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App Immuni, ecco come funzioneranno le notifiche su iPhone

Apple e Google hanno mostrato i primi screenshot della piattaforma con cui sapremo se siamo entrati in contatti con persone contagiate dal Covid-19. È così che funzionerà pure l'app Immuni.

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Apple e Google stanno lavorando gomito a gomito per tirar su una piattaforma di monitoraggio dei contagi da Covid-19 che sia sicura, affidabile e rispettosa della privacy. E ora siamo finalmente in grado di mostrarvi come funzionerà su iPhone.

Contact Tracing: la tecnologia anti-Coronavirus di Apple e Google

Più che l’app Immuni, quello che si vede oggi è il sostrato software su cui si baserà l’app Immuni e tutte le altre applicazioni messe a punto dai vari paesi europei, tranne il Regno Unito che, in pieno reflusso da Brexit, invece ha deciso di andare in controtendenza e mantenere un database centralizzato di tutti i possibili contagi. Contenti loro.

Il sistema verrà introdotto con iOS 13.5 e includerà un nuovo menu in Impostazioni → Salute → Tracciamento Esposizione Covid-19 in cui sarà indicata l’autorità sanitaria dell’app in uso; nel nostro caso, l’app Immuni e il SSN. È in quella sezione che verranno elencati anche i controlli fatti sulle potenziali esposizioni, con data e ora.

Se un utente è entrato in contatto con un potenziale contagiato da Coronavirus, si riceve una notifica push sul proprio dispositivo mobile che avvisa della possibile esposizione. Questo è grossomodo quel che comparirà sul display dell’iPhone:

“Possibile esposizione al COVID-19. Qualcuno a cui eri vicino è risultato positivo al COVID-19. Tocca qui per maggiori info”

Il sistema mostrerà la data e l’ora del possibile contagio, e i passi successivi da intraprendere secondo l’autorità sanitaria locale. E se si viene trovati positivi al virus, a quel punto si innescherà la seconda funzionalità dell’applicazione: verrà richiesto di notificare la cosa agli altri, sempre in modo anonimo. Nel referto infatti è indicato un codice numerico che serve a autorizzare la condivisione delle informazioni nel database. Ciò consentirà di verificare la veridicità dei dati immessi.

In ogni caso, ci sono dei vincoli stringenti che garantiscono gli utenti:

  • Le app debbono essere create da un ente pubblico accreditato, e usate esclusivamente per il contenimento del COVID-19.
  • Le app devono richiedere il consenso dell’utente prima di attivare il sistema.
  • Le app devono richiedere un’ulteriore conferma prima di condividere i risultati di positività di un test con le autorità sanitarie.
  • Le app devono raccogliere la quantità minima necessaria di dati per offrire il servizio, e usare tali informazioni esclusivamente per la risposta al COVID-19. Tutti gli altri usi, inclusi quello pubblicitario, sono espressamente vietati.
  • Alle app come Immuni non è permesso accedere ai servizi di Localizzazione (GPS).

Ora resta solo da capire se questo sistema funzionerà davvero. Si stima infatti che Immuni darà i suoi frutti solo se sarà adottata almeno dal 60-70% della popolazione. Una percentuale che, se chiedete a noi, sembra un po’ irrealistica.