Apple contro Samsung, Cupertino chiede un rinvio del divieto su iPhone e iPad

A distanza di alcuni anni dall'apertura del fascicolo sul caso Apple Samsung, l'ITC statunitense ha raggiunto una decisione formale che ha gravissime ripercussioni. Apple dovrà cessare la vendita di alcuni modelli di iPhone e iPad, ma Cupertino non ci sta.

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Aggiornamento del 10 luglio 2013, di Ruthven.

La sorprendente sentenza di giugno che vieta la vendita negli Stati Uniti di iPhone 4 e iPad 2 3G nella loro versione GSM dovrebbe essere effettiva fra proche settimane, il 5 agosto 2013. Per evitare il blocco delle vendita, Apple si è appena rivolta alla ITC chiedendo un rinvio.

Il rinvio è necessario per evitare l'applicazione di questa sentenza fortemente penalizzante per Cupertino ed arrivare, con i tempi, a una sentenza di appello che dovrebbe favorire Apple. L'iPhone 4 è considerato da Apple il modello più popolare nel 2012 in America: un blocco delle vendite arrecherebbe all'azienda non solo un danno economico, ma anche pregiudicherebbe l'adozione di un dispositivo iOS entry-level da parte di molti utenti, che con un iPhone 4 o un iPad 2 hanno attualmente la possibilità di entrare a poco prezzo nell'ecosistema Apple.

Apple aggiunge anche che la sentenza arreca danno ai carrier che offrono questi modelli di iPhone e iPad ai loro clienti:

I prodotti sotto esame da parte della Commissione (...) sono ancora molto popolari e portano delle forti vendite ai carrier GSM. Come scritto in precedenza, i carrier GSM saranno messi in una situazione svantaggiosa rispetto ai loro competitori CDMA perché la sentenza gli impedirà di offrire questi popolari dispositivi entry-level.

Apple spera che, con un rinvio, la sentenza dell'ITC non venga mai applicata. La Federal Circuit Court of Appeals, dove Apple ha fatto appello, potrebbe infatti invalidare il giudizio sul brevetto. Inoltre, nel caso la sentenza d'appello confermi la decisione precedente del tribunale, Samsung potrebbe comunque incassare i danni su questa disputa nel giudizio parallelo che ha luogo alla Corte del Delaware; un blocco delle vendite costituirebba allora un doppio castigo per Apple.

Apple contro Samsung, l'ITC vieta la vendita di alcuni iPhone e iPad


Aggiornamento del 5 giugno 2013, di Giacomo Martiradonna.

Nel caso legale che vede contrapposte Apple e Samsung, lo U.S. International Trade Commission (ITC) ha deliberato in favore di quest'ultima. Stando alle motivazione della sentenza, consultabili online sotto forma di PDF, si legge che Cupertino ha violato il brevetto di Samsung 7.706.348 e intitolato "Apparato e Metodo per codificare/decodificare gli indicatori di combinazione del formato di trasporto nei sistemi di comunicazione mobile CDMA." L'agenzia federale ha quindi diramato un provvedimento di sospensione ("cease and desist order") che rende illegale la commercializzazione di tutti i prodotti Apple contestati. Per fortuna si tratta per lo più di vecchi modelli di iPhone e iPad, ma il danno è grosso perché nel novero ci sono anche iPhone 4 e 3GS, l'iPad originale 3G e l'iPad 2 3G.

Alla luce dei nuovi fatti, la Commissione ha stabilito che Samsung abbia provato a sufficienza le istanze di infrazione del brevetto '348 per i seguenti dispositivi: iPhone 4 (modelli AT&T), iPhone 3GS (modelli AT&T), iPhone 3 (modelli AT&T), iPad 3G (modelli AT&T) e iPad 2 3G (modelli AT&T). Questa decisiva vittoria è la prima negli Stati Uniti per Samsung, dopo l'importante causa persa nel 2012.

Durante la disputa, Apple aveva tentato di far passare il concetto del FRAND. A suo dire, le tecnologie contestate sono da considerarsi fondamentali per la telefonia cellulare, e per questa ragione ricadono nei vincoli di legge che obbligano le società a licenziarle con termini equi e non discriminatori. Per l'ITC, tuttavia, le dichiarazioni sul FRAND "non precludono l'emissione dell'esclusione limitata e del provvedimento di sospensione." Da principio, Samsung aveva richiesto una royalty del 2,4%, ma Apple l'aveva giudicata eccessiva. Di qui la delibera infausta:

La Commissione ha altresì stabilito che le dichiarazioni di Apple, opportunamente analizzate, non hanno scardinato le prove fornite da Samsung riguardo l'esistenza di un'industria domestica negli Stati Uniti e soggetta al brevetto '348.

Per fortuna, il divieto sulle vendite non ha effetto immediato, e anzi, potrebbe essere annullato nei prossimi 60 giorni con un provvedimento ad hoc della Casa Bianca. E comunque, l'appello è ancora possibile. Dal canto suo, il portavoce di Apple Kristen Huguet ha espresso vivo rammarico per quanto accaduto; lo si legge in un comunicato inviato a AllThingsD:

Siamo dispiaciuti che la Commissione abbia ribaltato una vecchia sentenza e abbiamo già pianificato l'appello. La decisione di oggi non ha alcun impatto sulla disponibilità dei prodotti Apple negli Stati Uniti. Samsung sta utilizzando una strategia che è già stata respinta dai Tribunali e dagli enti regolatori del mondo. Hanno ammesso che è contro l'interesse dei consumatori in Europa e ovunque, eppure qui negli Stati Uniti Samsung continua a cercare di impedire la vendita dei prodotti Apple utilizzando brevetti che si erano impegnati a cedere a chiunque ad una cifra ragionevole.

C'è da sottolineare che, al di là del danno d'immagine, tutte le ultime generazioni di dispositivi mobili Apple -compresi iPad mini, iPad di quarta generazione, iPhone 5 e iPhone 4S- si basano su tecnologie diverse e quindi non sono soggetti all'ordine di sospensione preliminare. A questa pagina Web trovate il testo completo della delibera originale.

Anche l'ITC ci vuole vedere chiaro nella disputa di Apple contro Samsung


La International Trade Commission ha dichiarato ieri che indagherà approfonditamente nella disputa legale avviata da Apple ai danni di Samsung. Questo passo testimonia il clamore e soprattutto l'apprensione per il sempre più crescente ricorso ai tribunali.

Gli ufficiali hanno 45 giorni per fissare una data entro la quale il caso dovrà essere chiuso. Molti casi come questo si chiudono dopo circa 16 o 18 mesi e quasi sempre alla chiusura segue il ritiro dal commercio dei prodotti che infrangono la paternità di uno o più brevetti.

L'annuncio segue di pochi giorni la notifica ufficiale inviata alle rispettive aziende da parte dell'ITC, e l'oggetto della contesa non riguarda il solo territorio USA. Entrambe le parti sperano di alzare la posta mettendo giocando a minacciare più capitale possibile dell'azienda avversaria.

La reazione quasi sempre è quella di chiudere il caso con un accordo finanziario. Richiedere l'intervento della ITC è parte della tattica ampiamente diffusa per placare fulmineamente le dispute brevettuali in USA. Ciò nonostante, entrambe le parti se sconfitte hanno diritto di appello.

[Via Electronista]

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