Se pensate che il lusso nautico si misuri ancora solo in metri di lunghezza e finiture in marmo, siete rimasti indietro. Oggi, nel mondo dei superyacht, la vera moneta di scambio è la tecnologia di bordo.
Lo sa bene Gianluca Vacchi, l’imprenditore-influencer da milioni di follower, da sempre appassionato di giocattoli per adulti ad altissimo tasso tecnologico. Di recente, i riflettori sono tornati ad accendersi sulle sue creature marine, descritte sul web con i soliti titoli iperbolici che parlano di costi paragonabili a quelli di un intero Paese.
Ora, a meno che non si parli del Principato di Monaco, si tratta chiaramente di un’esagerazione da clickbait. Tuttavia, una cosa è certa: l’ecosistema tecnologico che si nasconde a bordo del suo gioiello del mare costa una cifra astronomica.
Un prodigio di ingegneria navale tra fibra di carbonio e aerodinamica stealth
Dimenticate i vecchi barconi pesanti e lenti dei decenni passati. Le imbarcazioni scelte da Vacchi sono capolavori di ingegneria che prendono in prestito soluzioni dal mondo aerospaziale e militare. Le linee dello scafo sono spezzate e aggressive, progettate attraverso simulazioni computazionali per ridurre l’attrito dell’acqua quasi a zero.
Per ottenere prestazioni velocistiche impressionanti senza sacrificare la stabilità strutturale, i cantieri fanno un uso massiccio di fibra di carbonio e titanio, materiali che alleggeriscono la struttura e permettono alla barca di fendere le onde con la precisione di un caccia a reazione.
Sotto la scocca non si trovano le classiche eliche tradizionali, bensì moderni sistemi di propulsione a idrogetto di derivazione industriale. Questa tecnologia permette una manovrabilità millimetrica controllabile tramite un semplice joystick in plancia, garantendo al contempo una silenziosità assoluta durante la navigazione.
Inoltre, per azzerare il fastidioso problema del mal di mare, l’imbarcazione sfrutta potenti stabilizzatori giroscopici capaci di contrastare il rollio causato dalle onde, mantenendo la barca perfettamente in asse anche quando è ferma in rada.

Domotica predittiva e privacy elettronica per il re dei social
Se la smart home domestica vi sembra futuristica perché permette di accendere le luci con la voce, la domotica del superyacht di Vacchi ridefinisce completamente gli standard dell’automazione. Tutta l’imbarcazione è gestita da un sistema centrale integrato, i cui comandi sono quasi invisibili, elegantemente nascosti sotto le superfici di specchi e vetri neri. Dai display touch screen della plancia, o direttamente da uno smartphone, è possibile monitorare e modificare ogni singolo parametro della vita a bordo.
Il software di gestione ambientale è di tipo predittivo: l’aria condizionata, l’illuminazione a LED dinamica e i sistemi di intrattenimento si regolano automaticamente in base all’ora del giorno e alle preferenze degli ospiti. Questa tecnologia diventa particolarmente spettacolare durante i celebri DJ set dell’imprenditore, quando le luci cambiano colore a ritmo di musica grazie ad algoritmi di sincronizzazione sonora.
Anche la privacy viene gestita elettronicamente attraverso l’uso di vetri elettrocromici, che possono passare da completamente trasparenti a totalmente oscurati con un semplice tocco, blindando l’interno della barca dagli sguardi indiscreti e dai teleobiettivi dei paparazzi.
L’esperienza multimediale è completata da un impianto home theater custom-made a scomparsa. Progettati per resistere alla salsedine e alle condizioni marine più estreme, questi diffusori erogano una pressione sonora impressionante e sfruttano algoritmi di correzione acustica ambientale per adattare il suono alle geometrie aperte dei ponti.
Il vero valore di un laboratorio galleggiante
Tornando alla provocazione iniziale sul prezzo, l’imbarcazione non costa ovviamente quanto uno Stato, ma parliamo comunque di cifre che oscillano tra i 15 e i 40 milioni di euro a seconda dei modelli e delle personalizzazioni accumulate nel tempo. Per fare un paragone puramente geek, con il costo di questo superyacht si potrebbero acquistare circa 25.000 iPhone di ultimissima generazione o finanziare una startup tecnologica promettente per i prossimi dieci anni.