Apple TV 2G: "Buongiorno Italia" o "Addio Italia"?

pubblicato da Simone Gambirasio

apple tv 2g

Steve Jobs sembra avere le idee molto chiare in merito a un certo hobby: Apple TV. Il media center di Apple non vende abbastanza, non è un segreto. Nel corso del keynote l’iCEO ha provato a rilanciare questo dispositivo, in una versione riveduta e corretta. Per prima cosa Steve ha descritto il pubblico dei media center con sette punti chiave:

  • Vuole i grandi film di Hollywood e i telefilm di punta, non materiale amatoriale
  • Vuole qualità HD
  • Vuole prezzi contenuti
  • Non vuole un altro computer da attaccare al televisore, cerca qualcosa di più semplice
  • Non vuole ritrovarsi ad affrontare problemi di spazio
  • Non vuole preoccuparsi della sincronizzazione con il computer
  • Cerca un oggetto silenzioso, che non si scaldi e che sia piccolo
  • La nuova Apple Tv offrirebbe tutto questo. Grande un quarto della precedente, funziona semplicemente come tv on demand a noleggio (non più in acquisto), con qualità HD e prezzi contenuti (minimi storici di 99 centesimi per un episodio di un telefilm ABC e Fox). In più, gli utenti americani possono vedere telefilm a prezzi ancor più contenuti, con Netflix.

    Appunto, gli utenti americani. Perché in Italia non è ancora possibile acquistare film e telefilm, e l’interesse nei confronti di questo prodotto rasenta lo zero (lo dicono i negozianti con cui ho parlato, lo dicono i feedback a molti post di Melablog). Steve Jobs, questa volta, si è limitato ad annunciare che il catalogo di iTunes arriverà in altri paesi nel corso del 2010, ma non ha specificato quali. Anche al primo lancio di Apple TV aveva promesso di coprire l’Europa in breve tempo, e invece…

    L’Italia questa volta ci sarà? Per capirlo basta rispondere a una domanda: qui non c’è interesse per Apple TV perché mancano i contenuti, o non ci sono contenuti perché non c’è interesse per Apple TV? Detto più semplicemente: gli italiani pagherebbero, anche poco, anche una microtransazione, per vedere un film o un telefilm che poi non possiederanno? Perché se prima, detto sinceramente, Apple TV poteva ancora interessare a chi scaricava film illegalmente via torrent, ora non interesserà più nemmeno a quella fascia di pubblico. O acquisti beni digitali, o di questo prodotto non te ne farai nulla. Pagare per un bene immateriale è la soluzione più onesta e coerente, dal punto di vista del diritto d’autore. Ma il pubblico italiano è abbastanza maturo da giustificare la nascita di un mercato?

    Apple, forse, potrà scoprirlo solo provandoci (non ci sono casi simili qui in Italia, a parte il fallimento di Ri-Video). Intanto, al momento, Apple TV è totalmente scomparsa dallo store del nostro paese.

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    Apple Media Event: iTunes 10

    pubblicato da Ruthven

    Statistiche per iTunes 10

    Altra sorpresa, lato software: viene rilasciato iTunes 10, il quale eredita tutto il successo di iTunes, che ha accumulato più di 11.7 miliardi di canzoni, 450 milioni di show televisivi, 100 milioni di film, 35 milioni di libri e 160 milioni di utenti registrati con carta di credito.

    iTunes LogoiTunes 10 avrà un nuovo logo. “Era ora!”, esclama Jobs, “visto che il CD è ormai superato dalle vendite su iTunes Store“. Inoltre una nuova modalità di visualizzazione, Hybrid view, aiuta a gestire canzoni e album.

    Ma la reale novità di iTunes 10 è Ping, la rete sociale di iTunes per la musica. Simile alla comunità creata da Last.fm, permette di trovare altri utenti con gli stessi gusti musicali e di aprire discussioni con loro.

    Altra novità annunciata con un breve video mostrato durante la presentazione: Lady Gaga è il nuovo testimonial di Apple per iTunes.

    iTunes 10 è disponibile a partire da oggi e scaricarlo è gratis.

    Lady Gaga su iTunes

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    Apple taglia il traguardo di 300 milioni di download su iTunes U

    pubblicato da Simone Gambirasio


    Con un comunicato stampa, Apple ha annunciato ufficialmente di aver registrato oltre 300 milioni di download dal catalogo gratuito di iTunes U.

    Per quanto in Italia se ne parli ancora molto poco, iTunes U è una delle risorse più interessanti e ricche per le nostre orecchie. Si tratta di una raccolta di lezioni tenute da docenti delle più prestigiose università mondiali, come Harvard, il MIT, Cambridge o Oxford. Non mancano le lezioni di università non americane e, a rappresentare l’Italia, da qualche tempo c’è anche l’Università Federico II di Napoli.

    Attualmente oltre 800 università in tutto il mondo hanno siti iTunes U, e quasi metà di queste istituzioni rende pubblici i propri contenuti attraverso iTunes Store (in alternativa è possibile proteggerli con una password e un ingresso privato). Nei casi di condivisione pubblica le lezioni non sono scaricabili solo dagli studenti dei corsi, ma da chiunque nel mondo, costituendo un database del sapere davvero interessante. In totale sono disponibili pubblicamente oltre 350.000 file audio o video, che spaziano in qualunque campo del sapere.

    “iTunes U rende semplice per le persone la scoperta e l’apprendimento grazie a contenuti resi pubblici da molte delle migliori istituzioni al mondo,” ha affermato Eddy Cue, vice president Internet Services di Apple. “Con una selezione così ampia di materiali didattici, stiamo di fatto fornendo agli utenti iTunes un modo incredibile di imparare sui propri computer, iPhone, iPod o iPad.”

    Il rapporto di Apple con le università è fruttuoso e di lunga data. Anche in Italia si registrano molte collaborazioni e partnership, tra cui ad esempio possiamo citare gli accordi Apple On Campus stretti con le università di Bologna, Bolzano, Como, Varese, Milano, Padova, Roma e Venezia.

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    Niente Beatles su iTunes, dice Yoko Ono

    pubblicato da Ruthven

    Beatles a NY
    Yoko Ono ha detto di che la musica dei Fab Four non sarà presente su iTunes Store tanto presto. “Non trattenete il respiro aspettando di vedere le canzoni dei Beatles vendute su iTunes o in altri negozi digitali“, ha dichiarato Yoko Ono a Reuters.

    Yoko Ono è una delle quattro persone in possesso dei diritti sugli album dei Beatles, assieme a Paul McCartney, Ringo Starr e la vedova di George Harrison, Olivia Harrison. Non è detto che gli altri tre condividano le stesse idee, però è anche vero che le antiche rivalità sono andate smussandosi negli anni.

    D’altra parte, sono anni che le trattative con Apple sono in corso, ma non appena si parla della possibilità di un accordo, questa viene immediatamente smentita. La casa discografica Apple Records ha sempre preferito vendere il catalogo dei Beatles in modo tradizionale (vinile e cd) piuttosto che online, anche se ultimamente ha rilasciato in formato digitale alcuni album di altri gruppi.

    iTunes Store rappresenta il 28% del mercato musicale statunitense e rappresenterebbe un partner importante per Apple Records, così come Amazon. Però Yoko Ono sembra non soddisfatta della proposta della compagnia di Cupertino e per questo preferisce resistere ancora un poco.

    [Via All Things Digital]

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    App Store: Apple aumenta le misure di sicurezza e Wired pubblica una guida per rubare software

    pubblicato da Claudia

    iTunes Hack

    In risposta agli episodi di pirateria verificatesi sull’iTunes App Store nelle scorse settimane, Apple ha instituito maggiori misure di sicurezza per proteggere gli account degli utenti, mentre Wired, contemporaneamente, ha pubblicato una guida passo passo per rubare i software.

    Ricorderete come all’inizio di Luglio iTunes sia stato sottoposto a due attacchi fraudolenti, a seguito dei quali alcune centinaia di utenti riportavano centinaia di dollari di spesa per l’acquisto di software effettuata senza il loro permesso. Apple ha prontamente risposto minimizzando la situazione e cancellando definitivamente l’account degli sviluppatori che sfruttavano la frode per salire in classifica tra le applicazioni più acquistate, guadagnando visibilità.

    È stato ora aggiunto un nuovo livello di sicurezza che richiede ai proprietari dell’account di inserire il codice della propria carta di credito ogni volta che si accede da un nuovo computer o terminale. Different District, conferma che iTunes richieda il codice di sicurezza agli utenti la prima volta che effettuano un acquisto da un terminale mai utilizzato prima, prevenendo le frodi dei malintenzionati in grado di dedurre le password semplici degli account e di rivendere le informazioni.

    AppleInsider ha infatti pubblicato un report nel quale dimostra dettagliatamente come dei siti d’asta in Cina rivendano i dettagli degli account iTunes, incoraggiando i compratori a comprarne quanti più possibile prima che venga cambiata la password. Un’ulteriore richiesta del codice segreto potrebbe frenare questo smercio illegale, o quanto meno scoraggiarlo.

    Se da un lato Apple lavora per aumentare la sicurezza, Leander Kahney, autore del blog “Cult of Mac” pubblicato da Wired, ha creato una guida dettagliata svelando agli utenti iPhone come effettuare il jailbreak del proprio terminale e accedere ai software rubati. La guida sarebbe stata pubblicata su insistente richiesta degli utenti via commento, ma anche i commenti negativi si fanno sentire, tanto che Wired avrebbe tolto la guida proprio in queste ore.

    La guida era stata corredata di diversi disclaimer che avvertivano gli utenti del contenuto, della volontà anti-pirateria della redazione e del giusto costo/guadagno degli sviluppatori di applicazioni, ma con la giustificazione aggiuntiva “riconosciamo anche che ogni tanto risulta utile provare prima di acquistare”.

    La stessa redazione di Wired offre la propria applicazione a pagamento su App Store, ad un prezzo non esattamente basso, e non offre un’opzione “try before you buy“, lasciando aperte discussioni sull’etica professionale.

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    Application Loader: iTunes Connect volge al termine

    pubblicato da Michele Filannino

    Application Loader

    A partire dal 22 luglio 2010 (domani), gli sviluppatori di iOS non potranno più sottomettere/aggiornare le proprie applicazioni attraverso l’interfaccia web di iTunes Connect. In una e-mail partita da Cupertino, Apple informa che sarà necessario utilizzare Application Loader, un client dedicato per Mac.

    “Application Loader offre un upload più rapido, una connessione più stabile ed avvisi di validazione più immediati” recita il messaggio via e-mail. L’intefaccia web fu resa operativa in concomitanza con App Store nell’ormai lontano 2008.

    Application Loader giunge come componente integrata di iPhone SDK, disponibile già a partire dalla SDK 3.2.

    [Via iPodNN]

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    L'iTunes Store canadese aggiunge i film in HD

    pubblicato da Michele Filannino

    Canada iTunes Store

    Gli utenti canadesi di iTunes Store hanno ora accesso a film in HD; lo ha annunciato direttamente Apple. I titoli possono essere acquistati ad un prezzo che varia tra i $15 e i $25 ciascuno, e noleggiati per $5 o $6, a seconda della data del film e della sua popolarità. E’ disponibile una selezione limitata, che tuttavia include titoli importanti come Inglourious Basterds, American Psycho, Star Trek, Coraline ed Iron Man.

    Per molto tempo lo store canadese aveva ospitato solo videoclip musicali e trailer della Pixar. Tra l’altro c’è sempre stata una forte divisione tra le due parti (francofona ed anglofona): la parte francofona ha sempre avuto un catalogo più limitato rispetto a quello della versione anglofona.

    [Via iPodNN]

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    Apple comunica che solo 400 account iTunes sono stati piratati

    pubblicato da Ruthven

    iTunes Store hack

    I primi di luglio, un utente non identificato riuscì ad accedere agli account di molti utenti dell’iTunes Store, navigando e acquistando applicazioni a loro insaputa. Una volta notata l’intrusione, furono applicate misure di sicurezza straordinarie: adesso, di tanto in tanto, vengono richieste le 3 cifre sul dorso della carta di credito. Ciononostante, l’entità dei danni non era stata commentata oltre dai gestori dell’App Store.

    Rispondendo a Clayton Morris del Fox News Channel, Apple ha comunicato che solo 400 account furono violati il 4 luglio 2010. Una cifra irrisoria, rispetto ai 150 milioni di utenti che conta iTunes Store. Apple minimizza quindi l’accaduto sottolineando che questo rappresenta meno del 0.0003% degli utenti di iTunes Store.

    Questa manovra degli hacker non ha compromesso in nessuna misura i server di iTunes, anche se lo sviluppatore vietnamita Thuat Nguyen e le sue applicazioni sono stati rimossi dall’App Store. Thuat Nguyen avrebbe infatti tratto vantaggio dell’hackering, acquistando i suoi prodotti con carte di credito altrui e scalando così la classifica dei prodotti più venduti.

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    Apple ha iniziato a studiare i dati degli utenti per affinare iAd

    pubblicato da Ruthven

    Apple iTunes privacy

    La pubblicità mirata potrebbe arrivare anche attraverso Apple. La casa di Cupertino ha iniziato ad esaminare i dati degli utenti iTunes per raffinare l’offerta pubblicitaria di iAd, scrive Bloomberg.

    L’immensa offerta di musica, cinema e app di iTunes Store è un ottimo terreno per studiare le tendenze di un pubblico che raggiunge i 150 milioni di utenti. I dati dell’attività di ogni utente saranno presi in conto per un sistema di raccomandazione al servizio degli annunci pubblicitari. Rachel Pasqua, direttrice della sezione mobile presso ICrossing, analizza il potenziale della base di dati di iTunes: “Apple sa cosa avete scaricato, quanto tempo avete speso interagendo con le applicazioni e sa persino cosa avete prima scaricato e poi non apprezzato e finalmente cancellato“.

    Finora l’abilità di Google nel presentare annunci tagliati su misura era indiscussa, ma adesso sembra che Apple si stia mettendo al passo. Oltre la recente attenzione dell’antitrust americana sulle relative posizioni sul mercato pubblicitario di Google e della piattaforma iAd, sorgono rimostranze sul diritto alla privacy degli utenti di iTunes. Apple stempera però tali dubbi con una dichiarazione rilasciata ad Adam Satariano di Bloomberg:

    Con iOS 4, Apple ha fatto più progressi sulla privacy dell’utente di tutti gli altri competitori alla data di oggi, in particolare per quanto riguarda la posizione geografica.

    [Via 9to5mac | Foto opensource.com]

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    Nuove indiscrezioni su iTunes.com

    pubblicato da Simone Gambirasio


    In molti si aspettavano di vederlo al WWDC ma Steve Jobs non ha annunciato nulla di simile. Eppure le indiscrezioni su iTunes.com, nome supposto di un servizio di cloud computing per iTunes, non si sono spente. Insomma, se Apple ha comprato Lala in fondo un motivo ci sarà.

    Oggi il blog Boy Genius Report sembra avere notizie fresche su questo servizio di cloud computing. Parla genericamente di fonti Apple, ma è un blog che in passato ci ha dato qualche soddisfazione in fatto di anticipazioni. Ecco quali saranno, secondo Boy Genius Report, le funzionalità di questo nuovo servizio Apple:

  • Potremo caricare la nostra libreria sui server Apple, per avere la possibilità di ascoltare la nostra musica e vedere i nostri film in streaming, senza dover occupare il disco rigido del nostro computer o del nostro iPod/iPhone/iPad.
  • Sarà possibile fare streaming diretto dei file contenuti nei nostri dispositivi direttamente da un altro dei dispositivi a nostra disposizione. Ad esempio potremo vedere un film su iPhone “pescandolo” direttamente dal nostro Mac, senza passare dai server Apple.
  • Potremo sincronizzare le librerie iTunes in modalità wireless, senza usare il cavo USB-Dock.
  • Continua a leggere: Nuove indiscrezioni su iTunes.com

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    Windows Live Messenger per iPhone

    pubblicato da Ruthven

    Windows Live Messenger per iPhone, iPad e iPod touchMicrosoft ha rilasciato la app di Windows Live Messenger per iPhone, iPad e iPod touch. Si tratta della quarta app rilasciata da Microsoft per iOS, dopo Seadragon Mobile, Microsoft Tag e il motore di ricerca Bing.

    Live Messenger per iPhone è prima di tutto un’applicazione di Instant Messaging che collega l’utente ai network di Windows Live Messenger e Y! Messenger. Inoltre sono state integrate alcune funzionalità di reti sociali come Facebook, Flickr e MySpace, oltre alla possibilità di condividere con i propri contatti foto scattate al momento.

    L’accesso a Hotmail è anch’esso integrato nell’applicazione. Con l’app Windows Live Messenger si può quindi consultare la propria posta su Hotmail e rispondervi, oltre che comporre nuove mail. L’arrivo di nuova posta viene notificato dall’applicazione, con un breve messaggio.

    Windows Live Messenger per iPhone è compatibile con iOS 4, il quale verrà rilasciato oggi stesso da Apple. Live Messenger è disponibile gratuitamente su iTunes Store (link diretto).

    [Via Gizmodo]

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    WWDC 2010: le previsioni sul keynote di Steve Jobs

    pubblicato da Simone Gambirasio

    wwdc 2010

    Lunedì è il grande giorno: finalmente Steve Jobs salirà sul palco del Moscone Center di San Francisco per inaugurare il WWDC 2010. Ma quali saranno i prodotti annunciati? Secondo l’iCEO il keynote non ci deluderà, e a voi non rimane che un lungo week-end di attesa e speculazioni. Giusto per tranquillizzarvi, e per darvi qualcosa di cui parlare dal parrucchiere, ecco le previsioni basate sui rumor degli ultimi giorni.

    Vi ricordiamo fin da ora che Melablog seguirà il keynote in diretta con il tradizionale live blogging, per scoprire le novità insieme e discuterne in tempo reale.

    iPhone 4G
    Ormai tutti l’hanno visto, o almeno hanno visto il prototipo finito nelle mani di Gizmodo. I prodotti Apple, tuttavia, non sono nuovi a modifiche dell’ultimo minuto, quindi se Steve Jobs presenterà effettivamente il nuovo iPhone sarà interessante capire, nero su bianco, quali siano le novità. C’è molta attesa intorno alle funzioni di videoconferenza, una funzionalità che altri telefonini offrono da tempo ma che, in realtà, non ha mai sfondato nel mondo consumer. Paradossalmente sappiamo già chi interpreterà lo spot del prossimo iPhone, nonostante qualche strano rumor su Lady Gaga

    iPhone OS 4
    Sicuramente Steve Jobs parlerà di OS 4, un sistema già ampiamente annunciato e descritto. Probabilmente al WWDC saranno annunciate alcune nuove funzionalità, e forse anche una data di rilascio al pubblico. Tra le novità probabili vi ricordiamo anche la maggiore integrazione con Facebook.

    Continua a leggere: WWDC 2010: le previsioni sul keynote di Steve Jobs

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    iTunes: 28% di tutta la musica statunitense

    pubblicato da Michele Filannino

    Logo di iTunesiTunes rappresenta oggi più del 28% dell’intero mercato musicale USA, come dimostrano i dati raccolti ed analizzati da NPD.

    La quota del 24% dello scorso anno è cresciuta fino a confermare iTunes il più grande venditore di musica del paese. Più specificatamente, nella musica digitale Apple era ferma al 70% agli inizi del 2010, sebbene si tratti di una cifra destinata a crescere: i download sono passati dal 35% al 40%.

    Anche Amazon MP3 cresce rapidamente anno dopo anno, spostandosi da 8% al 12% della musica digitale USA, sebbene rimanga relativamente vicino alla rimanente miriade di distributori online. Gli ormai vecchi CD si attestano intorno al 12% dell’intero mercato statunitense in lento ma inesorabile declino.

    [Via iPodNN]

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    App Store accusato da un candidato repubblicano di essere politicamente faziosa

    pubblicato da Ruthven

    Murales di Che Guevara Una nuova accusa piove su Apple: quella di seguire una politica liberale per il suo App Store. Un candidato repubblicano, Ari David, si è visto rifiutare la sua app di campagna elettorale per iPhone e immediatamente ha gridato allo scandalo.

    Lo staff di Ari David ha analizzato App Store in cerca di indizi sulla posizione politica di Apple. Ha trovato buon numero di app che gli erano sgradite, come una che propone citazioni “di un pericoloso assassino comunista”; quest’affermazione di David indica di come l’accusa si faziosità nei giudizi può facilmente essere invertita, dato che il politico si riferisce a iChe, una app dedicata a Ernesto Che Guevara. Gli esempi di app “atee e comuniste” elencate da David si sprecano. L’indignato candidato repubblicano ha quindi sentenziato che l’agenda politica di Apple sia fortemente liberale. David sentenzia così nel suo blog:

    “Se siete un conservatore che ha nozioni pericolose come amare l’America, adorare un Dio giusto e indulgente oppure supportare le nostre truppe quando partono in guerra contro i nemici della gente libera, allora Apple fa a meno di voi”. Ari David - (traduzione libera)

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    Negli USA iTunes rappresenta il 26,7% delle vendite di musica (non solo digitale)

    pubblicato da giovanni de stefano


    Crescono ancora i dati sulle vendite della musica attraverso iTunes Store. Secondo un report pubblicato da Billboard, ora iTunes contribuisce al 26,7% delle vendite totali di musica, sul mercato statunitense.

    L’avanzata della musica digitale marchiata Apple, su quella distribuita tradizionalmente nelle grandi catene al dettaglio, sembra non conoscere limiti. Se, nel 2008, avvenne lo storico sorpasso per iTunes contro WalMart, oggi iTunes vende più musica che WalMart e BestBuy sommate assieme (le due catene sono rispettivamente al secondo e terzo posto della classifica dei maggiori distributori di musica in USA).

    L’incremento di vendite della sezione musicale di iTunes è stato di un buon 5% rispetto allo scorso anno (21,4% dello stesso mercato). Ciò vuol dire, prendendo in considerazione anche i dati del 2007 (12,7%), che dall’avvento di iPhone la percentuale di Apple del mercato della musica è raddoppiata.

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    Su iTunes Store arrivano le recensioni di Rotten Tomatoes

    pubblicato da giovanni de stefano


    Continua, lenta ma inesorabile, la svolta social di iTunes Store. Questa novità non ci riguarda ancora strettamente da vicino - visto che contempla lo scaricamento film da iTunes, prerogativa che in Italia non abbiamo - ma è comunque indicativa della sempre maggiore “apertura” dello Store di media online targato Cupertino.

    Da oggi ogni film in vendita su iTunes presenta una sezione contenente i voti e le recensioni ricevute dai critici e dagli utenti di Rotten Tomatoes, uno dei punti di riferimento mondiali per il “rating” online delle produzioni cinematografiche.

    Che Apple avesse una particolare “simpatia” per Rotten Tomatoes non è cosa che giunge come nuova all’orecchio dell’appassionato attento: più volte, nel corso degli ultimi Keynote, si era menzionato proprio questo servizio, ogni volta che si faceva riferimento a social media legati all’ambito cinematografico. Insomma, non appena i distributori italiani si decideranno a stipulare accordi con Apple e il suo iTunes, questa caratteristica tornerà utile agli utenti meno smaliziati sulle novità in uscita.

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    Rumor: iTunes in versione streaming sarà presentato al WWDC

    pubblicato da Michele Filannino

    Lala

    Da quando Apple ha acquisito Lala lo scorso dicembre, si è creata curiosità in merito a come Apple avrebbe messo a frutto l’acquisto. Alcuni rumor suggeriscono che lo scopriremo tra poche settimane direttamente al WWDC. Macsimum news riporta la notizia secondo la quale durante la conferenza verrà presentata una versione streaming di iTunes.

    Alcuni hanno ipotizzato che iTunes possa spostarsi verso un modello basato su abbonamento, altri invece non la credono un’alternativa plausibile. La verità è nel mezzo? Michael Robertson, primo CEO di mp3.com, crede che Apple realizzerà un “armadietto online” dei propri acquisti iTunes. Quando si acquista una canzone, uno show oppure un film, questo viene aggiunto alla libreria online personale rendendo possibile la fruizione del contenuto in qualsiasi momento, da qualsiasi posto: senza avere con sé la propria libreria multimediale.

    Potrebbe essere un’ottima soluzione per tutti quegli utenti che hanno comprato tanti film e che per motivi di spazio sono costretti a cancellarne un po’. Se l’idea di Mr. Robertson fosse giusta, si aprirebbe un nuovo scenario anche per l’impiego di Apple TV: un dispositivo con il quale diventerebbe possibile, senza iPod, iPhone e Mac, accedere a tutti i contenuti acquistati con il proprio account.

    [Via TUAW]

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    Apple registra il marchio iTunes Live

    pubblicato da aWilito


    Ecco un rumor in piena regola. Secondo quanto riportato da PatentlyApple, Cupertino avrebbe registrato il marchio iTunes Live con indicazioni molto generiche sulla natura del servizio; e qualcuno, tuttavia, già sussurra dei famigerati servizi cloud.

    Nel testo del brevetto è riportato che iTunes Live coprirà le seguenti aree di iTunes Store:

    • Servizi di vendita online (musical preregistrato, contenuti audio e audiovisivi)
    • Servizi di intrattenimento (organizzazione e trasmissione di concerti e performance musicali dal vivo)

    Tutto sembrerebbe quindi puntare a semplici eventi live e concerti, magari registrazioni di quelli tenuti negli Apple Store in giro per il mondo, un modo insomma per legare ancora di più Apple al mondo della musica nell’immaginario collettivo. Ma c’è anche chi invoca l’acquisizione di Lala e ipotizza che questa novità possa rappresentare un tassello nel mosaico che alla fine porterà ai servizi cloud.

    Al momento il marchio registrato è già visionabile, in particolare alla pagina di iTunes Live in Soho (è necessario cambiare store), ed anche l’URL iTunesLive.com sembra proprio ricondurre a Cupertino. Insomma, tutti pronti perché c’è decisamente aria di cambiamento e novità.

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    Bocchino censurato da iTunes

    pubblicato da giovanni de stefano


    Anche per i filtri di iTunes Store alcuni membri politici italiani cominciano ad essere di troppo. Parola di Post.it, che ha scoperto e postato un curioso caso di censura, ai danni di Italo Bocchino, vicepresidente del gruppo parlamentare del Pdl a Montecitorio.

    Dal podcast della trasmissione 8 e mezzo (la7), ogni occorrenza della parola “Bocchino” è stata censurata automaticamente, con tanto di asterischi d’ordinanza. Come se si trattasse, nè più nè meno, di una parolaccia. Certo, non avrebbe vita facile, per colpa della puritana Apple, nemmeno un politico americano che facesse Blowjob, di cognome. Figuriamoci “American Blowjob”, se vogliamo considerare, per la traduzione, anche il nome di battesimo del nostro Italo. Speriamo che Apple possa rimediare.

    Bocchino, in ogni caso, è in ottima compagnia. Successe una cosa praticamente identica anche a Giovanni Verga, nel giugno scorso. Resta il fatto che, dove non arrivano i potenti mezzi anti-parolaccia, arriva la libertà d’espressione, comunque. Negli scorsi giorni anche Angelino Alfano è stato accostato al mondo Apple, per via di una sua performance televisiva, presso la trasmissione “Effetto Domino”, in onda su la7. Al momento di citare una legge, il Ministro della Giustizia estrae il suo iPhone patriotticamente arricchito da una custodia soft-truzza, coi colori della bandiera italiana. E cita da “Codici e Leggi” (link iTunes) la sua belle legge anti-intercettazioni. (Nel video dopo il continua, la performance del Ministro).

    La cosa ha fatto scalpore, anche e soprattutto sui blog americani: Alfano è stato esaltato come politico illuminato, tecnologicamente avanzato. Un leader moderno. Ebbene, noncuranti delle loro carenze linguistiche, decine e decine di eroici utenti della rete italiani si sono sentiti di dover fare “il punto”, sulla figura di Angelino Alfano. E giù di commenti: la lettura dei quali vi consiglio caldamente, se avete un po’ di tempo libero e voglia di quattro risate.

    Continua a leggere: Bocchino censurato da iTunes

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    Apple e Quattro lanciano ViP: concorrenza sleale a Google?

    pubblicato da Simone Gambirasio

    apple vip program quattro

    Quattro, società acquistata da Apple e cuore pulsante di iAd, sta proponendo agli sviluppatori di applicazioni campagne promozionali in altre applicazioni di iPhone. Queste campagne, grazie al protocollo proprietario ViP (Verification of iTunes Purchase), avranno un vantaggio sulla concorrenza: potranno monitorare con precisione la conversione, cioè sapranno “capire” quanti utenti abbiano poi effettivamente acquistato quell’applicazione.

    A scoprire la proposta commerciale è stata TechCrunch, che proprio oggi ha pubblicato una slide promozionale Quattro, lasciando ben pochi dubbi. In sostanza Apple sta sfruttando l’integrazione con il suo sistema operativo e il suo store per offrire un vantaggio rispetto alla concorrenza: anche AdMob di Google prova a misurare il tasso di conversione, ma non disponendo degli strumenti di Cupertino lo fa con minore precisione.

    L’uscita di questa slide su TechCrunch proprio oggi è a dir poco sospetta. Il blog sta sostenendo una vera e propria battaglia a sostegno di Google, che in questi giorni dovrà essere giudicata dall’antitrust per la sua acquisizione di AdMob. L’FTC dovrà capire se la fusione di Google e AdMob renderà il mercato della pubblicità su cellulare meno competitivo, e presentare Apple come un concorrente sleale non potrà che essere un punto a favore di Google. Proprio ieri era emersa la notizia di possibili indagini anche sull’acquisizione di Quattro da parte di Apple.

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    Sky vuole portare la tv su iPad

    pubblicato da Simone Gambirasio

    sky debutta su ipad

    Non se ne parla moltissimo, ma oltre ad editoria e videogiochi, iPad ha anche evidenti potenzialità per i contenuti televisivi in streaming o per le web tv. Anche perché tra i più grandi fan di iPad c’è il proprietario di News Corp. Rupert Murdoch, che più volte ha gridato al miracolo indicando il dispositivo di Apple.

    In realtà Murdoch ha parlato più spesso delle potenzialità offerte al suo quotidiano, il Wall Street Journal, ma non dimentichiamoci che possiede anche Sky. Se in Inghilterra alcuni canali Sky sono già debuttati su iPhone con un’applicazione a tariffa mensile, ora sta partendo una sperimentazione anche in Germania. L’applicazione Sky Anywhere TV, infatti, sarà lanciata entro fine mese in terra teutonica, e promette un debutto incentrato sullo sport.

    E qui in Italia? In realtà qualcosa inizierà a muoversi anche qui. Il direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, infatti, ha già annunciato il debutto fissato per il 10 maggio di un’applicazione prima per iPhone e poi per iPad che ci consentirà di vedere il suo telegiornale.

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    Musica in streaming: Spotify potrebbe battere sui tempi iTunes

    pubblicato da Ruthven

    Spotify su Mac, preso negli USA

    Spotify potrebbe sbarcare presto sul mercato USA, ci dice David Goldman di CNNMoney.com; questo potrebbe avvenire addirittura entro l’estate, secondo alcune indiscrezioni. Questa notizia farà rizzare i capelli agli sviluppatori Apple che stanno lavorando su iTunes, nel progetto di renderlo a tutti gli effetti un’applicazione basata sul Cloud Computing.

    Con l’acquisizione di Lala, Apple mirerebbe a sviluppare servizi essa stessa musicali online. La chiusura di Lala sarebbe un’anticipazione dell’integrazione della piattaforma musicale su un iTunes rinnovato.

    Nel frattempo, la piattaforma europea Spotify offre musica in streaming. Somiglia a Last.fm con la distinzione che Spotify permette di scegliere fra 8 milioni di brani, gratuitamente e liberamente, per ascoltarli da qualunque computer/smartphone. Si possono creare playlist da condividere e così condividere la propria musica favorita. Inoltre, un account Premium vale 9,99€ al mese e offre una qualità superiore dell’encoding, oltre che a un ascolto senza pubblicità.

    Da poche settimane, l’applicazione di Spotify è stata modificata per permettere di gestire anche la libreria di mp3 presente sul computer. In pratica, si è trasformato in un iTunes con tutte quelle caratteristiche che Cupertino ha annunciato di voler aggiungere… per fine 2010.

    Continua a leggere: Musica in streaming: Spotify potrebbe battere sui tempi iTunes

    condividi condividi 3 commenti mercoledì 05 maggio 2010

    Aggiornamento: Dropbox si fa il lifting per iPad

    pubblicato da aWilito


    L’ottimo software di condivisione e sincronizzazione automatica dei file su Web DropBox si fa il lifting e sfoggia un’inedita interfaccia ottimizzata per il tablet di Cupertino, con tanto di pop-over ed esportazione dei documenti.

    E’ interessante notare come in pochissimo tempo il successo di iPad stia portando nuova linfa all’App Store, tanto che alcuni sviluppatori fuggiti a causa del balletto di Apple sulle approvazioni ora stanno facendo ritorno: c’è un gran fermento e opportunità troppo grandi per farsele scappare.

    E così, anche DropBox sale sul treno dell’iPad, dispositivo su cui è possibile ora leggere, editare, sincronizzare, scaricare, condividere ed eseguire l’upload di tutti i propri contenuti attraverso una comoda interfaccia studiata ad hoc. La schermata è divisa a metà, con l’elenco dei documenti sulla sinistra e l’anteprima sulla destra; i pop-over consentono un elegante e rapido accesso alle impostazioni, alle opzioni di condivisione e a molto altro.

    La nuova versione 1.2 migliora il supporto alla modalità landscape sia per iPhone che per iPad, ed introduce in oltre la possibilità di esportare i file nelle applicazioni di terze parti, come ad esempio Pages o Keynote per iPad. Il download, come sempre, è e resta gratuito, ed è possibile tramite questo collegamento ad iTunes Store.

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    La sfida del fumetto su iPad: intervista ad Alessandro Risuleo di Enhanced Press

    pubblicato da Simone Gambirasio

    fumetti enhanced press

    Tra i settori che potranno godere di maggiori opportunità dal successo di iPad, sicuramente c’è anche quello del fumetto. Lo schermo a colori del tablet di Apple offre potenzialità che il Kindle non ha, e basta dare un occhio a quel che sta combinando la Marvel per lanciare un “Gasp!” di meraviglia. Nel loro piccolo, tuttavia, anche i programmatori italiani non si stanno facendo trovare con le mani in mano.

    Per capirlo bastava passare, nel week-end, al Comicon, fiera del fumetto di Napoli. Proprio lì, allo stand di Enhanced Press e Tunuè, un folla di appassionati ha provato il piacere di un fumetto italiano su iPad. Per capire le potenzialità del settore abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Alessandro Risuleo di Enhanced Press, un produttore di applicazioni già noto al grande pubblico per i successi di A Separate World ed RX. Ne sono usciti spunti di discussione interessanti sull’editoria, sui pregi e limiti dell’in-app purchase e su un settore che probabilmente vi farà sorridere, ma che promette successi negli USA: il fotoromanzo…

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    Chiude Lala: tutto pronto per iTunes.com?

    pubblicato da Simone Gambirasio

    lala shutting down

    Il servizio di streaming musicale Lala, acquistato da Apple a dicembre 2009, chiuderà i battenti il 31 maggio. Da quel momento gli utenti attuali non potranno più caricare la loro musica, mentre non saranno accettate nuove iscrizioni. Tutti gli iscritti che hanno acquistato brani in streaming, riceveranno un credito su iTunes Store pari al valore dei brani acquistati su Lala.

    Questo, secondo alcuni, potrebbe portare a un’integrazione dei servizi Lala direttamente in iTunes. Quando Apple acquistò il servizio, alla non modica cifra di 17milioni di dollari, affermò di averlo fatto soprattutto perché interessata al personale di Lala, e alle conoscenze tecniche che avrebbe portato con sé.

    Negli ultimi mesi, effettivamente, iTunes Store ha migliorato la sua presenza sul web, ad esempio con le anteprime dei brani disponibili direttamente dal browser, senza dover aprire iTunes. Lala, però, poteva offrire molto di più: consentiva, ad esempio, di ascoltare i propri brani ovunque, caricandoli su un disco virtuale ed ascoltandoli in streaming. Ora questa chiusura potrebbe aprire le porte a quello che è uno dei più vociferati progetti Apple degli ultimi mesi: iTunes.com.

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    condividi condividi 6 commenti venerdì 30 aprile 2010
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