uno a uno, è però un’impresa titanica: per questo da anni esistono diversi sistemi per integrare automaticamente i testi dei brani nella nostra libreria. Dalle care vecchie widget per Dashboard (che spesso smettono di funzionare dopo qualche mese di supporto) alle vere e proprie applicazioni, passando per gli script. C’è di tutto, e considerando che una delle applicazioni più scaricate di Mac App Store è proprio Lyrica, che fa questo lavoro, immagino che in molti stiano ancora cercando l’applicazione migliore.

A mio parere, però, uno dei software più interessanti in questo ambito è il non sufficientemente conosciuto MassiveLyrics, creato da un giovanissimo programmatore italiano: Davide Candiloro. Già il fatto che il programmatore sia italiano vi farà capire che l’applicazione non funziona solo con i testi in inglese, ma anche con i brani della nostra lingua.

«Inizialmente MassiveLyrics era un semplice script Ruby», spiega Davide, «Messo insieme in un’oretta per popolare la mia libreria, poi postato e dimenticato una volta che avevo i testi di tutte le canzoni». Come altre applicazioni, anche lo script di Davide si basava sulle Api Rest di LyricWiki, che consentivano di scaricare testi da quello che forse è il più ampio database del web. Quelle Api, però, sono state soppresse per motivi di copyright, rendendo inutilizzabili molte applicazioni che le sfruttavano. Davide, invece, ha trovato una soluzione alternativa, basata sulla semplice estrazione dei testi dalla pagina. Inoltre ha trasformato lo script in un’applicazione Cocoa, cosa che ne rende ancor più semplice l’utilizzo: «La cosa bella è che con cocoa è stato possibile anche abilitare il processing in parallelo delle canzoni, così ne vengono scaricate 5 alla volta, velocizzando di molto rispetto ad altri programmi analoghi (qualcuno mi ha detto di aver scaricato 17000 canzoni in circa 2 ore!)».

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Apple lancia In App Subscription per gli abbonamenti su App Store

pubblicato da xtom


In concomitanza con il lancio di The Daily, Apple ha attivato una nuova modalità di vendita dei contenuti denominata In App Subscription, che permette di sottoscrivere direttamente dall’applicazione un abbonamento e ricevere periodicamente le nuove edizioni di un giornale o di una rivista.

Su iTunes è già comparso l’avviso che notifica le nuove condizioni e i termini di utilizzo del sistema di In-App Subscription. In sostanza sarà possibile scegliere di abbonarsi a dei contenuti e periodicamente verrà scalata dalla carta di credito la somma corrispondente, ad esempio 99 centesimi alla settimana per l’abbonamento a The Daily. Gli utenti potranno decidere in qualsiasi momento di disattivare il rinnovo automatico dell’abbonamento, oppure scegliere di acquistare i contenuti per un periodo limitato di tempo.

Al momento l’In-App Subscription è riservata esclusivamente a The Daily, ma presto Apple dovrebbe annunciare ufficialmente il rilascio delle API pubbliche per permettere ad altre applicazioni di attivare il download di contenuti in abbonamento.

Resta da capire quale sia la percentuale trattenuta da Apple per ogni transazione. Ricordiamo infatti che il 30% del prezzo d’acquisto di un’applicazione sull’App Store o di un contenuto aggiuntivo venduto attraverso l’In App Purchase finisce nelle casse di Apple, mentre il restante 70% va allo sviluppatore o all’editore dell’applicazione.

[via 9to5mac]

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