Coronavirus, Apple blocca i viaggi in Italia e Corea del sud

Alla fine doveva succedere. Apple ha formalmente ascritto il nostro paese nella black list delle destinazioni per i suoi dipendenti.

Niente più viaggi in Italia e Corea del Sud, a causa della diffusione del Coronavirus in questi paesi. È la direttiva interna emanata da Apple per i dipendenti.

Ad oggi, le uniche limitazioni in essere sulle trasferte degli ingegneri e dei manager di Cupertino erano state poste esclusivamente per la Cina, dove è scoppiato il primo focolaio di COVID-19. E questo sta rappresentando un grosso problema per la mela, in un momento in cui questo tipo di visite dovrebbe intensificarsi in vista del lancio di iPhone 9 tra qualche settimana e iPhone 12 dopo l'estate. Per non parlare di tutti gli altri prodotti.

Ma ora l'area off limits si allarga oltre l'Asia per spingersi fino alle coste di casa nostra. "Abbiamo istituito specifiche restrizioni di viaggio in alcuni paesi inclusi la Cina, la Corea del Sud e l'Italia" ha scritto Apple in una circolare interna rivolta ai dipendenti. Le riunioni, in altre parole, dovranno avvenire attraverso chat e telefono:

"Ci sono diversi modi per continuare a gestire i meeting e le attività attraverso chaiamte e video. Se avevate viaggi in programma, vi suggeriamo di lavorare coi manager per considerare la posticipazione o la cancellazione del viaggio, attraverso i meeting virtuali."

Per il momento, dunque, nessuno può viaggiare nelle aree ritenute pericolose per motivi di lavoro; le uniche eccezioni sono previste per le aree critiche e debbono ottenere l'approvazione scritta del vice presidente.

L'unico fornitore italiano di Apple, al momento, è STMicroelectronics con sedi a Monza e a Catania, ma è ovvio che le implicazioni per la tenuta economica italiana nel suo complesso diventano sempre più paurose.

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