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Smart speaker: Apple sta perdendo la battaglia (e Amazon gode)

Il mercato degli smart speaker è saldamente in mano ad Amazon Echo. Apple, col suo HomePod e il misero 4% di share, è non pervenuta.

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Aggiornamento del 14 febbraio 2020

Aggiornamento: Strategy Analytics ha certificato i numeri della disfatta di Apple sul fronte Smart Speaker. Nell’ultimo trimestre fiscale, con 2.6 milioni di unità consegnate, HomePod si colloca in sesta posizione, dopo Alibaba e Xiaomi, con un minuscolo 4.7% di market share. Al primo post Amazon con quasi 16 milioni di Echo venduti (28,3% di share) e al secondo Google con poco meno di 14 milioni di speaker (24,9% di share). “L’appetito per gli smart speaker dei consumatori è rimasto immutato” scrivono gli analisti, “durante l’importante periodo dell’ultimo trimestre 2019 […]. I consumatori del mondo sono stati attratti dalle offerte incredibili di brand come Google, Amazon, Baidu and Alibaba; e Google ha aumentato la posta in gioco grazie al partenariato con brand come YouTube and Spotify.” In altre parole, mentre Apple colloca HomePod come un prodotto di fascia alta a sé stante, e come tale lo vende, gli altri hanno capito che gli smart speaker sono solo un grimaldello per entrare nelle case della gente, guadagnarsi la fiducia, vendere servizi premium e appioppargli altro hardware. Ecco perché, sotto Natale, Amazon praticamente regalava gli Echo mentre -al contempo e tutt’altro che casualmente- annunciava l’arrivo delle Skill a pagamento. Apple, se ci sei, batti un colpo.

HomePod o HomeFlop?


Stando ad una recente ricerca condotta da eMarketer, almeno per quanto concerne gli Stati Uniti, la piattaforma di smart speaker più diffusa è quella di Amazon. E la cosa, guarda un po’, non sorprende affatto.

HomePod 2, versione low cost in arrivo a breve

Nel 2020, il 69.7% dei possessori di smart speaker negli USA utilizza un prodotto della serie Amazon Echo; un primato solo lievemente scalfito rispetto al 72.9% dell’anno scorso, e di sicuro non per l’offensiva di Cupertino.

L’erosione infatti è avvenuta per merito di Google e dei suoi dispositivi smart, laddove HomePod, Sonos e tutti gli altri non sembrano possedere l’accelerazione necessaria per destare preoccupazione ai competitor.

Allo stato attuale, infatti, si stima che le casse di Mountain View siano state adottate dal 31.7% degli utenti; il resto, cioè le briciole, è suddiviso tra tutti gli altria, inclusi Apple.

“Da quando Amazon ha introdotto l’Echo, ha costruito una leadership convincente […] che continua a creare sfide ai competitor,” ha dichiarato Victoria Petrock, la principale analista di eMarketer. “In precedenza ci aspettavamo che Google e Apple avrebbero fatto da apripista nel mercato, ma Amazon è rimasto aggressiva. Offrendo dispositivi economici e ingigantendo il numero delle skill di Alexa, la società ha mantenuto Apple l’appeal dell’Echo.”

E se consideriamo che il numero dei possessori di smart speaker è destinato ad aumentare ancora nel corso dei prossimi anni, è evidente il danno che Apple ha inferto alla propria piattaforma in senso lato. E tutto per essersi fissata con un dispositivo che eccelle per qualità audio, ma che lascia molto a desiderare per quanto concerne l’intelligenza artificiale e soprattutto i costi per gli utenti.

I tre Problemi di HomePod

Fermo restando che HomePod ha attirato solo encomi da parte di tutti gli osservatori, per come la vediamo noi, soffre pure di tre importanti difetti:

  • Scarsa Diversificazione: Mentre Amazon possiede gingilli smart per tutte le tasche, da 20€ a 199€, e fa sempre promozioni che ingolosiscono l’utente, Apple si è bloccata sul prodotto di alta qualità, ad alto margine, per utenti alto-spendenti. Certo, in seguito alle vendite deludenti, ha subito tagliato il prezzo di 50$, portandolo a 299$, ma siamo ancora ben lontani dai 24,99€ dell’Echo Flex. Insomma, sono veramente necessari 7 tweeter a corno, 6 microfoni a lungo raggio, audio beamforming e processamento dinamico del suono per accendere una lampadina smart? Avessero aggiunto un microfono su Apple TV, avrebbero fatto più bella figura.
  • Prezzo: 299$ sono tanti, ma con Amazon Echo si porta a casa domotica e assistente virtuale per pochi spicci. Meno di 30€.
  • Poco Smart: Sono anni che usiamo Siri, e oramai ci siamo arresi. Di fatto, in Redazione, la usiamo solo per promemoria e poco altro. Per tutto il resto (ma pure per i promemoria), c’è Alexa che è più sveglia, capisce meglio le richieste, e soprattutto non ha bisogno di resettare i dispositivi di domotica una volta al mese. Ma magari siamo stati sfortunati noi, eh.

Apple sperava che la qualità audio indiscutibilmente superiore di HomePod avrebbe attratto gli utenti, e li avrebbe convinti all’esborso, ma in realtà sapete che c’è? Molti possiedono già un sistema di altoparlanti di qualità, e un Echo connesso in Bluetooth fornisce tutto l’intrattenimento di cui hanno bisogno.

E se a questo aggiungete che: 1. Con Echo si può ascoltare comunque Apple Music. 2. Che potete mettere su un impianto Dolby Atmos 2.1 wireless con 4 soldi e 3. i dispositivi di domotica costano meno e funzionano altrettanto bene, viene da chiedersi dove sia la convenienza dell’ecosistema Apple (che però appare molto più sicuro).

Insomma. Altro che HomePod 2 economico. Se Apple vuole davvero fronteggiare la concorrenza e riguadagnare il terreno perduto, dovrà sforzarsi molto di più.

Offerte Amazon Echo

La serie Echo è nuovamente in offerta speciale. Ecco le promozioni disponibili su Amazon, ma affrettatevi perché potrebbero durare poco:

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