Siri 2.0 ti conoscerà meglio di tua madre: rivoluzione in arrivo

Cosa accade se si ChatGPT ha accesso a tutto quel che fate e che vedete su schermo? La cosa più rivoluzionaria che abbiate mai visto, e questa tecnologia esiste già.
Cosa accade se si ChatGPT ha accesso a tutto quel che fate e che vedete su schermo? La cosa più rivoluzionaria che abbiate mai visto, e questa tecnologia esiste già.

Dimenticate Spotlight, Siri e tutte le tecnologie che vi aiutano nella vostra quotidianità digitale. Alcune startup stanno lavorando per integrare le tecnologie emergenti di intelligenza artificiale con i sistemi operativi, e il risultato è qualcosa di infinitamente più potente e fantascientifico. Ecco cosa succede quando ChatGPT ha accesso a tutto quel che vedete sullo schermo del vostro Mac.

Avete presente Her? È un film del 2013 diretto da Spike Jonze che racconta la storia di Theodore, e della relazione romantica che quest’ultimo intrattiene con un sistema operativo intelligente di nome Samantha. E se al tempo ci sembrava un sentimentalismo high-tech tanto lezioso quanto improbabile, ora vi diciamo che quel futuro è già qui.

Piccole e agguerrite startup stanno creando una nuova generazioni di tecnologie che faranno impallidire qualunque cosa cui siate abituati. Immaginate una memoria sconfinata capace di ricordare le mail inviate, e perfino quelle che abbiamo iniziate e mai spedite. Non Spotlight, però, ma qualcosa di infinitamente più potente e dotato di un linguaggio e una comprensione umane. Questa tecnologia esiste già, c’è solo per Mac e si chiama Rewind.

Il Motore di Ricerca della Tua Vita

Rewind registra tutto ciò che hai visto, detto o sentito e lo rende ricercabile con una richiesta in linguaggio umano. Pensatelo come una sorta di Time Machine personale. “Cosa ho fatto il 13 agosto 2020? Fai il riassunto della mia giornata lavorativa.” Oppure: “Quante mail ho inviato a Gianluca finora?”. O anche “Mostra tutte le prenotazioni per la Grecia del 2021”. E questo è niente.

Mettete il caso che vi arrivi una mail da un certo Marco Manca di cui non ricordate nulla. “Chi è Marco Manca?” chiedete. E il sistema inizierà a scrivere: “Marco Manca è il direttore marketing della società YXZ, hai parlato con lui l’anno scorso riguardo alcune idee sul progetto Le Sequoie. Nella mail del 18 luglio gli chiedevi…” etc- etc. Rewind ha accesso a tutte le informazioni di Spotlight ma può riorganizzarle in modo logico, e menzionarle solo quando hanno senso per voi. È il motore di ricerca della vostra vita.

Ed è qualcosa che esiste già e che si può provare. Non è perfetta ma è rivoluzionaria perché gli assistenti virtuali Rewind possono essere utilizzati per automatizzare compiti ripetitivi e semplificare le interazioni tra utenti e computer. Di sicuro rischia di superare qualunque tecnologia presente e passata, ed ecco perché secondo noi Apple rischia tantissimo se non si sbriga a saltare su questo treno. Ed ecco cosa intendiamo quando scriviamo che Siri, per come la conosciamo noi, è già praticamente morta.

Rischi e Limiti

Come per qualsiasi altra tecnologia basata sull’intelligenza artificiale, Rewind presenta alcuni limiti e rischi da considerare che poi sono grossomodo gli stessi di ChatGPT. A cui si aggiunge la questione della memorizzazione della vita degli utenti:

  1. Qualità delle risposte: La qualità delle risposte fornite dagli assistenti virtuali Rewind dipende dalla qualità dei dati utilizzati per il loro addestramento. Se i dati sono inadeguati o contengono pregiudizi o errori, ciò può influire sulla precisione e sulla pertinenza delle risposte fornite dall’assistente virtuale.
  2. Privacy: Rewind raccoglie dati sugli utenti per personalizzare le risposte degli assistenti virtuali. Questi dati potrebbero includere informazioni personali e sensibili, quindi è importante garantire che siano protetti in modo adeguato e gestiti in conformità con le leggi sulla privacy. Per risolvere la cosa, Rewind registra tali informazioni localmente sul Mac. Solo l’utente vi ha accesso. Inoltre, si può mettere in pausa o eliminare facilmente le registrazioni in qualsiasi momento.
  3. Dipendenza tecnologica: L’uso di assistenti virtuali Rewind potrebbe portare a una maggiore dipendenza dalla tecnologia, rendendo le persone meno in grado di svolgere attività in modo indipendente o di risolvere problemi in modo autonomo.
  4. Sovraccarico cognitivo: La presenza di assistenti virtuali Rewind può anche causare un sovraccarico cognitivo, poiché gli utenti possono ricevere troppe informazioni o opzioni di risposta, rendendo difficile il processo decisionale.
  5. Manipolazione: In teoria, gli assistenti virtuali Rewind potrebbero essere utilizzati per manipolare gli utenti, ad esempio attraverso la diffusione di notizie false o attraverso la persuasione comportamentale.

Quanto Spazio Occupa?

Ovvio che tenere un elenco di file e del loro contenuto su Spotlight occupa poco; ricordare tutto quel che fate è un altro paio di maniche. E in effetti, il vero contributo di Rewind non è tanto l’assistente virtuale in sé (che alla fine è il vecchio ChatGPT) quanto piuttosto il super efficiente algoritmo di compressione dei dati.

Rewind afferma di essere in grado di comprimere i dati di registrazione grezzi fino a 3.750 volte, quindi anche con il disco più piccolo di qualunque computer e dispositivo Apple dei nostri giorni può memorizzare anni di registrazioni.

Guardando l’utilizzo nel mondo reale per gli utenti che hanno usato il prodotto per sul lungo periodo, la società stima che in media gli utenti usino 14 GB di dati al mese; e se i più attivi arrivano a ben 39 GB al mese, molti si fermano a 1 GB al mese. Meno di un backup di Time Machine.

Ecco perché le preferenze di Rewind, nella sezione “Archiviazione”, permettono di cambiare per quanto tempo vengono conservate le registrazioni. Se riducete il periodo di conservazione, risparmierete spazio, ma ciò limiterà quanto potrete tornare indietro nel tempo.

Apple che Farà?

Il vero problema non è tanto cosa fanno gli altri, ma come deciderà di muoversi Apple. Dopo aver accantonato queste tecnologie, Cupertino ha deciso di riaprire la questione e “riesaminare” lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Tutto il vantaggio che Apple ha maturato nel settore con chip all’avanguardia e acceleratori di AI come il Neural Engine rischia di bruciarsi se non introdurrà tecnologie simili -o proprio queste- sui propri dispositivi. Il tempo degli assistenti virtuali robotici è finito: sta iniziando rapidamente quello degli assistenti virtuali che sembrano esseri umani. E Apple, incredibile a dirsi, appare indietro in modo preoccupante.

Questo articolo contiene link di affiliazione: acquisti o ordini effettuati tramite tali link permetteranno al nostro sito di ricevere una commissione nel rispetto del codice etico. Le offerte potrebbero subire variazioni di prezzo dopo la pubblicazione.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti