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iPhone 13, Apple testa il sensore di impronte nel display

Con iPhone 13, Apple sta testando una tecnologia che permetterà di infilare il Touch ID sotto il display, per affiancare Face ID.

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Aggiornamento del 1 febbraio 2021

Secondo il Wall Street Journal,  Apple sta lavorando ad una sistema che le permetterà di infilare un sensore di impronte digitali integrato direttamente nel display di iPhone 13. Ma contrariamente alle aspettative, non si baserà su tecnologia ultrasonica come i Samsung.

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Stando alle fonti molto affidabili di Bloomberg, oltre al Touch ID nel display, Apple sarebbe impegnata anche su un iPhone pieghevole.

A quanto se ne sa, tuttavia, lo stadio dello sviluppo è ancora “agli albori.” I test sono iniziati ma riguardano per lo più il display: in altre parole, nelle segrete di Cupertino non esiste ancora un prototipo completo.

Anzi, a questo riguardo esistono diversi tagli di display, segno che Tim Cook e i suoi non hanno ancora stabilito le dimensioni ideali. Tra le opzioni comunque ce n’è uno che, da aperto, raggiunge i 6.7″ circa come iPhone 12 Pro Max. Tutti i design comunque hanno un design con “cardine quasi invisibile” che nasconde alla vista gran parte dei meccanismi di chiusura.

Questo modello è letteralmente “a anni di distanza dal debutto,” spiegano da Bloomberg, e “in ultima istanza potrebbe perfino non essere mai introdotto.”

Leggi anche: iPhone pieghevole, Apple brevetta il display auto-riparante

Touch ID nel Display

Touch ID iPhone 13

Non conosciamo il brand ufficiale della prossima generazione di iPhone, ma qualcosa possiamo anticiparla. Quello che continuiamo a chiamare iPhone 13 in realtà sarà costituirà una sorta di “aggiornamento S” della linea. In altre parole, non aspettatevi novità di rilievo o particolarmente audaci: sarà una semplice evoluzione di prodotto.

Ciononostante, Apple sta testando un lettore di impronte digitali integrato nel display che consentirebbe di avere sul medesimo dispositivo la magia del Face ID e la praticità del Touch ID per il riconoscimento biometrico, i pagamenti e lo sblocco del dispositivo. Una manna dal cielo, in un periodo storico in cui passiamo una parte significativa della giornata con una mascherina che occlude mezzo volto.

Da principio pensavamo che potesse basarsi su su tecnologia ultrasonica come sui Galaxy, ma adesso il Wall Street Journal smentisce; pare invece che a Cupertino stiano valutando l’adozione di un modulo Touch ID completamente ottico che, a loro dire, “può essere più affidabile.”

Il riconoscimento ottico delle impronte funziona in modo diverso da quello ultrasonico: lo schermo si illumina nel punto in cui l’utente deve poggiare il dito, e un sensore ottico legge poi l’impronta. Ad oggi, tuttavia, questo tipo di soluzione era considerata inferiore dal punto di vista della sicurezza, poiché basta la foto dell’impronta per ingannare il telefono.

La metodologia Ultrasonica invece genera una serie di piccole onde sonore per creare una mappa 3D dell’impronta digitale, il che -a fronte di costi parecchio superiori- garantisce però una sicurezza nettamente migliore. E tra l’altro, funziona anche a dita umide.

Per il resto è tutto ancora piuttosto nebuloso. Alcuni rumors precedenti parlavano di un Notch più piccolo, e si vocifera anche dell’introduzione del 5G mmWave anche in Italia e dello scanner LiDAR su tutti i modelli. La buona notizia comunque è che lo sviluppo va a gonfie vele, e dunque -nonostante la pandemia- non sono previsti ritardi.

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