E adesso che abbiamo l’iPad, cosa potrebbe inventarsi Steve Jobs per stupirci ancora ?
Ma certo, un dispositivo con un touchscreen piccolo, molto piccolo, tanto piccolo da essere grande come un orologio, un iWatch per l’appunto.
Non c’è dubbio, i ragazzi di ADR Studio hanno avuto un’ottima intuizione ed anche un’indiscutibile dote creativa nel realizzare questo concept di orologio in perfetto Apple Style.
Una serie di widget permetterebbero di visualizzare l’ora, le previsioni del tempo, gli SMS e le chiamate ricevute, effettuando il pairing con un iPhone. Esagerando il dispositivo potrebbe integrare anche un picoproiettore.
L’idea non è affatto da scartare. D’altra parte un prodotto analogo per BlackBerry esiste già ed Apple potrebbe anche rimpiazzare l’ormai anacronistico iPod Shuffle con qualcosa di più … magico ?

Apple è giunta al terzo posto nella classifica dei marchi più prestigiosi del pianeta, secondo il report annuale BrandZ Top 100 redatto dai ricercatori del gruppo Millward Brown Optimor. L’azienda detiene un marchio del valore di oltre 83 miliardi di dollari, seguita dalla rivale Microsoft, in quarta posizione con uno scarto di solo 7 miliardi di dollari.
Sebbene Google and IBM abbiano raggiunto rispettivamente il primo e secondo posto nella classifica, il marchio Apple è quello più alto tra i concorrenti direttamente rivali come HP, BlackBerry, Nokia, Intel, Dell, Samsung e Sony.
Apple è nuova alla fascia top della classifica, considerando che la precedente posizione era al 26° posto. Il salto corrisponde ad un +32% del valore del marchio, guidato in parte dal successo dell’iPhone e dalle anticipazioni riguardanti l’iPad.
Tra le aziende che hanno registrato il più alto incremento di valore nell’ultimo anno, ci sono: Samsung (+80%), Baidu (+62%), MasterCard (+57%), VISA (+52%) ed HP (+48%).

GigaOm, blog statunitense di tecnologia, ha realizzato un’interessante poster in infografica che mette a confronto RIM Blackberry ed Apple iPhone. In realtà, il poster che vedete rappresenta l’aggiornamento della versione originale dello scorso anno.
Oltre che l’attenzione comunicativa e l’immediato impatto informativo, i dati inseriti nella comparativa riguardano l’andamento dei guadagni, il numero di unità vendute, il numero di applicazioni disponibili ed il numero di modelli presenti sul mercato. C’è spazio anche per un analisi circa il gradimento dei possessori e gli argomenti sui quali vertono i tweet postati con i rispettivi dispositivi.
Dopo il salto, trovate l’immagine intera.

Apple sostiene che l‘iPad sia in grado di offrire la migliore esperienza di navigazione sul web ed a quanto pare i primi acquirenti del dispositivo ne stanno già facendo un uso intensivo proprio su Internet.
Net Applications ha cominciato a tracciare la presenza online dell’iPad fin dal giorno del lancio raggiungendo subito lo 0.01% del traffico web per toccare nei giorni scorsi punte dello 0.04%, lo stesso livello raggiunto da tutti i BlackBerry e dai dispositivi con sistema operativo Android.
Come termine di paragone, il traffico web generato da iPhone ed iPod touch si attesta sullo 0,6%, 15 volte superiore a quello registrato dai dispositivi concorrenti, ma in proporzione inferiore a quello dell’iPad se si considerano le rispettive quote di mercato.
In una precedente ricerca era stato mostrato come l’iPhone e l’iPod touch, pur rappresentando solo il 17% di tutti i dispositivi mobili, riuscissero a generare il 65% di tutto il traffico web destinato a questo genere di dispositivi.

A quanto pare, l’iPad ha catalizzato l’attenzione di sviluppatori e società del software. Lo studio redatto da Flurry dimostra infatti che tra tutti i progetti iniziati negli ultimi 3 mesi, il 22% sono esclusivamente dedicati al tablet con la mela. Come dire, un prodotto che ancora non c’è ha già surclassato Android.
L’impressione è che nessuno voglia arrivare tardi all’appuntamento perché il pericolo, quando Apple si mette in testa di voler cambiare il mondo, è che a volte ci riesca pure. E così, non soltanto lo sviluppo procede a gonfie vele, ma anche l’adozione di HTML5 ha subìto una vigorosa sterzata. I numeri parlano chiaro: la quantità di progetti Android-centrici è calata dal 18% del 2009 ad appena il 10% nel 2010, e per la piattaforma BlackBerry le cose vanno pure peggio, dal 4% all’1%.
Questo ovviamente non significa che sia calato l’interesse verso la piattaforma creata da Google o, peggio, che quest’ultima non cresca; c’è infatti da considerare che, solo nel mese di marzo, sono stati presentati ben 300 nuovi progetti relativi ad Android, che segnano un incremento del 50% rispetto al mese precedente. Il problema, tuttavia, è che iPhone ed iPad crescono a ritmi molto più serrati, cioè che “più sviluppatori producono più applicazioni”. E anche l’iPhone comunque ci rimette un po’, con una porzione del grafico che si è ridotta dal precedente 78% all’attuale 67%.
Le prospettive ad ogni modo sono più che rosee per Cupertino, a mano a mano che nuovi sviluppatori si getteranno nell’affare. La spinta è perché tutto sia pronto per domani, il giorno dell’iPad, e se al lancio di App Store le applicazioni erano appena 500, in occasione della commercializzazione del nuovo gingillo Apple si supereranno le 2.300.
Poynt, la popolare applicazione gratuita per BlackBerry, approda al mondo Apple. Poynt usa il GPS del vostro iPhone/iPod touch per effettuare ricerche locali di ristoranti, attività e negozi. Per esempio, se cercate un cinema, vi saranno indicate le sale più vicine, con la possibilità di vedere i trailer in streaming.
Poynt per iPhone e iPod touch, a differenza della versione per BlackBerry, offre limitate opzioni di realtà aumentata. Di contro sembra che vi siano alcune inconsistenze nella forma di presentare le informazioni, cosa che non avveniva nella versione per BlackBerry, che era usabile e veloce.
Anche l’opzione che permetteva di vedere in tempo reale i prezzi affissi dalle pompe di benzina, è scomparsa dalla versione iPhone/iPod touch. Gli sviluppatori assicurano che queste lacune saranno colmate prossimamente.
Poynt gira su iPhone o iPod touch, richiede Phone OS 3.1.2 o superiore. È disponibile in iTune Store gratuitamente (link diretto iTunes).
[Via TUAW]

Secondo gli analisti di Trefis, una compagnia finanziaria emergente degli Stati Uniti, la quota di mercato dell’iPhone supererà quella del BlackBerry nel corso del prossimo anno. Il motivo sarebbe da ricercare nelle azioni e nelle strategie di mercato di Apple e Research in Motion, produttrici dei due dispositivi.
Trefis, infatti, sostiene che i guadagni di Cupertino siano dovuti in gran parte alle vendite dell’iPhone e che circa il 50% del valore delle azioni Apple sia costituito proprio dalle rendite nel settore mobile. Si prevede che anche il neonato iPad contribuirà ad aumentare questa percentuale: insomma, l’azienda di Steve Jobs investirebbe nel mercato della telefonia mobile più di RIM.
A questo dato aggiungete l’ottimo ecosistema Apple (Mac, Apple TV e gli altri dispositivi iPhone OS) ed i suoi servizi (iTunes Store ed App Store) per capire quanto l’utente sia più invogliato ad acquistare un fiammamante iPhone 3GS piuttosto che un BlackBerry. Se poi teniamo in considerazione che il monopolio del carrier americano di AT&T per l’iPhone potrebbe finire, pare proprio che il melafonino abbia tutte le carte in regola per superare il BlackBerry l’anno prossimo. Staremo a vedere.

Circolava già da un po’ di tempo nelle pieghe più sordide del Web, e finalmente BlackBerry Desktop Manager for Mac arriva nelle sua versione ufficiale 1.0.0, disponibile a partire dal 2 ottobre. BlackBerry e Mac non sono mai andati tanto d’accordo.
La sincronizzazione con il BlackBerry dei propri contatti, calendari e note da iCal e Rubrica non saranno più complesse operazioni da svolgere attraverso plugin non sempre perfetti, e finalmente sarà possibile installare e rimuovere applicazioni comodamente dal proprio Mac, aggiornare il firmware del dispositivo o programmare backup (crittografati e non) con pochissimi clic. Inoltre, questa applicazione consentirà di sincronizzare la libreria iTunes in maniera nativa, senza i trucchetti opinabili escogitati da Palm con il suo Pre.
Gratuitamente disponibile alla pagina dedicata del sito ufficiale a partire da domani, BlackBerry Desktop Manager for Mac è compatibile con Mac OS dal 10.5.5 in poi, e supporta tutti i BlackBerry dotati di OS 4.2 e successivi. E ora che finalmente c’è un’elegante applicazione ufficiale a sopperire alle necessità degli utenti, il BlackBerry gioca ad armi pari con iPhone anche su piattaforma Mac.

Utenti a Mac, a me. Niente più artifici col software, meste rinunce o plugin di terze parti per poter gestire il proprio BlackBerry da Mac. Nelle scorse ore, infatti, una versione beta e non ancora ufficialmente rilasciata del BlackBerry Desktop Manager for Mac è sfuggito ai laboratori di sviluppo RIM. C’è qualche bug minore, ma il software appare sorprendentemente completo.
Per anni, gli utenti Mac sono stati un po’ abbandonati da RIM, che non hai mai prodotto un software che consentisse loro di utilizzare proficuamente il BlackBerry, e ciò ha funto probabilmente da deterrente all’acquisto per una non trascurabile fetta di utenti Apple. Il software apparso sul Web è una versione 1.0.0 (build 75) beta, e conferma quindi gli annunci fatti da RIM.
L’applicazione consente di eseguire il backup ed il ripristino dello smartphone, permette la sincronizzazione dei contatti, dei compiti, dei calendari, delle playlist di iTunes, l’installazione delle applicazioni, e gli aggiornamenti del firmware. Insomma, d’ora in avanti gli utenti Mac avranno gli stessi privilegi di quelli Windows e con qualche bonus in più. BlackBerry Desktop Manager for Mac, infatti, è sensibilmente più veloce della controparte Windows, dispone di un’icona nel Dock che mostra l’avanzamento in tempo reale delle sincronizzazione e dei backup, ed incorpora tutte le funzionalità di BlackBerry Media Sync for Mac, che ora diventa superfluo. Come dire, c’è voluto tanto tempo, ma ne è valsa la pena.

Su Slate.com apprendiamo che, nel mercato smartphone, Apple ha conquistato il 14% degli utenti con il suo iPhone, laddove BlackBerry è in testa con il 21% ma Google Android arranca ancora, con appena il 3% di diffusione. E l’errore starebbe tutto nell’aver dato carta bianca ai produttori.
Il problema, secondo Slate.com, è che Google non ha controllo sul design e sul marketing dei telefoni Android, e ciò ha frammentato il mercato, impedendo cioè la percezione di un Googlefonino da parte del pubblico. E così, chi se non un appassionato o un tecnico, può stabilire cosa hanno in comune il G1 di T-Mobile ed il myTouch 3G? Eppure, il Sistema Operativo che li alimenta è lo stesso.
I produttori esterni di dispositivi non hanno ambizioni. Nessuno di loro sembra tentare di eguagliare le capacità dell’iPhone, e ancora meno tentano di sorprenderci con caratteristiche che superano notevolmente quelle del dispositivo Apple.
E tuttosommato, diciamoci la verità. Fosse stato per i produttori tradizionali, avremmo ancora davanti agli occhi oggetti tecnologicamente avanzatissimi, con una infinita lista di tecnologie integrate ma usabilità ridotta all’osso e interfaccia grafica da Amiga 500. Il problema non è copiare Apple e non è neppure costruire un telefono cellulare. I produttori devono mettersi in testa che è necessario pensare un servizio e costruirvi il miglior dispositivo possibile attorno: il che è esattamente ciò che Palm, BlackBerry ed Apple hanno saputo fare in occasioni e con esiti differenti.
Le sorti per Android potrebbero cambiare se avesse un browser migliore di Safari Mobile, uno schermo più generoso, o controlli ancora più funzionali di quelli Apple, ma è difficile che ciò accada. Ai produttori Android, John Gruber dice: se Apple è la BMW, voi provate ad essere Porsche. Chissà che non gli diano retta.

Secondo l’ultimo report di Gartner, relativo al secondo trimestre fiscale 2009, scopriamo che mentre il mondo dei telefoni cellulari subisce una contrazione del 6%, le vendite di smartphone sono salite del 27%, e la crescita maggiore l’ha registrata Apple col suo iPhone.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, 892.000 di iPhone venduti ed un market share del 2,8%, quest’anno Apple è passata a 5,4 milioni di iPhone commercializzati per una quota di mercato pari al 13,3%. Il merito di questi numeri eccezionali, tuttavia, dipende da una serie di cause e circostanze concomitanti. Di certo, affermano presso Gartner, l’abbassamento di prezzo (non in Italia) dell’iPhone 3G da 8GB ha contribuito non poco a dare slancio alle vendite, e anche l’allargamento del perimetro di commercializzazione a nuovi paesi è stato determinante. Tuttavia, c’è da considerare che il secondo trimestre 2008 non contempla ancora l’uscita dell’iPhone 3G (avvenuta a luglio) mentre il medesimo periodo 2009 annovera anche l’uscita sul mercato dell’iPhone 3GS .
Mentre Apple è saldamente al terzo posto, Nokia è ancora al primo con 18,4 milioni di dispositivi venduti ma un market share che si è ridotto al 45% rispetto al 47,4% dell’anno precedente. RIM, con il suo BlackBerry, ha venduto 7,6 milioni di dispositivi e si assesta al secondo posto con il 18,7% del mercato, in salita rispetto al 17,3% del 2008. Tuttavia, per Apple la buona stella è ancora alta nel cielo del mercato smartphone. Poiché iPhone è stato rilasciato solo alla fine del trimestre fiscale, infatti, Gartner prevede che gli effetti più evidenti sulle vendite si avranno soprattutto nella seconda metà del 2009.

Secondo uno studio condotto da ChangeWave, iPhone con OS 3.0 e Palm Pre saranno i cavalli trainanti dell’intero mercato degli smartphone nei prossimi mesi.
Dopo che le specifiche del nuovo aggiornamento di iPhone sono divenute pubbliche, la percentuale di potenziali nuovi possessori di iPhone si è attestata attorno al 30% degli intervistati. Circa il 9% di questi si è detta pronta a comprarne uno da 32Gb al prezzo di 299$ (quello dell’attuale iPhone 16Gb), mentre circa il 11% vorrebbe acquistarne uno da 16GB per 199$ (prezzo dell’attuale versione da 8Gb).
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