Si chiamano codici USSD (Unstructured Supplementary Service Data) e funzionano esattamente come una chiamata: si compongono sul tastierino e si preme il tasto verde. Non richiedono connessione a internet, perché interrogano direttamente la rete dell’operatore e restituiscono una risposta in pochi secondi.
Il più utile per questo tipo di controllo è *#21#: mostra se è attivo un inoltro incondizionato, cioè se tutte le telefonate e i messaggi vengono dirottati verso un altro numero a tua insaputa. Se compare una numerazione che non riconosci, l’inoltro si annulla digitando ##21#.
Come verificare anomalie sul telefono: i codici da digitare
Accanto a quello incondizionato esistono gli inoltri condizionati, che scattano solo in situazioni specifiche. Con *#62# si verifica dove finiscono chiamate e messaggi quando il telefono è spento, fuori campo o in modalità aereo. Il codice *#61# riguarda i casi in cui non rispondi, *#67# quelli in cui risulti occupato o rifiuti la chiamata. Ciascuno ha il proprio comando di disattivazione — ##62#, ##61#, ##67# — mentre ##002# azzera tutti gli inoltri in una sola operazione.

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Qui entra in gioco il dettaglio che ridimensiona la promessa contenuta nel titolo. Questi codici non dicono se il telefono è stato violato: rivelano soltanto se è attivo un inoltro delle chiamate. L’intercettazione delle telefonate è una delle tracce possibili di una manomissione, ma è anche tra le meno frequenti, perché la maggior parte dei software-spia raccoglie i dati direttamente dal dispositivo senza toccare le impostazioni di rete. Per un’analisi reale delle minacce restano necessari una scansione antivirus e un controllo delle app installate. I codici offrono un indizio, non una diagnosi.
Vale la pena chiarire anche un equivoco ricorrente. Nello stesso contesto viene spesso citato *#06#, che però mostra l’IMEI: il numero identificativo di 15 cifre assegnato a ogni apparecchio, utile per bloccarlo o rintracciarlo in caso di furto o smarrimento. Con la violazione non ha alcun rapporto. Serve a identificare il telefono, non a capire se qualcuno lo sta osservando.
I segnali che meritano davvero attenzione sono altri, e più concreti: un consumo di dati cresciuto senza una ragione evidente, applicazioni che non ricordi di aver scaricato, accessi o movimenti anomali sugli account collegati. Davanti a indizi del genere il controllo con i codici diventa un primo passo sensato, da affiancare però a misure più solide — password robuste, aggiornamenti di sistema, eventualmente una VPN sulle reti Wi-Fi pubbliche.
C’è infine una precauzione che chi esegue il test tende a saltare. Un numero restituito da *#62# o *#67# non è automaticamente sospetto: nella maggioranza dei casi corrisponde alla segreteria telefonica configurata dall’operatore, e dirottare lì le chiamate non risposte è il comportamento previsto. Distinguere quella numerazione da una estranea è esattamente il punto in cui la verifica fai-da-te smette di bastare.