Leopard ad Ottobre: ma è colpa di iPhone?

Con l’annuncio di alcuni giorni fa con cui Apple ha ritardato l’uscita di Leopard ad Ottobre sono incominicate le reazioni da parte di sviluppatori ed utenti. Tra questi, merita interesse un articolo di Daniel Jalkut apparso su red-sweater, che analizza le motivazioni di questo ritardo.

Jalkut nella sua analisi non si sofferma come altri sviluppatori (Gus Mueller, Brent Simmons, David Weiss) sui pro e i contro (per la verità più contro che pro...) della scelta fatta da Apple, quanto piuttosto sulle motivazioni addotte dalla società californiana; Jalkut immagina un gruppo di PR seduti a ragionare sul fatto che dovranno annunciare questa sfortunata notizia del rilascio tardivo di Leopard. "Uno di loro ha un certo punto ha un’idea brillante: incolpare l’iPhone per il ritardo di Leopard. Spostando il problema su quello che è largamente percepito dal pubblico come un successo, si darà un’idea dell’azienda come matura e con decisioni ben ponderate."

La cosa migliore che si può sperare è che questa dichiarazione sia solo una mossa studiata di marketing. Se apple invece ci sta dicendo la verità, allora Steve Jobs ci ha appena confessato qualcosa veramente tragico: a Cupertino non sono capaci di costruire più di un prodotto innovativo alla volta!

iPhone sembra essere un prodotto molto innovativo, ma se Apple non può mantenere il team di sviluppo e test di Mac OS X impegnato sullo sviluppo di Leopard, “distraendoli” per lo sviluppo di un telefono cellulare, allora esiste un problema serio.

Che succederà quando l’iPhone sarà uscito sul mercato e in Apple saranno impegnati a risolvere i bachi di Mac OS X?
Ci dispiace, nessun iPhone 2.0 sino al 2009, sono tutti impegnati su Mac OSX!!” immagina con ironia Jalkut...
Se Apple è strutturata così che il talentuoso gruppo di ingegneri impiegati in azienda non può focalizzarsi su più di un prodotto alla volta, questo è senz’altro il sintomo di una malattia in seno all’azienda.

“Se un’azienda con un mercato di capitalizzazione di 80 miliardi di dollari e un cash account di 6 miliardi di dollari non può assumere abbastanza persone da progettare contemporaneamente tre dei più richiesti prodotti dell’elettronica di consumo esistenti sul mercato (iPod, Mac e iPhone), allora forse andrebbe ridiscusso il suo modus operandi per attirare e mantenere gente talentuosa in azienda.”

La prima cosa che Apple dovrebbe fare, continua Jalkut, è diventare globale. I loro prodotti sono universalmente riconosciuti, eppure la socità richiede ancora che la maggior parte del suo team di ingegneri viva e lavori in California.
Il messaggio a tutti gli sviluppatori Mac è sempre stato lo stesso: se vuoi essere parte di questa rivoluzione, dovrai venire a Cupertino.

Se Apple ha problemi con la crescita del suo numero di geni in azienda, la soluzione potrebbe richiedere qualcosa che né azioni né contanti possono comprare: un cambio di attitudine.

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