Il tuo telefono Android si surriscalda? Questa semplice impostazione riduce il calore e protegge la batteria

Il tuo telefono Android si surriscalda? Questa semplice impostazione riduce il calore e protegge la batteria

Con il caldo estivo che sta investendo l’Italia e buona parte d’Europa, non è raro vedere il proprio telefono Android surriscaldarsi anche durante un uso normale.

Basta poco: sole diretto, ricarica, navigatore acceso, qualche app pesante. A quel punto lo smartphone prova a difendersi: taglia le prestazioni, abbassa la luminosità e protegge batteria e componenti interni.

Perché caldo, sole e ricarica mandano lo smartphone in protezione

Gli smartphone di oggi, compresi i principali modelli Android, lavorano bene solo entro certi limiti di temperatura. Samsung, come Apple per gli iPhone, indica di solito un uso consigliato tra 0 e 35 gradi. Quando fuori fa troppo caldo, o quando il telefono resta sotto il sole e accumula calore, il sistema interviene da solo. Lo schermo può diventare meno luminoso, il telefono può rallentare e, nei casi peggiori, può anche spegnersi finché non torna a una temperatura sicura.

È il cosiddetto thermal throttling: in pratica, il chip riduce la potenza per scaldare meno. Capita spesso mentre il telefono è in carica, quando si usa il navigatore in auto o si guarda un video in streaming in spiaggia. Come spiegano spesso i tecnici dell’assistenza, il dispositivo cerca prima di proteggersi. Detto semplice: se scotta, sta già faticando.

Smartphone su tavolino all’aperto al sole, con occhiali da sole, bicchiere d’acqua e cover rimossa

Uno smartphone lasciato su un tavolino al sole: attenzione al surriscaldamento estivo e alla protezione della batteria.

Le mosse utili: ombra, meno luminosità, niente cover e app pesanti

La prima cosa da controllare su un telefono Android è la luminosità automatica. Nelle giornate più calde conviene disattivarla da Impostazioni > Display e abbassare lo schermo a mano dal pannello rapido. Sotto il sole, infatti, molti modelli spingono la luminosità al massimo: si vede meglio, certo, ma si consuma più energia e si produce altro calore. Meglio cercare l’ombra, anche solo sotto una borsa o un telo, ed evitare di lasciare il telefono sul tavolino del bar alle due del pomeriggio. Utile anche togliere per un po’ la cover: plastica, silicone e pelle trattengono calore e lo fanno uscire più lentamente.

Attenzione poi alle app. Giochi, modifica delle foto, funzioni di intelligenza artificiale, GPS e video in alta qualità chiedono molto al processore. Se il telefono è già caldo, meglio chiudere tutto e lasciarlo fermo qualche minuto. Quando non servono connessioni, può aiutare anche la modalità aereo, che spegne Wi-Fi, rete mobile e Bluetooth. Poca scena, molta sostanza.

Gli errori da evitare: ricarica wireless, auto rovente e frigorifero

Il primo errore, nelle ore più calde, è usare il telefono mentre è in carica. La ricarica rapida, soprattutto con alimentatori potenti, aggiunge calore e può stressare la batteria. Se si può, meglio ricaricare di sera o di notte, con un caricatore meno aggressivo, per esempio intorno ai 25 watt: ci mette di più, ma scalda meno. Da evitare anche la ricarica wireless, che è meno efficiente di quella con cavo. Se le bobine non sono allineate bene, il caricatore lavora peggio e scalda ancora di più.

Mai lasciare lo smartphone in un’auto rovente, sul cruscotto o nel portaoggetti: lì la temperatura può salire in fretta, anche oltre quella esterna. E no, il frigorifero non è una buona idea. Un raffreddamento troppo brusco può creare condensa dentro al dispositivo e provocare danni. Meglio lasciarlo raffreddare piano, in un posto fresco e ventilato. Anche un piccolo ventilatore può bastare. Senza fretta.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×