Samsung ha messo la freccia e, almeno questa volta, ha superato Apple nella soddisfazione dei clienti di smartphone.
Lo dice il nuovo studio dell’American Customer Satisfaction Index, pubblicato il 21 maggio 2026 negli Stati Uniti: gli utenti intervistati hanno dato ai dispositivi Galaxy un voto leggermente più alto rispetto agli iPhone. È un dato che pesa, perché nell’ultima rilevazione ACSI su telefoni cellulari e wearable anche uno scarto minimo può cambiare il modo in cui vengono percepiti i marchi.
Il sorpasso nei punteggi ACSI: Samsung a 81, Apple scende a 80
Il nuovo rapporto ACSI, costruito su quasi 27.000 valutazioni di clienti, assegna a Samsung un punteggio di 81 su 100 nella categoria telefoni cellulari. Apple si ferma invece a 80, con un punto in meno rispetto alla rilevazione precedente. È la prima volta da anni, più o meno dai tempi di iPhone 11, che Apple non si ritrova da sola o a pari merito in cima alla customer satisfaction mobile.
Il distacco è minimo, ma non per questo irrilevante. Samsung tiene la posizione, Apple perde terreno di poco. Quanto basta, però, per cambiare la foto del mercato. Nei mesi scorsi, parlando con gli investitori, i dirigenti di Cupertino avevano indicato livelli di gradimento interni molto alti per modelli come iPhone 17. La rilevazione indipendente dell’American Customer Satisfaction Index, però, racconta qualcosa di leggermente diverso: gli utenti restano soddisfatti, ma il vantaggio percepito di Apple si è assottigliato.
Dietro le due capofila si muovono anche gli altri. Google e Motorola guadagnano due punti e salgono a 77, agganciando il terzo posto. La media dell’intero settore dei cellulari sale invece di un punto, fino a 79. Un passaggio che aiuta a leggere meglio il dato: non c’è un calo generale della soddisfazione, c’è piuttosto un mercato in cui più produttori stanno alzando il livello dell’esperienza d’uso.
AI e promesse software: cosa pesa sulla soddisfazione degli utenti
Nell’indagine di quest’anno, l’ACSI ha preso in esame per la prima volta anche le nuove funzioni di intelligenza artificiale sugli smartphone. Secondo lo studio, gli strumenti AI hanno raccolto giudizi positivi un po’ ovunque. Segno che gli utenti cominciano a considerarli una parte concreta dell’uso quotidiano: dalla scrittura assistita alla gestione delle immagini, fino alla ricerca e all’organizzazione dei contenuti.
C’è però un nodo che resta aperto. Alcuni analisti citati nel quadro della rilevazione fanno notare che la vendita di telefoni accompagnata da promesse di aggiornamenti software futuri può aver inciso, almeno in parte, sul lieve calo di soddisfazione registrato per alcuni marchi. Il punto è semplice: se una funzione viene annunciata ma arriva mesi dopo, l’utente finisce per giudicare il prodotto che ha oggi, non quello che forse avrà domani.
È una dinamica che riguarda ormai da vicino Apple, Samsung e tutto il mondo Android. Le piattaforme si assomigliano sempre di più, le fotocamere sono arrivate a livelli molto alti, e lo stesso vale per le prestazioni. A fare la differenza, allora, sono spesso dettagli meno vistosi: i tempi degli update, la stabilità delle funzioni AI, il dialogo con app e servizi usati ogni giorno. Ed è proprio lì che il confine tra soddisfazione e piccola delusione può diventare molto sottile.
Smartwatch in equilibrio: Apple Watch e Galaxy Watch appaiati al vertice
Nel segmento smartwatch, il confronto tra i due gruppi torna in perfetto equilibrio. Apple Watch e Samsung Galaxy Watch ottengono entrambi 80 su 100 e condividono così il primo posto tra i dispositivi indossabili. Per Apple il dato resta identico a quello dell’anno prima. Samsung, invece, lascia per strada tre punti rispetto al precedente 83, ma riesce comunque a restare in vetta.
La media complessiva degli smartwatch rimane ferma a 77, un livello che racconta un mercato piuttosto stabile. Secondo l’ACSI, gli utenti apprezzano soprattutto la capacità di questi orologi di collegarsi ad altre app e di seguire le attività quotidiane, dal movimento al fitness. Sono funzioni ormai mature, meno sorprendenti rispetto a qualche anno fa, ma ancora decisive quando si arriva al momento dell’acquisto.
Alla fine, il quadro che esce è quello di un equilibrio sempre più stretto tra ecosistemi. Galaxy, iPhone, Apple Watch e Galaxy Watch si giocano la partita su differenze sempre più ridotte, spesso legate alla continuità tra telefono, servizi cloud, salute digitale e aggiornamenti. Per i consumatori può essere una buona notizia: la distanza tra i principali marchi si accorcia e la qualità media dei dispositivi continua a salire.