Apple vieta la pubblicità location-based sull'iPhone


In una vaga nota inviata agli sviluppatori, Apple richiede che i servizi di Core Location, cioè la geolocalizzazione sull'iPhone, vengano utilizzati esclusivamente per fini utili all'utente. E qualcuno già accusa Apple di voler assumere il controllo della pubblicità su iPhone introducendo in questo settore la stessa, pericolosa discrezionalità cui siamo abituati con le approvazioni software.

Proprio ora che anche a Cupertino le cose nel mondo della pubblicità si sono fatte serie, sull'Apple Developer forum si può leggere:

Se avete costruito la vostra applicazione con caratteristiche basate sulla posizione GPS dell'utente, assicuratevi che queste caratteristiche forniscano informazioni utili. Se la vostra applicazione fa uso del GPS primariamente per permettere agli inserzionisti mobili di fornire pubblicità mirata sulla posizione geografica dell'utente, la vostra applicazione sarà rispedita al mittente dal Team di revisione delle applicazioni così che possa essere modificata prima di un nuovo vaglio.

Dopo il fallimento con AdMob e il successo nell'acquisizione di Quattro Wireless, Apple ha assegnato al CEO di Quattro il posto di Vice Presidente della Mobile Advertising di Cupertino. In seguito, ha assunto due nuovi responsabili e, secondo BusinessWeek, starebbe "lavorando per rivoluzionare il settore della pubblicità mobile così come ha fatto per telefoni e lettori multimediali". Insomma, se ci sono ancora dubbi sulla faccenda, Craig Hockenberry, uno sviluppatore iPhone e Mac, ha cinguettato con estrema chiarezza il timore di molti:

Sembra proprio che Apple voglia tenersi la pubblicità location-based per sé.

Certo, se ciò avverrà, sarà con un bonus, nel senso che Apple riuscirà certamente ad integrare le cose in maniera tale che la pubblicità sia migliore, più efficace e non disturbi le attività dell'utente. Una tipica situazione win-win, esclusione fatta per Google AdMob, che ora ha una bella gatta da pelare.

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