
Ora che Mac OS X Lion è in dirittura d’arrivo, sono ufficialmente iniziate le manovre di sbarco. E così, nelle scorse ore, Apple ha iniziato a sollecitare gli sviluppatori perché sottopongano all’approvazione del Mac App Store una copia aggiornata delle proprie app, compatibile col nuovo OS con la mela.
Sulla pagina dedicata all’iniziativa si legge:
OS X Lion, l’ottava major release del Sistema Operativo più avanzato al mondo, sarà presto disponibile per milioni di utenti sparsi per il mondo. Invia le tue app Lion per la recensione, così che possano già essere sul Mac App Store quando Lion verrà pubblicato, questo mese.
Il che significa probabilmente che Lion arriverà un po più tardi del preventivato, e cioè non entro la prima metà del mese, anche perché a questo termine mancano appena tre giorni. Nel caso dell’App Store, l’anno scorso Apple aveva iniziato a ricevere le app aggiornate per iOS 4 con 11 giorni di anticipo, ma questa volta -se non altro- le cose dovrebbero andare un po’ più speditamente.

In diverse applicazioni presenti nell’App Store è comparsa per alcuni minuti una dicitura che indicava la compatibilità dell’app con un misterioso dispositivo chiamato ix.Mac.MarketingName.
La scritta è comparsa in modo casuale su alcune applicazioni universali, ovvero compatibili sia con iPhone, sia con iPad, come ad esempio il client SSH Prompt, mentre tale fenomeno non è stato riscontrato sulle applicazioni dedicate espressamente ad uno dei due dispositivi.
Su cosa possa essere questo misterioso dispositivo circolano fontamentalmente tre ipotesi :
Probabilmente Apple ha in serbo qualche sorpresa da presentare il 6 giugno al WWDC.
[via appleinsider]

Nuova versione del coltellino svizzero dei codec audio/video su Mac. Perian 1.2.2 introduce il supporto a nuovi formati, migliora la compatibilità con quelli esistenti e corregge molti bug, ma con questo update si appresta anche a dare l’addio all’architettura PowerPC.
Rispetto alla precedente versione che risale a più di un anno fa, la lista delle novità è corposa e contempla alcuni interessanti cambiamenti:
Data la mole dei formati supportati, l’installazione del plugin è consigliata a tutti gli utenti, non soltanto a quanti ne possiedono già una versione più datata. Infine, segnaliamo che Perian 1.2.2, scaricabile a questa pagina, è l’ultima versione compatibile coi PowerPC e versioni di Mac OS X precedenti alla 10.6. Dalla prossima, insomma, si cambia.

Il CEO della Forrester Research ha dichiarato che le entrate di Apple potrebbero crescere più del 50% nei prossimi due anni; il boom delle applicazioni ha comportato una crescita di domanda di terminali come iPad.
George Colony, il fondatore della Forrester, ha raccontato le proprie previsioni a Bloomberg, spiegando che Apple ha venduto circa 15 milioni di iPad nell’anno di debutto e più di 90 milioni di iPhone nel corso di quattro anni. La domanda di dispositivi ha generato a sua volta un mercato di applicazioni scaricabili che permettono agli utenti di acquistare, lavorare, giocare e svolgere altre funzioni in mobilità. Ciò a sua volta genera altre vendite di terminali Apple, permettendo alla compagnia di generare maggiori entrate, pià della International Business Machines Corp. e della Hewlett-Packard. Colony aggiunge:
Saranno più grandi di IBM il prossimo anno e saranno più grandi anche di HP l’anno successivo. Le vendite di Apple sono aumentate del 52% lo scorso anno. All’attuale ritmo di crescita, saranno una compagnia dal fatturato di 200 miliardi di dollari.
Continua a leggere: Apple: secondo gli analisti le entrate potrebbero aumentare del 50% in 2 anni

Un interessante articolo di Ted Landau spiega alcuni dei problemi in cui potrebbero incappare presto gli utenti che dovessero decidere di trattare le applicazioni acquistate sul Mac App Store come normalissimo software. Freeware o no, ci troveremo presto a scontrarci con alcune fastidiose restrizioni cui non eravamo semplicemente abituati.
Anche se serbano denominazione e 99,9% del codice in comune, un’applicazione scaricata dal suo sito Web e l’omologa sul Mac App Store non sono identiche. Al suo interno, infatti, ogni versione MAS possiede una cartella chiamata ” _MASReceipt” con dentro il file “receipt” che ne determina il comportamento: parliamo in buona sostanza di un certificato anti-copia, proprio quel famoso certificato che -se non opportunamente controllato- consente di piratare il software. Cancellare la cartella “_MASReceipt”, ovviamente, impedirebbe l’avvio dell’applicazione, ma c’è di più.
Una volta eravamo abituati a spostare le applicazioni (parliamo principalmente dei freeware) da un Mac all’altro sfruttando la rete domestica. D’ora in poi ciò non sarà più possibile perché, al momento del lancio su un computer diverso da quello su cui è avvenuto il primo download, la versione MAS chiederà le credenziali iTunes necessarie ad autorizzare il caricamento. Senza di quelle, e soprattutto senza una connessione ad Internet, niente avvio. Il che non è propriamente uno scenario rassicurante, soprattutto quando ci troviamo in situazioni d’emergenza o col Mac in panne.
Altra limitazione, l’impossibilità (credenziali o meno) di avviare la medesima applicazione su Mac dotati di Sistemi Operativi precedenti a Mac OS X 10.6.6; va da sé che senza il Mac App Store ed i framework di controllo necessari, nessun software potrebbe avviarsi.
Continua a leggere: Uno sguardo da vicino alle restrizioni del Mac App Store

Tra le funzionalità nascoste del nuovo Mac App Store c’è la possibilità, per l’amministratore del computer, di consentire o meno l’accesso alle applicazioni scaricate. In particolare nel menu Preferenze di Sistema > Controlli Censura è comparsa una nuova sezione nella finestra App.
Oltre che impostare i permessi di accesso a Widget, Utility e Software per lo sviluppo è possibile farlo anche con le App acquistate e installate tramite Mac App Store. Accanto al nome di ogni applicazione acquistata viene anche mostrato il giudizio globale.
Agendo sulle rispettive caselle di controllo è possibile inibire l’avvio delle applicazioni selezionate, a meno di inserire la password di amministratore. Un altro piccolo passo avanti.

Nelle scorse ore, e senza che suonassero le trombe di Cupertino (cosa già di per sé sospetta), alcuni siti noti ed altri meno noti hanno raccontato del superamento su App Store dello storico risultato di 300.000 app a catalogo. In realtà, come sottolinea l’acuto Fortune, i conti non tornano e le cifre sono sensibilmente meno roboanti.
In effetti, soltanto lo scorso primo settembre Steve Jobs in persona aveva annunciato la presenza di 250.000 titoli a catalogo sullo store del software con la mela. Ciò avrebbe implicato -fosse la cosa fondata- una inverosimile crescita di 50.000 app in meno di 6 settimane. Troppo, persino per le performance finanziarie da fantascienza di Cupertino.
In realtà, l’errore marchiano è consistito nell’affidarsi a Mobclix per stabilire il numero delle app esistenti. Se da una parte infatti questo exchange network conosce per forza di cose ogni applicazione in cui compaiono le sue inserzioni, d’altro canto non tiene conto dei titoli usciti dal catalogo per decisione dello sviluppatore o per le mille ragioni della censura di Cupertino. Metodi più affidabili consistono nel ricavare i dati da 148apps.biz o attraverso il notissimo AppShopper, secondo cui le app attive sullo store ammontano al momento rispettivamente a 278.691 per il primo e 279.975 per il secondo. Come dire, ci siamo quasi, ma anche no.
Infine ed in compenso, le app totali approvate fin’ora quel traguardo l’hanno già superato da un pezzo. Stando a 148apps, infatti, parliamo di 334.639 titoli totali di cui 55.916 rimossi dallo store, laddove AppShopper ne conta 335.257 e ne esclude 55.282.
Il video in alto mostra una nuovissima applicazione per iPad chiamata Artikulator che trasforma il dispositivo in uno strumento di produzione musicale. Tutto ciò che serve è scorrere le dita sul display per creare temi musicali in maniera completamente visuale. Presto sarà disponibile su App Store, e sarà anche rilasciata una versione per iPhone ed iPod Touch.
Il settore della produzione di musica in maniera visuale sembra essere destinato ad un sempre più ampio successo. Alcuni dei nostri lettori più informati ricorderanno sicuramente le rivoluzionarie ed originali applicazioni lanciate da Brian Eno per iPhone OS. I dispositivi Apple, ancora una volta, aiutano offrono lo spunto per inventare soluzioni nuove e stimolanti.
[Via 9to5Mac]

Una delle novità più interessanti dei nuovi MacBook Pro da 15″ e 17″ è il cambio automatico della scheda video, con attivazione al volo a seconda del carico di lavoro. Stando alle prime segnalazioni degli utenti, tuttavia, pare che il Sistema Operativo tenda ad attivare la scheda discreta anche senza effettiva necessità, dissipando la carica della batteria in tempi irragionevolmente brevi.
L’approccio previsto da Apple è quanto mai trasparente ed originale, e prevede in sostanza che sia il sistema a commutare il carico di lavoro a seconda delle necessità e delle applicazioni aperte. Sul thread sul sito Apple dedicato alla questione, tuttavia, in molti affermano che l’autonomia del proprio Mac non raggiunge le medie indicate da Cupertino.
Sembra che il problema sia riconducibile all’attivazione ingiustificata della NVIDIA GT 330M da parte di applicazioni che non ne hanno bisogno: non soltanto Aperture, iMovie e Photoshop, quindi, ma anche Transmit, NetNewsWire e Skype otterrebbero il medesimo risultato, nonché le applicazioni basate su X11, tutta la suite iLife, le applicazioni di IM (curiosamente escluso Adium) e persino il plugin GoogleTalk per Firefox. Tutto software che fa uso di Core Animation per produrre transizioni fluide e gradevoli eye-candy, e tanto basta per attivare la GPU discreta (i framework che fungono da interruttore sono infatti OpenGL, OpenCL, Quartz Composer, Core Graphic e appunto Core Animation).
Continua a leggere: Nuovi MacBook Pro: l'autonomia dura meno del previsto

Dopo i rumors e le fanfare ufficiali sul connubio tra Steam e la piattaforma Apple, finalmente si dissolve il velo su caratteristiche tecniche del servizio e tempi di rilascio.
Nelle scorse settimane Valve ha reso disponibile una beta chiusa di Steam, ed è proprio da ciò che raccontano questi utenti sul forum dedicato che scopriamo interessanti dettagli sullo stato dei lavori in corso e su ciò che dobbiamo aspettarci in termini di requisiti minimi, organizzazione delle licenze e molto altro. Ecco un dettaglio sintetico di cosa si sa:
Ed è interessante sottolineare che, d’ora in avanti, non ci saranno ritardi né lentezza nell’implementazione delle nuove feature nella versione per Mac rispetto alla controparte Windows: entrambe le piattaforme si sono guadagnate infatti l’appellativo “tier-1″, e ciò significa che hanno pari priorità. Al momento, i beta tester sono vincolati al solo “Portal”, ma presto si aggiungeranno “Counter-Strike: Source” e “Half-Life 2″. Inoltre, è dato per certo l’arrivo di tutta la serie “Half Life”, “Left 4 Dead” 1 e 2, “Team Fortress 2″ ed il venturo “Portal 2″.

Stando ad un illuminante articolo del New York Times, Google starebbe attivamente all’opera per accattivarsi le simpatie degli sviluppatori iPhone. La strategia è quanto mai delicata e lusinghiera, e prevede un Nexus One a titolo assolutamente gratuito.
A prescindere dall’effettiva realizzazione del progetto, Google sta tentando di stabilire una relazione duratura e proficua con gli sviluppatori della piattaforma concorrente. Pare infatti che dall’Android Advocacy Group siano partite missive che offrono un telefono senza alcun impegno o garanzia, nella miglior tradizione delle televendite. L’autore dell’applicazione Texts From Last Night ha scritto a Pogue:
Ho ricevuto una mail ieri firmata dall’Android Advocacy Group in cui in pratica mi chiedevano se volevo aprire una linea di comunicazione con loro nel caso in cui desiderassi fare un porting della ma app per Android. Mi è stato offerto un Nexus One gratuito per fare qualche prova. Questo dimostra che Google è attivamente alla ricerca di sviluppatori per la propria piattaforma, facendo leva su hardware gratuito e comunicazioni aperte.
Approccio opposto a quello di Apple: ci sono volute tre settimane per inviare nuovamente ad Apple la nostra applicazione prima che fosse bloccata per contenuti inappropriati. E anche ora (dopo il raggiungimento del settimo posto per l’App a pagamento più scaricata), non abbiamo ancora relazioni con nessuno lì. C’è un enorme divario tra le due società.
Niente incentivi diretti, niente costi di sviluppo, niente forzature ma piuttosto feedback continui tra Mountain View e la developer community, insomma. E non è affatto detto che Apple possa crogiolarsi nei suoi pur rispettabili numeri ancora per molto: dalle 16.000 dello scorso novembre, questo mese Android Market ha raggiunto il traguardo di ben 38.000 app. Se a questo aggiungiamo i guanti di velluto adottati da Google per viziare gli sviluppatori, viene da pronosticare che gli equilibri come li conosciamo sono decisamente sul punto di cambiare.

La notizia in sé per sé è brevissima, ma la sua portata tutt’altro che marginale. Se ne parlava più di un anno fa, e da allora avvisaglie e indiscrezioni si sono trasformate in certezza. Dopo ben 18 anni di assordante assenza, Autocad torna sulla piattaforma Mac.
Giusto un anno fa, di questi tempi, Autodesk proponeva un sondaggio ufficiale a riguardo, ed evidentemente la risposta del pubblico deve essere stata piuttosto positiva. E ora ci siamo: uno dei software più conosciuti ed apprezzati per il disegno tecnico si apre finalmente ai computer per il resto di noi. L’evidente allusione al Mac è stata scovata nel SDK 2011 ObjectARX, in cui compaiono alcune stringhe di commento al codice piuttosto eloquenti:
#if defined(_WINDEF_) || defined(_ADESK_MAC_)
// On OS X, we will export all symbols by default and will use GCC
// attributes to exclude symbols we don’t want to export.
// In this case, we do want to export the AcEdInputPoint symbol
#define ACAD_PORT
#endif // _ADESK_MAC_
Secondo le voci di corridoio, una beta privata sarebbe prevista a brevissimo, mentre nulla è trapelato sulle eventuali date di rilascio. A giudicare dal codice, infatti, appare evidente che un porting completamente funzionale ed equivalente a quello su piattaforma Windows è ancora tutt’altro che imminente.