Su Twitter arriva il pulsante “Non mi piace”: tutto sulla nuova feature

YouTube lo ha rimosso, attirandosi numerose critiche, e ora è pronto ad approdare su Twitter: arriva il pulsante “Non mi piace”.

Non c’è solo Articles tra gli appuntamenti in agenda. Twitter ha infatti annunciato che è iniziato il rilascio a livello globale di una feature che potrebbe modificare radicalmente l’esperienza d’uso del social network dei cinguettii. Il pulsante “Non mi piace” a breve farà il suo debutto sulla piattaforma presa d’assalto durante Sanremo 2022, e a poche settimane di distanza dalla discussa decisione di YouTube di rimuoverlo.

Dopo la fase di test avviata in un numero limitati di paesi, il potere del dislike approda anche su Twitter. Servirà all’azienda (fortemente colpita dalle ultime novità di Apple in fatto di privacy) a capirne di più sui contenuti che gli iscritti vogliono vedere.

Sono due le particolarità della funzione:

  • il pulsante “non mi piace” non può essere utilizzato per reagire ad un post, ma solo alle risposte di altri utenti allo stesso
  • il numero dei “non mi piace” non è pubblico

Il rollout del pulsante “Non mi piace” a livello globale è appena iniziato. Toccherà prima alle applicazioni per iOS e Android, poi alla versione web del social network.

L’obiettivo è rendere meno tossica la piazza digitale delle tendenze e degli hashtag, e la strada intrapresa sembra quella giusta. Stando ad un primo report relativo alla fase di test, gli utenti hanno utilizzato il “Non mi piace” per risposte offensive e/o non rilevanti.

Twitter sì, YouTube no

Tutelare i creatori di contenuti, principalmente quelli emotivamente più fragili. È questo il motivo che ha spinto YouTube a rimuovere il pulsante “Non mi piace” dalla sua frequentatissima piattaforma.

In verità la community non l’ha presa molto bene, essendo scomparso un valore che chi utilizza in modo sano YouTube prende in considerazione per farsi un’idea sui contenuti proposti, principalmente quelli suggeriti. È di questo avviso un volto noto della piattaforma, il tech reviewer Marques Brownlee (MKBHD).

E proprio alla community è indirizzata una lettera aperta del CEO di YouTube Susan Wojcicki, che – ovviamente – difende la nuova strategia:

La decisione è stata controversa, me ne rendo conto. Alcuni di voi hanno menzionato che il numero di “non mi piace” aiuta a decidere quale video guardare. Tuttavia, alle persone non piacciono i video per diverse ragioni, incluse alcune che non hanno nulla a che fare con il video stesso. Ciò significa che questo non è sempre un modo accurato per scegliere i video da guardare. Ecco perché i dislike sono stati rimossi dalla Home, dai risultati di ricerca e non solo.

Uno strumento contro gli attacchi mirati:

Abbiamo notato attacchi [a suon di “non mi piace”] che prendevano di mira i creator più piccoli, che stavano appena iniziando. Vogliamo che ogni creator si senta libero di potersi esprimere, senza dover subire molestie di questo tipo. […] Dopo diversi mesi di test, non abbiamo notato una differenza significativa, indipendentemente dal fatto che ci fosse o meno il numero di “non mi piace”. E soprattutto c’è stato un numero ridotto di attacchi.

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