Ieri, durante il keynote, è stato presentato anche il video di presentazione del nuovo MacBook Air. Il video illustra l’hardware del dispositivo oltre che i punti di vista di Jony Ive, Phil Schiller e Bob Mansfield. In particolare viene spiegato come l’idea di avere un portatile (o computer fisso) con interfaccia multi-touch sia effettivamente una soluzione poco ergonomica.
Il video mostre alcune parti fondamentali del processo produttivo necessario alla fabbricazione della scocca del nuovo portatile di Cupertino. Per la prima volta, infatti, il MacBook Air beneficia della tecnologia Unibody a tutto vantaggio della resistenza e della solidità.
La particolarità di questo dispositivo, che farà sicuramente da apri-pista per i prossimi portatili, è l’adozione di una nuova tecnologia relativa al supporto di memorizzazione dei dati. Il portatile, infatti, è sprovvisto di un hard disk ed anche di un disco a stato solido. Gli ingegneri di Apple hanno pensato di integrare direttamente sulla main board i chip di memoria flash necessari a fornire supporto di memorizzazione.
La velocità di memorizzazione è migliorata di ben due volte ed anche la durata della batteria beneficia di quest’adozione. Il difetto è che diventa fisicamente impossibile aumentare la memoria del proprio portatile: nemmeno con un intervento tecnico del centro assistenza. In altri termini il vostro portatile morirà con lo stesso quantitativo di memoria che aveva al momento dell’acquisto: la stessa politica di iPhone, iPad ed iPod.

Nelle scorse ore Adobe ha annunciato una versione preliminare a 64 bit di Flash, disponibile per Mac OS X, Linux e l’immancabile Windows. Si chiama “Square”, e grazie al codice ottimizzato dovrebbe apportare ulteriori miglioramenti nelle prestazioni delle macchine più recenti. Più o meno.
Gli utenti Windows troveranno i più grandi vantaggi nell’uso combinato con Internet Explorer 9, su cui il rendering viene ora accelerato via hardware grazie a Direct2D, mentre quelli Linux debbono accontentarsi di un po’ di stabilità in più. Per quanto concerne il resto di noi, invece, neppure quello: su Mac OS X parliamo di supporto reale ai 64 bit e ottimizzazioni specifiche per i processori che supportano tale architettura.
A parte quindi la CPU di recente fattura, per il resto le richieste hardware restano pressoché identiche a quelle di Flash 10.1 a 32 bit. Più che parlare di pre-release di una futura versione di Flash, comunque, Adobe afferma che ci troviamo davanti ad una technology-preview che verrà presto inglobata nel filone ufficiale di sviluppo.
Flash a 64 bit per Mac OS X è scaricabile a questa pagina del sito Adobe, e ne è ovviamente sconsigliata l’installazione su macchine dedicate alla produttività. Dai veloci test condotti, comunque, non ci sembra un cambiamento tanto radicale da giustificare l’installazione di software non maturo: l’impressione, in effetti, è che siamo ancora parecchio indietro rispetto alla controparte su piattaforma Windows.

L’Unione Europea si è unita alla US Federal Trade Commission nell’indagine sulle responsabilità di Apple nel caso Flash, ha dichiarato una fonte attendibile del New York Post. La Commissione dell’Unione Europea ha un atteggiamento mentale molto aperto circa l’importanza dell’interoperabilità, atteggiamento con il quale i blocchi imposti da Apple in iOS ed App Store vanno in diretto conflitto. Una indagine combinata potrebbe durare al massimo sei mesi, dichiara la fonte del giornale.
Al centro dell’indagine c’è il cambio dei termini d’uso di App Store di diversi mesi fa, quello che di fatto ha bloccato l’utilizzo di cross-compilatori per le applicazioni di iOS. Sebbene abbia interessato diverse aziende, la mossa di Apple ha penalizzato fortemente e principalmente Adobe, la quale era in procinto di commercializzare un cross-compilatore per Flash all’interno della sua Creative Suite 5. La tecnologia avrebbe potuto essere agevolmente utilizzata per lo sviluppo di giornali digitali interattivi per iPad, ed ha obbligato le aziende già prossime al lancio dei propri giornali a delle strategie di ammaraggio.
Le politiche di Apple potrebbero violare le leggi di corretta competizione, poiché avrebbero forzato le aziende a sviluppare o per iOS o per le altre piattaforme, anziché per entrambe. Apple, la FTC e la Commissione Europea hanno declinato l’invito a commentare la notizia.
[Via MacNN]

Leggendo tra le righe, Apple potrebbe essere oggetto di investigazione da parte della FTC relativamente al rifiuto di supportare Flash sulla sua piattaforma iOS. Questa speculazione è basata sul recente rifiuto della FTC di fornire l’accesso alle 200 pagine di documentazione contro Apple depositata da Adobe.
La FTC si è rifiutata di rendere disponibili i documenti perché tale comportamento potrebbe interferire con le azioni legali in corso. Più precisamente, la FTC ha rilasciato il seguente comunicato:
“Abbiamo 189 pagine di responso, tutte esenti dalla richiesta di divulgazione FOIA,” scrive Joan A. Fina, consigliere generale di FTC. “Questi documenti sono esenti perché è ragionevole ritenere che la divulgazione dei documenti potrebbe interferire con lo svolgimento della attività della commissione di inchiesta.”
Il CEO di Apple, Steve Jobs, ad Aprile aveva avuto modo di spiegare il ban in questo modo:
“Ci siamo già passati, l’adozione di strati intermedi tra la piattaforma ed il codice dello sviluppatore alla fine produce applicazioni al di sotto degli standard ed ostacola il progresso della piattaforma.”
“Se gli sviluppatori crescessero dipendentemente a librerie e strumenti di terze parti, trarrebbero vantaggio dalle migliorie della piattaforma solo quando queste fossero adottate dai framework terzi. Non possiamo lasciar decidere a terzi se e quando mettere a disposizione nostre funzionalità agli sviluppatori.”
Sicuramente, malgrado gli anni impiegati per sviluppare la soluzione, Adobe non ha ancora inviato una versione di Flash che competa sotto il profilo delle performance e del consumo di batteria.
Al tempo stesso, RIM ha svelato il suo nuovo BlackBerry Torch 9800, che non supporta Flash, sebbene l’azienda abbia confermato che RIM ed Adobe “continuano a lavorare insieme”.
Computerworld sostiene che le due aziende stanno cercando di ottimizzare Flash 10.1 per l’hardware BlackBerry al fine di ottenere un consumo ridotto, performance ed efficienza, dice Tyler Lessard, vice presidente di RIM per la divisione sviluppatori e accordi globali.
Palm a Giugno aveva dichiarato, tramite un portavoce, di non avere idea di come portare Flash Player su webOS, nonostante Adobe abbia promesso di fornire una versione del software per tutti gli smartphone entro la fine dell’anno.
[Via 9to5Mac]
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I nostri lettori ricorderanno sicuramente la questione relativa all’adozione di HTML5 da parte di Apple e le perplessità sollevate circa la conseguente chiusura dell’azienda alla tecnologia Flash di Adobe.
Steve Jobs, con le sue dichiarazioni (a mezzo stampa e per e-mail), ha sempre lasciato intendere che HTML5 fosse un’alternativa alla tecnologia di Adobe. Questa visione fu prontamente criticata da Luke Reimer, il quale spiegò molto chiaramente quali fossero i principali ambiti di competenza di Flash e di HTML5 e come si sarebbero evoluti nel tempo.
A chiarire ulteriormente le idee, oggi giunge dalla rete un’infografica davvero molto ben fatta, realizzata da Focus.com, una testata di economia e finanza americana. Il poster mette in luce le nuove caratteristiche del linguaggio, le sue possibilità e quali di queste sono supportate da quali browser. L’ultima sezione, quella più in basso, cerca di dare una risposta all’ormai eterna domanda: HTML vs. Flash chi vincerà? Dopo il salto trovate l’immagine per intero.

Solleticato dalle domande di Mossberg, oltre alle indiscrezioni sulla gestazione di iPhone ed iPad, l’iCEO ha sorvolato diversi argomenti satellite che, negli ultimi tempi, sono oggettivamente assurti a veri e propri tormentoni nel mondo della mela. Tra le tante cose, si parla del complicato rapporto con Google, di Adobe Flash, di Foxconn e della morte dei Personal Computer.
Riguardo Flash, Jobs confessa che non aveva in mente di iniziare una guerra con Adobe; dal suo punto di vista, credeva di operare semplicemente una scelta tecnica:
Talvolta, quando ci sbarazziamo delle cose, la gente ci chiama pazzi. Ma qualche volta è meglio tenersi solo i cavalli di battaglia, quelli proiettati in avanti. E Flash ha avuto il suo momento di gloria, ma è HTML5 che sta emergendo. Il video è migliore e funziona meglio, e non si ha bisogno di un plugin per vederlo. Cerchiamo solo di fare prodotti grandiosi.
Come dire, la questione con Adobe ricorda parecchio l’abbandono del floppy sui Mac; e considerando che allo stato attuale Apple vende qualcosa come un iPad ogni 3 secondi, forse i clienti stanno dando ragione all’iCEO. Molto interessante anche il punto di vista su Foxconn e la serie di suicidi che hanno funestato il produttore cinese negli ultimi mesi:
Foxconn non sfrutta i propri dipendenti. Hanno ristoranti e piscine. Per essere una fabbrica, è una fabbrica molto bella. [circa i suicidi] abbiamo inviato della nostra gente e qualcun altro esterno per dare un’occhiata più da vicino alla faccenda.
Continua a leggere: D8: Jobs parla di Flash, Google e della morte dei pc

Quello Apple è decisamente un CEO che ha parecchio da dire, e nel suo ultimo, consueto scambio di mail con un paio di utenti avrebbe fatto il punto della situazione sul complicato rapporto con Google. Non accadrà mai, afferma infatti senza mezzi termini, che Mountain View superi Apple.
Il riferimento è all’enorme mole di novità che sono state presentate alla conferenza Google I/O di San Francisco: l’ultimo interessante aggiornamento di Android (che riesce ad adombrare alcuni aspetti del concorrente iPhone), l’annuncio di Google TV, decisamente più interessante della controparte Apple, e poi il supporto a Flash 10.1, per non parlare di Eric Schmidt che addita Sony come una fonte d’ispirazione. Insomma, una eccezionale conferenza ricca di novità web-centriche, tutte declinate in una sorta di sottile leitmotiv anti-cupertiniano.
E così, quando un utente ha chiesto all’iCEO se Google avesse sul serio superato a piè pari Apple col rilascio della nuova versione di Android, la risposta è stata quanto mai chiara:
Non hanno neppure una speranza
E a riguardo, l’affondo nella piega è giunto anche attraverso la mail di un altro utente, che chiede se per caso anche al prossimo WWDC di Apple ci saranno annunci altrettanto grandiosi. Le parole di Steve Jobs (o chi per lui), minimaliste ed efficaci come sempre, suonano rassicuranti:
Non resterete delusi
Appuntamento quindi all’Apple Worldwide Developers Conference 2010, in arrivo tra pochissime settimane dal 7 di giugno prossimo.

Luke Reimer, web project manager di Fluid Media, ha pubblicato su Smashing Magazine un interessantissimo post che spiega come Flash ed HTML5 non siano affatto due tecnologie mutuamente esclusive e soprattutto come Flash non potrà affatto morire in virtù dell’adozione di HTML5.
Mr. Reimer scrive con cognizione di causa: è stato web developer per le più grandi aziende di telecomunicazioni al mondo ed ha alle spalle più di 10 anni nel mondo dello sviluppo per il web. Secondo lui Flash e HTML5 hanno ambiti di competenza molto diversi.
Flash non è affatto utilizzato solo nel web, la sua principale e più innovativa vocazione è quella delle applicazioni di learning, training ed applicazioni Intranet. Sebbene questa tecnologia possa sembrare semplicistica ed annoiare sul web, la sua capacità di interazione con i database, la forte integrazione con PHP, l’utilizzo di XML, l’adozione di Actionscript 3 e le funzionalità di import/export per i plug-in lo rendono uno strumento molto potente e robusto per la produzione di contenuti corporate.
Continua a leggere: Flash vs. HTML5: non è una guerra e Flash non morirà

E’ una storia curiosa quella riportata da Fortune, che riguarda Steve Jobs in persona e Ryan Tate di Gawker, e la loro fitta corrispondenza su temi scottanti come il famoso prototipo di iPhone 4G comprato per 5.000$, la controversia con Adobe Flash, le approvazioni e il porno. Tutta la politica e la visione di Cupertino in 10 mail al vetriolo.
La vicenda avrebbe avuto inizio nelle scorse ore con una pubblicità su iPad che non è andata a genio a Tate, da cui sarebbe seguita la prima delle lunga serie di mail. Se Bob Dylan avesse vent’anni, gli chiede, “crederebbe sul serio che iPad sia una rivoluzione? La rivoluzione passa per la libertà”. Al che la piccata risposta di Jobs, c’è da dire più argomentata del solito:
Sì, libertà dai programmi che ti rubano i dati. Libertà dai programmi che esauriscono tutta la batteria. Libertà dal porno. Sì, libertà. I tempi cambiano, e alcuni tipi da PC sentono che il loro mondo gli sta franando sotto i piedi.
Di lì a poco, si sarebbero toccati una gran varietà d’argomenti, come quel pasticciaccio del prototipo di iPhone acquistato da Gawker Media, che possiede tra l’altro Gizmodo, oppure la coercizione esercitata sugli editori, che ora sono costretti ad eseguire in cocoa il porting delle proprie applicazioni Flash (d’altro canto, ribatte il CEO, “nessuno obbliga nessuno. Sembra piuttosto siano *loro* a volerlo”). A riguardo, Jobs ha risposto:
Continua a leggere: Porno, prototipi, Flash e approvazioni: un blogger litiga con Steve Jobs

In questi giorni Adobe ha ufficialmente avviato una campagna pubblicitaria volta a promuovere il dialogo con l’azienda di Cupertino. L’immagine più emblematica della campagna è quella che trovate in alto: “Adobe ama Apple”.
L’intenzione di Adobe è quella di stemperare i toni polemici, per lo più alimentati dalle dure dichiarazioni di Steve Jobs, e ritornare al più presto sulla strada del dialogo sereno e pacifico, oltre che remunerativo per entrambe le aziende.
Un utente, senz’altro dotato di grande spirito, ha modificato l’immagine ufficiale della campagna Adobe, immaginando una risposta in stile Apple. Che dire? Giudicate voi. Trovate l’immagine dopo il salto.
Continua a leggere: Come risponderebbe Apple alla campagna di Adobe?
Mentre il battibecco tra Apple e Adobe proseguiva ad alti livelli e sui media c’era chi lavorava per migliorare le performance di Flash sui Macintosh. Ma gli sforzi fatti sono rivolti a un’utenza ristretta e corrono il rischio concreto di arrivare in ritardo.
Verso la fine di aprile Apple ha pubblicato la nota tecnica 2267 che descrive un nuovo framework per sfruttare l’accelerazione hardware nella decodifica video su Mac OS X 10.6.3 e successivi.
Adobe ha colto la palla al balzo e pochi giorni dopo ha annunciato una versione di Flash che sfrutta ufficialmente queste API per l’accelerazione.
Chiamata col nome in codice “Gala”, questa versione è scaricabile da una sezione apposita del sito Adobe e mostra un quadratino bianco in sovrimpressione se l’agognata decodifica video ottimizzata è attiva.
Continua a leggere: Video Flash ottimizzati su Mac: cui prodest?

Devono essere momenti terribili per Shantanu Narayen e l’intera Adobe, perché sembra proprio che il tempo di Flash sia finito. E a dirlo non è Steve Jobs in una lettera accorata e neppure qualche importante testata, ma è una Microsoft improvvisamente in sintonia con Cupertino. E la solfa è sempre la stessa, HTML5 e H.264.
Il General Manager della divisione Internet Explorer di Redmond, Dean Hachamovitch, ha pubblicato infatti un post su MSDN dall’eloquente titolo “HTML5 Video”, in cui si va diritti al sodo. Si parla del futuro del browser di Redmond e, quindi, per estensione del futuro del Web:
Il futuro del Web è HTML5. Microsoft tiene in gran conto lo sviluppo di HTML5 al W3C. HTML5 sarà fondamentale per portare avanti un design dei siti e delle applicazioni Web che sia il più possibile ricco ed interattivo. Le specifiche HTML5 descrivono il supporto video senza specificare un particolare formato video. Noi riteniamo che H.264 sia un formato eccellente. Per quanto concerne il supporto ad HTML5, IE9 supporterà soltanto la riproduzione di flussi H.264.
Certo, i toni non suonano affatto assertivi e perentori come quelli dell’iCeo. Laddove Steve Jobs non ammetteva replica e si limitava a fornire pur ragionevoli motivazioni alle scelte operate negli ultimi anni, Hachamovitch non soltanto ha letto i commenti dei lettori, ma vi ha fornito persino una risposta in un nuovo post. In generale, la posizione di Microsoft è parecchio diplomatica e certamente molto meno definitiva. I problemi ci sono, sembrano dire, ma per ora occorre tenerseli: