Presto diremo addio agli smartphone, è questo il nuovo oggetto del desiderio completamente AI

Il settore tecnologico guarda con crescente interesse a una nuova categoria di dispositivi pensati per superare lo smartphone così come lo conosciamo. Tra i progetti più attesi c'è quello nato dalla collaborazione tra due nomi che hanno già cambiato la storia del design tecnologico.
Il settore tecnologico guarda con crescente interesse a una nuova categoria di dispositivi pensati per superare lo smartphone così come lo conosciamo. Tra i progetti più attesi c'è quello nato dalla collaborazione tra due nomi che hanno già cambiato la storia del design tecnologico.
Presto diremo addio agli smartphone, è questo il nuovo oggetto del desiderio completamente AI

Nel maggio 2025 OpenAI ha acquisito io Products, la startup hardware fondata da Jony Ive, storico chief design officer di Apple e mente dietro iPhone, iMac e iPod, in un’operazione interamente in azioni valutata circa 6,5 miliardi di dollari. L’obiettivo dichiarato era costruire un dispositivo AI-native pensato per affiancare, e in prospettiva ridurre, il ruolo dello smartphone nella vita quotidiana.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha descritto il prototipo mostrato internamente ai dipendenti come il pezzo di tecnologia più sorprendente mai visto, mentre Ive lo ha definito parte di un nuovo movimento nel design degli oggetti. Secondo le indiscrezioni circolate nei mesi successivi, il dispositivo sarebbe privo di schermo o quasi, pensato per un’interazione basata su voce e presenza costante piuttosto che su un display tradizionale: un oggetto da indossare al collo o da appoggiare su una scrivania, descritto come un terzo pilastro della vita digitale accanto a smartphone e computer.

L’alternativa allo smartphone che sarà il nostro futuro

Le tempistiche, però, si sono progressivamente spostate. A gennaio 2026 un dirigente OpenAI aveva indicato la seconda metà dell’anno come finestra più probabile per il lancio, senza sbilanciarsi sulla forma esatta del prodotto. Report più recenti, circolati a maggio 2026, raccontano invece di un piano rivisto: il primo dispositivo della collaborazione con Ive sarebbe stato rinviato oltre il 2026 e identificato come uno smart speaker con fotocamera integrata, con un prezzo previsto tra 200 e 300 dollari e un lancio spostato all’inizio del 2027.

L’alternativa allo smartphone che sarà il nostro futuro-Melablog.it

Nel frattempo, secondo le stesse fonti, OpenAI starebbe lavorando in parallelo anche a un vero e proprio smartphone, basato su una versione personalizzata del processore MediaTek Dimensity 9600 costruito sul nodo produttivo N2P di TSMC, con produzione affidata a Luxshare Precision e componenti fotografici forniti da Sunny Optical. Si tratterebbe di un cambio di rotta significativo rispetto alle dichiarazioni iniziali di Altman e Ive, che avevano più volte escluso di voler realizzare un dispositivo con schermo o uno smartphone in senso classico. Altri prodotti citati nelle roadmap trapelate includono occhiali smart, una lampada intelligente e auricolari, anche se alcuni di questi progetti potrebbero non arrivare mai sul mercato.

Il contesto in cui si muove OpenAI non è comunque isolato: secondo il CEO di Qualcomm, Cristiano Amon, il mercato degli occhiali dotati di intelligenza artificiale viaggia già attorno ai 10 milioni di unità spedite ogni anno, con proiezioni che parlano di un salto fino a 100 milioni nel giro di uno o due anni. Non tutti i tentativi precedenti in questo campo hanno avuto successo, a partire dal caso dell’AI Pin di Humane, ma il 2026 sembra destinato a portare diversi nuovi tentativi da parte di più aziende contemporaneamente.

Se questi dispositivi riusciranno davvero a ridurre la centralità dello smartphone nella vita quotidiana, o se finiranno per affiancarlo semplicemente come un accessorio in più, resta al momento una domanda aperta, a cui nemmeno le aziende coinvolte sembrano avere ancora una risposta definitiva.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×