Cosa ne pensa Steve Jobs del Flash


Non se ne può più dei dubbi, delle esitazioni, dei processi alle intenzioni (e alla mancanza di esse, c'è da dire) riguardo alla battaglia mediatica e commerciale fra Apple e Adobe. L'oggetto del contendere è ormai noto a tutti gli appassionati della Mela: il mancato supporto a Flash su piattaforma iPhone e iPad.

Il CEO Apple, Steve Jobs, si è oggi prodotto in una memorabile lettera aperta a se stesso (o monologo interiore digitale), in cui riassume tutto il suo pensiero su uno degli ultimi talloni d'Achille rimasti alla sua killer application: l'iPhone. In effetti, dopo perfino il conteggio delle battute negli sms, non resta che dotare il melafonino di supporto a Flash per renderlo - a quanto, pare - lo smartphone definitivo. Eccone i punti più salienti:


"Regolarmente abbiamo chiesto ad Adobe di mostrarci Flash girare su dispositivi mobili. Qualunque dispositivo mobile, per diversi anni. Non l'abbiamo ancora mai ottenuto. Adobe ha dichiarato che il Flash mobile sarebbe stato pronto per l'inizio del 2009, poi per la seconda metà del 2009; poi ancora per la prima metà del 2010, e ancora per la seconda metà dello stesso anno. Siamo convinti che prima o poi uscirà. Solo, siamo contenti di non essere stati qui ad aspettare col fiato sospeso, nel frattempo. Chi può dirlo come andrà, una volta uscito?"

"Sappiamo per via della nostra esperienza sul campo (dolorosa) che ogni volta che uno sviluppatore di terze parti si mette in mezzo fra una piattaforma e gli sviluppatori, quello che ne esce sono prodotti di second'ordine. Quando gli sviluppatori dipendono da librerie e strumenti di terze parti, possono beneficiare di eventuali aggiornamenti e migliorie della piattaforma stessa se e quando le terze parti lo vogliono. Non possiamo essere alla mercè di terze parti quando si tratta di rendere disponibili degli aggiornamenti delle nostre piattaforme agli sviluppatori".

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