Cosa succede se si collegano due spine con un cavo?

Cosa succede se si collegano due spine con un cavo?

Collegare due spine maschio tra loro con un cavo e inserirle in due prese di corrente è una delle cose più pericolose che si possano fare in casa.

Può provocare scosse elettriche, cortocircuiti e incendi. Non a caso, tra elettricisti e tecnici, questo collegamento viene chiamato “cavo suicida”: è vietato dalle norme di sicurezza e non va mai realizzato, neppure “per provare” o per semplice curiosità.

Che cos’è un “cavo suicida” e perché è vietato

Un cavo suicida è un cavo elettrico fatto in modo artigianale con due estremità maschio: in pratica, una spina da infilare nella presa da entrambe le parti. Può sembrare una trovata banale, magari vista in un video online o in un meme. Ma dal punto di vista elettrico è un errore gravissimo, tra i più rischiosi in un’abitazione. Le prese a muro servono a dare corrente. I cavi degli apparecchi, invece, servono a riceverla da una spina e portarla al dispositivo collegato.

Ribaltare questo meccanismo significa creare un pezzo di cavo che, appena viene inserito nella prima presa, diventa in tensione anche nella parte che resta libera. Ed è proprio lì il pericolo: non c’è un lato sicuro da toccare. Per questo le norme sugli impianti elettrici e sui dispositivi di collegamento vietano soluzioni di questo tipo. Una spina alimentata scoperta può diventare in un attimo una fonte diretta di folgorazione.

Cavo elettrico con due spine maschio appoggiato su un tavolo di legno, con una presa a muro sfocata sullo sfondo

Un cavo con due spine maschio vicino a una presa a muro: esempio di collegamento domestico potenzialmente pericoloso.

Scossa, cortocircuito o incendio: cosa può succedere collegando due prese

Il primo rischio arriva subito, ancora prima di infilare la seconda spina. Una volta collegata la prima estremità alla presa elettrica, l’altra può essere già sotto tensione. Basta sfiorare i contatti metallici con le dita, magari dietro un mobile o vicino a una ciabatta, per prendere una scossa elettrica. E può essere una scossa seria, in certe condizioni anche mortale.

Se poi si riuscisse a inserire anche la seconda spina senza toccare nulla, il pericolo non sparirebbe affatto. Dipende da come è fatto l’impianto di casa. In molte abitazioni le prese sono divise su più linee e, in alcuni impianti, possono anche trovarsi su fasi diverse. Collegare due punti con potenziale diverso può causare un cortocircuito violento: scintille, spine annerite, contatti rovinati.

Non è una scena da laboratorio. Può succedere in corridoio, in cucina, in garage, mentre si sistema una prolunga. E anche se le due prese fossero sulla stessa linea e sulla stessa fase, non è detto che salti tutto subito. Il cavo può surriscaldarsi, sciogliere l’isolante in plastica e far crescere il rischio di incendio, soprattutto nei tratti nascosti o vicino a materiali infiammabili.

Salvavita e falsi miti: perché le protezioni non cancellano il rischio

Molti pensano che il salvavita o l’interruttore magnetotermico bastino a evitare incidenti gravi. È un errore pericoloso. Questi dispositivi servono a limitare i danni e a interrompere la corrente quando ci sono dispersioni o sovraccarichi, ma non eliminano l’energia che si libera nei primi istanti di un guasto.

Un interruttore differenziale può scattare rapidamente se rileva una dispersione verso terra. Il magnetotermico interviene in caso di sovracorrente o cortocircuito. Ma prima dello sgancio possono comunque verificarsi arco elettrico, bruciature, fusione dei materiali e incendio. Molto dipende anche dallo stato dell’impianto, dalla qualità dei cavi, dalla sezione dei conduttori e dalla distanza dal quadro elettrico. Per gli installatori qualificati, un cavo con due spine maschio va sempre considerato non sicuro.

Non deve essere usato per alimentare prese, generatori, elettrodomestici o circuiti domestici. Se serve portare corrente in un punto della casa, bisogna usare prolunghe certificate, prese multiple a norma o chiamare un elettricista. Il fai-da-te, qui, non è una scorciatoia: è un rischio concreto.

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