L’azienda definisce i suoi prodotti come pensati per durare, ma con il tempo li riclassifica seguendo criteri precisi. Un dispositivo viene considerato vintage quando ha smesso di essere distribuito per la vendita da più di cinque anni e meno di sette. Si passa invece alla categoria obsoleto oltre i sette anni, una soglia che, parlando in generale, riguarda i prodotti lanciati prima del 2019. La distinzione non è solo nominale, perché incide direttamente sulla possibilità di riparare l’apparecchio.
La conseguenza più concreta riguarda proprio l’assistenza hardware. Per i prodotti obsoleti il servizio viene interrotto e i pezzi di ricambio non possono più essere ordinati, il che rende le riparazioni di fatto impraticabili attraverso i canali ufficiali. È il destino, ad esempio, del primissimo iPhone, ormai a tutti gli effetti un pezzo da collezione, così come degli iPhone fino all’8 e del primo SE, oltre a diverse generazioni di Apple TV tra le più datate.
Quali iPhone e Mac sono da considerare obsoleti
Sul fronte dei computer la situazione è in evoluzione continua. I MacBook Air e Pro usciti tra il 2017 e il 2019 rientrano ora tra i prodotti vintage, insieme a un MacBook Pro da 15 pollici del 2015 e a numerosi Mac desktop con annate comprese tra il 2012 e il 2019. Apple aggiorna periodicamente questo elenco, con l’ultima revisione risalente alla primavera, quindi vale la pena ricontrollarlo di tanto in tanto se si possiede una macchina non recentissima.

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Verificare lo stato del proprio dispositivo è semplice. Serve individuare il modello o il numero di serie e confrontarlo con la lista ufficiale pubblicata da Apple, che indica chiaramente in quale categoria rientra ciascun prodotto. È un controllo di pochi minuti, utile soprattutto prima di affrontare una spesa di riparazione che potrebbe rivelarsi impossibile o non più conveniente.
C’è un punto che conviene chiarire per evitare allarmismi. Essere etichettato come vintage o obsoleto non significa che un apparecchio smetta di funzionare. Un iPhone o un Mac di qualche anno fa può continuare a svolgere il suo lavoro a lungo, e la classificazione riguarda l’assistenza e la disponibilità dei ricambi, non l’accensione del dispositivo.
Il discorso si lega però agli aggiornamenti software, dove la questione si fa più sottile. Con l’arrivo previsto della prossima versione di iOS, attesa nei mesi a venire, i modelli più datati rischiano di restare esclusi dalle funzioni nuove, comprese quelle legate all’intelligenza artificiale. È qui che la vecchiaia di un dispositivo si fa sentire davvero, non tanto nel funzionamento quotidiano quanto nella possibilità di accedere a ciò che arriverà dopo.