Apple brevetta l'iMac touch


Proprio nei mesi in cui Apple metteva in moto gli ingranaggi di produzione e distribuzione del suo primo popolarissimo tablet, in Europa pubblicava un brevetto che descrive chiaramente un iMac con funzionalità multi-touch e sensori di movimento. L'iMac più improbabile di sempre esce di prepotenza dal mondo dei rumors e diventa potenza d'essere.

Quando, all'inizio dell'anno, si sussurrava di iMac touch, la risposta unanime è stata prevalentemente di incredulità. Un prodotto del genere dopotutto -almeno nella forma in cui ce lo figuriamo- in generale è poco pratico e di certo non ha fatto la fortuna dei competitor che hanno già lanciato aggeggi simili, basati su Windows.

Vedere però un brevetto su di un iMac touch che porta la firma degli ingegneri di Cupertino è cosa nettamente diversa da una semplice indiscrezione, e l'implementazione conferma l'inimitabile tocco à la Apple. L'idea non è tanto di sostituire mouse e tastiera, quanto piuttosto di fornire all'utente un modo diverso d'interazione con le applicazioni quando mouse e tastiera diventano inadeguati. A questo punto, una rotazione dello schermo resa possibile dai cardini permette di cambiare modalità operativa e di passare così alle funzionalità multi-touch. L'assoluta trasparenza del processo è garantita dagli accelerometri integrati nello châssis, in grado di conoscere in ogni momento l'orientamento del display.

In un esempio del brevetto, la transizione alla modalità touch attiva l'input ad alta risoluzione (da non confondere con la risoluzione del display, che resta costante), e tutti gli oggetti cliccabili come pulsanti ed icone crescono di dimensione per adattarsi alle dita degli utenti. Infine, un altro esempio descrive la possibilità di usare le dita anche per controllare le funzionalità di un dispositivo altro dall'iMac, per esempio un iPhone, e di rispondere alle chiamate o cambiarne le impostazioni direttamente dal computer. Il brevetto, dal titolo "Transitioning between Modes of Input", è stato pubblicato il 14 gennaio 2010 con numero di protocollo 006210 A1.

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