WhatsApp Plus è ora disponibile (e questa è una brutta notizia per il tuo account gratuito)

Anche le app di messaggistica più radicate nelle abitudini quotidiane stanno cercando una via verso i ricavi diretti.
Anche le app di messaggistica più radicate nelle abitudini quotidiane stanno cercando una via verso i ricavi diretti.
WhatsApp Plus è ora disponibile (e questa è una brutta notizia per il tuo account gratuito)

WhatsApp compie il passo con WhatsApp Plus, il suo primo abbonamento a pagamento ora disponibile agli utenti.

Meta aveva preannunciato la versione a pagamento di WhatsApp, e ora gli utenti possono sottoscriverla per la prima volta. Si chiama WhatsApp Plus e, nei mercati dove è già attiva, ha un costo di 2,49 euro al mese. L’abbonamento sblocca una serie di funzioni aggiuntive: sticker e suonerie esclusivi, la possibilità di fissare in alto un numero maggiore di chat e diverse opzioni in più per personalizzare l’aspetto dell’applicazione. Chi vuole farsi un’idea può sfruttare il primo mese di prova gratuita.

La nuova versione WhatsApp

La nuova sezione si trova dentro l’app, alla voce dedicata al proprio profilo, sotto “Abbonamenti” (Subscriptions). Terminato il periodo di prova, il rinnovo è mensile: un piano annuale, al momento, non è previsto. WhatsApp ha tenuto a precisare che si tratta di un abbonamento facoltativo e che la messaggistica di base resta gratuita. È un punto importante, perché nell’immediato per gli utenti non cambia nulla: si continua a usare WhatsApp come sempre, scegliendo liberamente se passare a Plus o restare sulla versione senza costi.

La nuova versione WhatsApp-melablog.it

Il nodo riguarda però il futuro della versione gratuita. L’app gratis rimarrà disponibile, ma è probabile che cambi lentamente forma nel tempo, con un afflusso di nuove funzioni sempre più orientato verso chi paga. È uno schema già visto altrove: Snapchat, per esempio, ha iniziato a richiedere un pagamento per conservare foto e video nel cloud, lasciando agli utenti che non sottoscrivono l’abbonamento meno accesso alla propria libreria e una maggiore esposizione alla pubblicità.

Lo scenario plausibile è quindi che Meta lavori a una versione gratuita progressivamente più essenziale, in modo da rendere l’account a pagamento più appetibile. Sul futuro a lungo termine, va detto, l’azienda ha rivelato ancora poco, e capire che forma avrà la versione base tra un anno o più resta in larga parte una scommessa. Se la strada sarà la stessa imboccata da Snapchat, l’arrivo dell’abbonamento difficilmente sarà una buona notizia per chi conta di restare sul piano gratuito.

Per il mercato italiano il tema è tutt’altro che marginale, considerando che WhatsApp è di gran lunga l’app di messaggistica più usata nel Paese e copre una fetta enorme delle comunicazioni quotidiane, sia personali sia di lavoro. La monetizzazione diretta si aggiunge ad altri tasselli con cui Meta sta cercando di valorizzare le proprie piattaforme, dall’integrazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di verifica a pagamento già introdotti su altri servizi del gruppo. Quanto il pubblico italiano sarà disposto a pagare per sticker, suonerie e personalizzazioni è la variabile che, più di ogni annuncio, dirà se la formula funziona.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×