Se ti appare il messaggio "Memoria piena" su iPhone c'è solo una cosa da fare

Lo spazio di archiviazione che si esaurisce è uno dei fastidi più comuni di chi usa uno smartphone ogni giorno. Con qualche accorgimento mirato si possono recuperare diversi gigabyte, senza spendere nulla e senza perdere i propri dati.
Lo spazio di archiviazione che si esaurisce è uno dei fastidi più comuni di chi usa uno smartphone ogni giorno. Con qualche accorgimento mirato si possono recuperare diversi gigabyte, senza spendere nulla e senza perdere i propri dati.
Se ti appare il messaggio

Il messaggio «spazio di archiviazione quasi pieno» riguarda la memoria interna del dispositivo, quella in cui risiedono foto, video, app e file scaricati, e non va confusa con la RAM, che gestisce le applicazioni in esecuzione e non ha alcun ruolo nell’avviso.

Quando la memoria si satura le conseguenze sono immediate: lo smartphone smette di scattare foto, rifiuta gli aggiornamenti di sistema e in qualche caso rallenta o si blocca del tutto. Il primo passo, identico nella logica su entrambe le piattaforme, è capire cosa occupa spazio. Su iPhone il percorso è Impostazioni > Generali > Spazio iPhone, dove compaiono un grafico a colori, l’elenco delle app ordinate per ingombro e alcuni consigli automatici. Su Android la voce corrispondente si trova in Impostazioni > Archiviazione, con la suddivisione tra foto, video, app, file e cache.

Come liberare memoria sull’iPhone velocemente

Le immagini e i video sono quasi sempre la categoria più pesante. Attivare il backup su un servizio cloud — iCloud su iPhone, Google Foto su Android, oppure OneDrive su entrambi — permette di conservare i contenuti e poi sfruttare le funzioni «Ottimizza spazio» o «Libera spazio», che lasciano sul telefono solo versioni compresse. Conviene verificare che il caricamento sia completato prima di cancellare alcunché. Sul fronte dei costi vale la pena un confronto: in Italia iCloud parte da 0,99 euro al mese per 50 GB, mentre Google One offre 100 GB a 1,99 euro mensili. Cifre contenute, ma da valutare perché i 5 GB gratuiti di iCloud si esauriscono in fretta.

Come liberare memoria sull’iPhone velocemente-melablog.it

Le app inutilizzate rappresentano l’altro grande serbatoio di spazio recuperabile. iOS distingue tra disinstallare un’app, operazione che ne libera i file conservando i dati, ed eliminarla del tutto. Android consente di rimuovere le applicazioni oppure di svuotarne la cache, cioè i file temporanei che si accumulano con l’uso. Cancellare la cache è quasi sempre sicuro, mentre cancellare i dati riporta l’app allo stato iniziale e può comportare la perdita di preferenze o contenuti scaricati offline.

Un capitolo a parte meritano le applicazioni di messaggistica. WhatsApp scarica per impostazione predefinita ogni foto e video ricevuti, riempiendo la galleria di materiale spesso superfluo: disattivare il download automatico nelle impostazioni dei contenuti multimediali ha un effetto immediato. Telegram permette di svuotare la cache dalla sezione Dati e archivio, e lo stesso vale per molti browser e per le piattaforme di streaming, che trattengono file offline anche quando non servono più.

Per chi gestisce grandi quantità di dati resta la via dell’archiviazione esterna. Dagli iPhone 15 in poi, dotati di porta USB-C, collegare una chiavetta o un SSD formattati in exFAT è diventato immediato, e su Android la compatibilità con le unità USB è ormai diffusa. L’ultima risorsa è il ripristino alle impostazioni di fabbrica, da considerare solo dopo un backup verificato e quando l’archivio appare danneggiato. Una buona abitudine, una volta recuperato spazio, è mantenere libero almeno il dieci o quindici per cento della memoria, così che il sistema disponga di un margine per i file temporanei.

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