AirTags: Ecco come Apple impedirà abusi e stalking

C’è una possibilità che AirTags vengano utilizzati all’insaputa dell’utente per azioni di stalking. Ecco come Apple intende impedirlo.

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A questo non avevamo ancora pensato. AirTags, il portachiavi smart di Apple in arrivo nelle prossime settimane, può essere usato anche per scopi malevoli, e per spiare i comportamenti delle persone. Ecco perché Apple ha creato una feature anti-stalking in iOS 14.5, ma i punti deboli francamente sono molti.

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I Rischi Connessi ad AirTags

iPhone 12 Pro & AirTags

L’ultima Beta di iOS e iPadOS 14.5 introduce parecchie novità. Tuttavia, la più interessante è senza dubbio il supporto a portachiavi e cuffie nell’App Dov’è perché apre finalmente le porte a AirTags. E proprio in Impostazioni → Privacy → Servizi di localizzazione ora compare una nuova voce di “Sicurezza Accessori” che impedisce di essere seguiti a propria insaputa attraverso un tracker.

In pratica, quando qualcuno nasconde un AirTag o tracker di terze parti nel vostro zaino, Apple vi avvisa con un messaggio. Di default, l’opzione di Sicurezza Accessori è attiva, e dunque iPhone non trasmette informazioni ad altri; ma quando si disabilita la feature, un avviso spiega:

Disattivare Sicurezza Accessori? Il proprietario di un oggetto sconosciuto sarà in grado di visualizzare la tua posizione e non riceverai più notifiche quando viene rilevato un nuovo oggetto sconosciuto che si muove con te.

E i livelli di sicurezza saranno perfino più robusti di così. All’interno delle stringhe della Beta 1, per esempio, si leggeva un altro avviso che recitava:

“Se ritieni che la tua sicurezza sia messa a rischio da questo accessorio, contatta le forze dell’ordine. Potresti aver bisogno del numero di serie”

E tra i vari suggerimenti ci sarà quello che insegna a rimuovere la batteria da un AirTag per bloccare alla radice la trasmissione delle proprie informazioni di posizione.

I Dubbi su AirTags

AirTags - Privacy

Francamente, eravamo talmente entusiasti all’idea di un tracker smart capace di sfruttare la rete di iPhone nel mondo per aiutarci a ritrovare oggetti e animale domestici smarriti, che non ci siamo soffermati a sufficienza sulle implicazioni di privacy.

È vero che esiste un potenziale di uso malevolo del dispositivo, ma è altrettanto innegabile che la medesima cosa si poteva farla prima, con l’app Dov’è e il GPS di iPhone, o con un economico smartphone da 50€. E comunque, tracker del genere esistono da anni, sebbene non evoluti come AirTags.

Tuttavia, il fatto che Apple abbia implementato un simile avviso (e che soprattutto abbia dato la possibilità di disattivare la “Sicurezza Accessori”), fa pensare però che in alcune circostanze si possano verificare dei falsi positivi. Ma ci domandiamo: che succede se infilo un AirTag nella mia auto, e l’auto poi viene rubata? Dopo qualche minuto, anche il ladro saprebbe che sull’auto c’è un tracker, e iPhone gli spiegherebbe pure come individuarlo e disattivarlo, vanificandone così lo scopo. E allora, che senso ha tutta questa giostra?

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