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iPhone 13, Apple perfeziona il sensore di impronte nel display

Con iPhone 13, Apple sta testando una tecnologia che permetterà di infilare il Touch ID sotto il display, per affiancare Face ID.

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Aggiornamento del 19 marzo 2021

Secondo il Wall Street Journal,  Apple sta lavorando ad una sistema che le permetterà di infilare un sensore di impronte digitali integrato direttamente nel display di iPhone 13. Ma contrariamente alle aspettative, non si baserà su tecnologia ultrasonica come i Samsung: lo sappiamo grazie ad un recente brevetto.

Touch ID nel Display

Touch ID iPhone 13

Non conosciamo il brand ufficiale della prossima generazione di iPhone, ma qualcosa possiamo anticiparla. Quello che continuiamo a chiamare iPhone 13 in realtà costituirà una sorta di “aggiornamento S” della linea. In altre parole, non aspettatevi novità di rilievo o particolarmente audaci: sarà una semplice evoluzione di prodotto.

Ciononostante, Apple sta testando un lettore di impronte digitali integrato nel display che consentirebbe di avere sul medesimo dispositivo la magia del Face ID e la praticità del Touch ID per il riconoscimento biometrico, i pagamenti e lo sblocco del dispositivo. Una manna dal cielo, in un periodo storico in cui passiamo una parte significativa della giornata con una mascherina che occlude mezzo volto.

Da principio pensavamo che potesse basarsi su su tecnologia ultrasonica come sui Galaxy, ma poi il Wall Street Journal ha smentito; pare che a Cupertino stiano infatti valutando l’adozione di un modulo Touch ID completamente ottico che, a loro dire, “può essere più affidabile.”

Il riconoscimento ottico delle impronte funziona in modo diverso da quello ultrasonico: lo schermo si illumina nel punto in cui l’utente deve poggiare il dito, e un sensore ottico legge poi l’impronta. Ad oggi, tuttavia, questo tipo di soluzione era considerata inferiore dal punto di vista della sicurezza, poiché bastava una foto dell’impronta per ingannare il telefono.

La metodologia Ultrasonica invece genera una serie di piccole onde sonore per creare una mappa 3D dell’impronta digitale, il che -a fronte di costi parecchio superiori- garantirebbe sulla carta una sicurezza nettamente migliore. E tra l’altro, funziona anche a dita umide. A quanto pare, però, Apple è riuscita a irrobustire gli aspetti più deboli della sua tecnologia ottica, grazie ad un brevetto recentemente depositato.

Touch ID nel Display: Brevetto Apple

iPhone 13 Touch ID nel Display: Brevetto Apple

Il brevetto in questione si intitola “Under-display fingerprint sensing based on off-axis angular light” (ovvero “Riconoscimento delle impronte sotto al display basato su luce angolare fuori asse”) e spiega come rendere molto più accurata lettura, pur utilizzando un modulo ottico.

Il problema infatti è che i sensori di impronte ottici concorrenti hanno un problema di “scarsa luminosità e di grossa diffrazione” dovuta agli strati del display; il risultato, con questa tecnologia, è una scansione tutt’altro che ideale, caratterizzata da basso contrasto e un ancor più basso rapporto segnale rumore. Il che si traduce in: 1. una scarsa affidabilità sul fronte biometrico e 2. tempi più lunghi per autenticare l’utente.

A differenza degli scanner biometrici su Android, invece, la “luce angolare fuori asse” di Apple riesce a produrre delle scansioni dell’impronta molto più nitide e ricche di contrasto, il tutto senza incidere né sulle dimensioni né sui costi del modulo stesso.

Per il resto, riguardo la prossima generazione di iPhone è tutto ancora piuttosto nebuloso. Alcuni rumors precedenti parlavano di un Notch più piccolo, e si vocifera anche dell’introduzione del 5G mmWave anche in Italia e dello scanner LiDAR su tutti i modelli. La buona notizia comunque è che lo sviluppo va a gonfie vele, e dunque -nonostante la pandemia- non sono previsti ritardi.

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