Di ufficiale non c’è niente, lo diciamo subito, ma il video qui sopra l’abbiamo trovato tramite The Verge, fonte più che attendibile per prendere in considerazione l’ipotesi che non si tratti di un fake.
Quella mostrata nel video sembra proprio la stessa applicazione che su Android Ice Cream Sandwich permette di sbloccare il proprio smartphone con un semplice sorriso (e anche senza sorridere). Non è dato sapere se si tratti di un porting, spiega The Verge. Su Redmond Pie si parla di voci sentite a inizio 2011 su un forum di jailbreaker relative a un tentativo di fare qualcosa di simile (RecognizeMe fu poi rilasciato su Cydia), ma non è certo questo sufficiente per escludere l’ipotesi del porting.
Il video termina con l’annuncio “coming soon on the App Store”, ma mi chiedo se Apple davvero permetterà una cosa del genere. Intanto perché mi sembra, a occhio, che un’app del genere richieda un’integrazione con il sistema a un livello che di solito Apple non permette. In secondo luogo penso al recente brevetto sul riconoscimento facciale registrato da Apple.
Il noto jailbreaker chpwn ha creato un piccolo hack a pagamento che razionalizza enormemente la gestione -un po’ scomoda e ridotta ai minimi termini, a dir la verità- dei cosiddetti Gesture Multitasking su iPhone. Qualcuno l’ha definito un tweak ispirato a Meego; verrebbe da dire che è il Multitasking come avrebbe dovuto essere sin dall’inizio.
Tutto è cominciato un paio di settimane fa, allorché il noto sviluppatore Steven Troughton-Smith aveva cinguettato la richiesta di un hack per jailbreaker che portasse su iPhone un nuovo tipo di gesture:
iOS su iPhone ha davvero bisogno di Gesture Multitasking che partano dai bordi. O qualcosa di simile. L’ho già detto altre volte. Chi sarebbe disposto a creare un tweak JB del genere?
E così è stato; Grant Paul, alias chpwn, si è subito messo al lavoro e il risultato è un pacchetto acquistabile su Cydia per $2,99 e chiamato Zephyr che fa il miracolo: uno sfioramento da destra o da sinistra dello schermo per passare da un’app aperta all’altra; e soprattutto, niente più scomode pressioni sul pulsante home per aprire la barra multitasking. Chi scrive combatte da sempre con doppio clic che talvolta vanno, talvolta no; che talvolta portano alla schermata principale e talvolta invece aprono Spotlight. Una seccatura che, a quanto pare, lamentano in molti e che rende la vita digitale meno rosea del previsto. Ma da oggi non più.
Se qualcuno vi ruba l’iPhone, e avete maturato l’amara certezza di averlo perduto per sempre, l’unica cosa che vi resta è la cancellazione remota di tutti i dati così da limitare quantomeno i danni sulla privacy. Una volta effettuata l’operazione, però, diversi utenti hanno constato che iMessage continua a inviare e ricevere messaggi come se niente fosse. La prima SIM non si scorda mai.
La storia di David Hovis è semplice. Dei ladri hanno fatto piazza pulita a casa sua, compreso l’iPhone 4 della moglie che, subito dopo il fatto, è stato disattivato e re-inizializzato da remoto. In seguito alla modifica della password dell’ID Apple, alla disattivazione della SIM e al recupero del numero di telefono, quindi, il giorno dopo i due hanno acquistato un telefono in tranquillità, sapendo che l’assicurazione avrebbe pagato il tutto. I problemi sono iniziati quando l’iPhone rubato è stato anche rivenduto ad un acquirente, il quale ha iniziato a ricevere gli iMessage originariamente legati al numero della signora Hovis:
Hovis ha cominciato a scambiarsi messaggi col possessore dell’iPhone rubato- i suoi iMessage, manco a farlo apposta, arrivavano contemporaneamente sia al nuovo telefono della moglie che al vecchio- ma l’uomo si è dimostrato estremamente confuso e poco collaborativo, e l’intera situazione s’è fermata al palo.
E a quanto pare, almeno a leggere questo thread di Macrumors e queste pagine dell’assistenza Apple, il fenomeno è tutt’altro che circoscritto; anzi, si ripete con le stesse caratteristiche in molte vicende analoghe.
Continua a leggere: Un bug di iMessage ruba l'identità dell'utente

Nulla spiega o racconta qualcosa meglio di un’infografica e sul Web si sprecano rappresentazioni visive di informazioni anche con lo scopo di renderle virali ed avere un ritorno d’immagine. È il caso del portale olandese toptienmobiel che ha realizzato una graziosa infografica sull’evoluzione dell’iPhone negli anni, dal primo modello al più recente iPhone 4S.
Dalla sua presentazione ufficiale il 9 gennaio 2007 lo smartphone di Apple è stato modificato nel software e nell’hardware riuscendo a conquistare gradualmente l’intero pianeta. Inizialmente, con un sistema operativo acerbo ma che prometteva molto, una misera fotocamera, nessuna applicazione aggiuntiva. Mentre ci avviciniamo al 2012 l’iPhone 4S è disponibile in più di 70 nazioni e ha venduto nel primo weekend 4 milioni di esemplari.
Personalmente trovo che la vera “svolta” nell’evoluzione dell’iPhone sia stata avvertita con il modello 3GS, più potente, dalle prestazioni ancora decenti e oggetto tutt’ora ambito da molti. Ha saputo dare quella spinta alle prestazioni che gli utenti aspettavano da tempo per fare il grande passo. Certo, la batteria non dura tantissimo soprattutto dopo l’aggiornamento a iOS 5 ma è ancora giunto il momento di cestinarlo?
Via | iPhoneCanada

I numeri riportati da NPD per quasi tutto il 2011 (fino ad ottobre, per la precisione) non lasciano adito a dubbi. Apple o Google che sia, la guerra nel mercato mobile USA è tra questi due terreni che si consuma. Gli altri competitor quando non perdono terreno, restano stazionari nelle proprie nicchie.
Android è, come noto, il leader di mercato quanto a espansione; segue Apple al secondo posto e infine, a distanza siderale, tutti gli altri che lottano per le briciole. Fatto 100 l’intero settore degli smartphone, Big G e la mela se ne accaparrano più dell’82% suddivisi in questo modo: 29% per iOS e un pantagruelico 53% per Android.
Sostanzialmente, sono le uniche due piattaforme a registrare una crescita -e che crescita- nell’anno. Già perché nel mentre, Windows Phone 7 è rimasta sostanzialmente stazionaria, non avendo mai superato il 2% di market share; e non le è andata neppure tanto male, visto che invece BlackBerry di Rim ha subìto un vero e proprio crollo, contraendo la propria presenza fino all’8%.
Si tratta di un trend che permarrà immutato grossomodo per tutto il 2012, al netto di improbabili colpi di scena. Anche perché Android è oramai presente su più di 100 modelli differenti di smartphone, variegatissimi per fasce di prezzo e funzionalità; Apple, dal canto suo, lotta con tre soli modelli di telefono ed ecco perché è fisiologicamente destinata a restare seconda. Per quanto concerne Windows Phone 7 e BlackBerry, potremmo anche assistere a cambiamenti di un certo rilievo, ma molto dipenderà dalle rispettive strategie: sappiamo che Nokia estenderà agli USA la linea di telefoni Windows chiamata Lumia, e che al contempo RIM introdurrà dispositivi con BlackBerry 10 OS, basato su QNX. Sull’efficacia di queste mosse, tuttavia, pesano ancora enormi dubbi.

Il social magazine più popolare su piattaforma iPad, Flipboard, fa un salto anche su iPhone e per l’occasione sfoggia un’interfaccia sensibilmente rivista, ottimizzata per i piccoli schermi, con un inedito -e naturale- scroll verticale. Gratis su App Store.
Con un attesissimo aggiornamento, Flipboard 1.7 diventa finalmente universale e fruibile su tutti i dispositivi iOS; inoltre, porta con sé tutte le feature già apprezzate dagli utenti aggiungendone di nuove, come ad esempio Cover Stories, l’accesso multi account e le cronologie:
Una novità per Flipboard su iPhone è “Cover Stories”, una selezione di foto e articoli interessanti che sono stati condivisi con te. E ogni volta che lo usi diventa più intelligente (a breve anche per iPad).
Velocità: sfoglia le pagine proprio come faresti con una rivista cartacea, muovendo solo un dito.
Account Flipboard: entra in Flipboard dall’iPhone o dall’iPad e accedi istantaneamente a tutti i tuoi contenuti preferiti. Cerca in tutte le cronologie. Sfoglia un unico feed che contiene tutte le foto e gli articoli condivisi in tutti i tuoi social network.
Flipboard per iPhone e iPad -immancabile in qualunque arsenale software che si rispetti- è reperibile a questa pagina dell’App Store. Buona lettura social a tutti.

Da qualche giorno circola la notizia che confermerebbe la decisione da parte del regime siriano di vietare l’utilizzo di iPhone. Un comunicato ufficiale apparso sul sito di news libanese el-Nashra riporta il comunicato delle autorità di voler sequestrare ogni smartphone Apple e arrestare il proprietario.
Si tratta di un discutibile modo per censurare il citizen journalism, le informazioni che ogni giorno senza filtro immesse nel Web riguardo la situazione politica instabile che ha avuto finora lo spiacevole risultato di più di 4 mila morti dal mese di marzo, di cui 58 bambini nello scorso mese.
iPhone vietati, l’agenzia di stampa tedesca DPA interdetta dal suolo siriano. Assurde decisioni per tentare di ammutolire chi già ha raccontato troppo a tutto il mondo. Curioso il fatto che non siano stati vietati altri smartphone con Android.

Secondo Julian Assange, in iTunes esisterebbe una falla usata dalla polizia e dalle società di sicurezza per controllare i computer degli utenti sotto sorveglianza. Chiunque usi un iPhone o Gmail, spiega il fondatore di Wikileaks, “è già fregato.”
In una intervista al Bureau of Investigative Journalism, Assange afferma che le moderne tecniche di monitoraggio permettono di controllare in tempo reale intere città e di conservare a tempo indeterminato ciò che viene scoperto. E tutto è reso possibile da app come il diffusissimo player multimediale di Cupertino:
iTunes ha una falla al suo interno usata sistematicamente da alcune società di sorveglianza per controllare qualsiasi computer, a prescindere da sistema su cui iTunes gira. E queste specie di backdoor esistono in qualunque telefono popolare, in qualunque computer popolare e qualunque programma per computer popolare. […] Alcune società vendono agli stati equipaggiamenti per registrare segretamente -e conservare a tempo indeterminato- la posizione di tutti i telefoni di una città con una precisione di 50 metri.
Insomma a dire di Assange, nel momento in cui fa una telefonata o aggiorna il proprio stato su Facebook, qualunque cittadino è a rischio privacy. E la sentenza, infausta come non mai, è che tutti coloro i quali “possiedono un iPhone, un BlackBerry o utilizzano Gmail sono già fregati. La verità che è le società partner dei servizi segreti vendono ai paesi del mondo sistemi di sorveglianza di massa per tutti questi prodotti.” Insomma, non proprio un panorama rassicurante.

Il tethering su iOS ha una storia lunga e travagliata, è di fatto deciso dal gestore in concerto con Apple ed è stato in qualche caso motivo di rimozione coatta per questa o quella app. Ora qualcuno ci riprova, sembra con la benedizione di Cupertino, e su App Store è comparso un nuovo titolo -iTether- che consente di condividere la connessione tra telefono e computer via USB.
E’ sufficiente acquistarla a nella variante per iOS e aprire l’app di supporto per PC, disponibile nella variante per Windows e OS X. Poi il gioco è fatto:
Tether è un’applicazione che consente al Mac o al PC di avvalersi del piano dati dello smartphone, fornendo così accesso ad Internet sul laptop in ogni luogo e momento, purché vi sia copertura da parte del gestore.
Tether è facile da installare, facile da usare, funziona praticamente ovunque ed è molto produttivo.
Per scaricare il software per PC, visita:
http://tether.com/i/Tether-iPhone.exe
Per scaricare la variante Mac, visita:
http://tether.com/i/Tether-iPhone.dmg
L’app funziona esclusivamente via USB -niente WiFi né Bluetooth- e consente di superare elegantemente i limiti imposti da alcuni gestori che per abilitare le feature di tethering chiedono, in certi casi, un sovrapprezzo sull’abbonamento dati del telefono. Occhio però perché se effettuate connessioni troppo frequenti o iniziate repentinamente a produrre una quantità anomala di traffico, qualcuno potrebbe notarlo e chiedervi il conto: molto meglio quindi tagliare la testa al toro e optare per gestore meno avidi.
Trovate iTether a questa pagina dell’App Store, al costo di 11,99 € dove dovrebbe rimanere a tempo indeterminato. Gli sviluppatori fanno infatti sapere di aver adeguatamente redarguito Apple sulla natura e i fini della loro utility durante il processo di approvazione, che tuttavia è filato liscio come l’olio. Sempre che qualcuno non cambi nuovamente idea, si intende.

La società di ricerche Kantar Worldpanel ComTech ha elaborato le statistiche di vendita degli smartphone nel Regno Unito relative al mese di ottobre. I dispositivi Apple si sono aggiudicati il 42.8 % delle vendite, contro il 35 % di tutti gli smartphone equipaggiati con il sistema operativo Android.
Lo straordinario risultato è da attribuire in gran parte al nuovo iPhone 4S, che però è stato lanciato nel Regno Unito solo il 14 ottobre, riuscendo quindi in due sole settimane a portare Apple sul gradino più alto del podio.
Un’altra indagine ha rivelato che il 75 % dei clienti che hanno acquistato un iPhone 4S aveva già acquistato in precedenza un iPhone, di questi il 14 % possedeva un iPhone 4, segno che i clienti della Mela rimangono fedeli al brand, ma anche che questi picchi di vendite sono difficilmente replicabili negli altri mesi dell’anno.
Se si guardano infatti i dati di vendita dell’intero trimestre, sempre nel Regno Unito, si scopre che sono gli smartphone Android a dominare la classifica con una quota di mercato del 46 %, in calo rispetto al 49,9 % registrato nell’analogo trimestre dell’anno scorso, mentre i dispositivi Apple salgono al 27,8 % con un incremento del 2,8 %, una quota di mercato che vale comunque la seconda posizione dato che RIM si ferma al 19,6 % in calo dell’1,3 %.
[via gigaom]

Una nuova ricerca effettuata da GfK afferma che gli utenti iPhone restano i più fedeli al brand anche se incalzati dalla concorrenza.
Lo studio, condotto negli USA, in Cina, Giappone, Brasile e i principali 5 stati europei, conferma un trend già piuttosto consolidato: l‘84% degli acquirenti dei prodotti con la mela preferisce restare nell’ecosistema Apple anche in futuro, comprando nuove versioni dei dispositivi già in uso. Di contro, nel mondo Android solo il 60% ostenta fedeltà al marchio, cosa che suggerisce una propensione al cambiamento estremamente più marcata.
E sul versante RIM, le cose vanno pure peggio. Solo il 48% degli utenti intervistati afferma di voler restare su piattaforma BlackBerry, il che lascia intuire che probabilmente l’emorragia d’utenza non s’arresterà fino alla commercializzazione del BlackBerry London, atteso per l’anno prossimo. Ed è interessante sottolineare che la gran parte degli utenti migrati ad Android arriva dal BlackBerry e non dall’ecosistema iOS.
A dire di GfK, il vincitore è solitamente la società che riesce a restituire “l’esperienza utente più armoniosa”, ma ciò non vuol dire necessariamente che gli equilibri resteranno immutati per sempre. Il recente accordo di Nokia con Microsoft deve ancora offrire i suoi frutti più maturi sul mercato, ma d’altro canto anche iPhone 4S deve ancora mostrare tutti i suoi muscoli; soprattutto ora che è commercializzato da importanti carrier come Sprint, KDDI e altri nel mondo che, fino a non molto tempo fa, erano rimasti esclusi dalle delizie di Cupertino.
Sulla base del lavoro fatto da quelli di Applidium, uno sviluppatore ed hacker è riuscito nell’incredibile compito di far controllare a Siri il cronotermostato digitale di casa. Sì, proprio quello che determina il funzionamento di condizionatori e termosifoni.
Prendetelo come un esercizio di stile per meglio comprendere le potenzialità del “modesto assistente” virtuale di Apple, tanto più che si basa su protocolli non ufficiali e reverse engeneering. Ponendo un server proxy tra l’iPhone 4S e i server di Cupertino, tuttavia, un astuto sviluppatore è riuscito a insegnare a Siri i nuovi comandi necessari per controllare il cronotermostato di casa, impostare la temperatura ideale e perfino quella oltre al quale il riscaldamento non deve mai scendere.
Purtroppo, al momento siamo ancora lontani da una maturità tale da consentirne l’uso da parte di chiunque; servono conoscenze di programmazione, “solide basi in materia di certificati ed OpenSSL”, nonché un termostato WiFi, qui in Italia più raro dell’orso polare. E chi scrive parla per esperienza personale (a proposito, avete visto mica questa meraviglia della tecnologia e del design industriale?).
Se, nonostante tutto, voleste curiosare un po tra le pieghe del codice, sarete accontentati perché a questa pagina di GitHub trovate il codice sorgente del server. In ogni caso, è estremamente divertente -ed entusiasmante- constatare quanto ogni nuova tecnologia di Cupertino risvegli spesso negli sviluppatori idee innovative, per non dire eccezionali. Poi per carità, allo stesso risultato si poteva arrivare in tanti altri modi,ma pensate che meraviglia poter affidare all’iPhone in tasca i compiti più tediosi dell’amministrazione domestica dovunque ci troviamo. Seriamente, i cronotermostati digitali più avveniristici del mercato italiano in confronto a Siri somigliano a ordigni post-bellici; chi scrive, dopo aver tanto penato per trovarne uno adatto, è arrivato a desiderare che Apple costruisse anche quelli. Meno male che qualcuno ci sta già pensando.