In spiaggia, d’estate, basta un attimo per mettere nei guai lo smartphone. Un asciugamano spostato male, il telefono che scivola dal telo, un po’ di sabbia che finisce nello schermo, nelle porte o nelle fessure.
I granelli sembrano innocui, ma possono graffiare il vetro e creare problemi a microfoni, altoparlanti e connettori. La regola, in questi casi, è una sola: niente panico e niente pulizie fatte di fretta.
Prima della spiaggia: custodia ermetica, sacchetto trasparente e protezioni utili
Il modo più sicuro per tenere lontana la
sabbia dallo smartphone è anche il più semplice: una
custodia ermetica. In alternativa va bene pure un
sacchetto trasparente per alimenti con chiusura a pressione, come quelli da freezer. Non sarà elegante, ma funziona. Permette di controllare messaggi, mappe e chiamate senza lasciare il telefono esposto sul telo. Meglio ancora tenerlo in una tasca interna della borsa, lontano da creme solari, bottiglie fredde e asciugamani umidi.
Una
pellicola protettiva sul display aiuta a limitare i graffi, mentre una cover con bordi rialzati evita il contatto diretto con la sabbia quando il telefono viene appoggiato. Nei negozi di elettronica e online si trovano anche piccoli tappi in silicone per la
porta USB-C o Lightning, utili se si resta molte ore al mare. Come ricordano spesso i tecnici dei centri assistenza, basta poco. Ma bisogna pensarci prima. Dopo, di solito, sistemare le cose diventa più difficile.

Uno smartphone protetto in un sacchetto trasparente sulla sabbia: un metodo semplice per evitare danni in spiaggia.
Se il telefono cade nella sabbia: spegnere subito e non strofinare
Se il
telefono cade nella sabbia, la prima cosa da fare è
spegnerlo. Poi va sollevato con calma, senza scuoterlo troppo. Se i granelli sono rimasti sullo schermo, si può tenerlo rivolto verso il basso, ma sempre con delicatezza. Il punto è non strofinare. Anche un panno morbido può trascinare la sabbia sul vetro e lasciare segni, soprattutto se il display ha già qualche piccolo graffio. Meglio procedere piano: soffiare leggermente, usare una pompetta ad aria manuale oppure una cannuccia, indirizzando l’aria verso i bordi, la griglia dell’altoparlante e la zona della fotocamera. Senza insistere troppo nello stesso punto.
Se la sabbia è entrata nella
porta di ricarica, conviene inclinare il telefono e lasciare che i granelli escano da soli, aiutandosi al massimo con un filo d’aria. Prima di collegare il caricabatterie, però, serve un controllo attento: un connettore sporco può non fare contatto o danneggiarsi quando si inserisce il cavo.
Gli errori da evitare: panni, pressione sulle porte e pulizie improvvisate
Quando lo
smartphone è pieno di sabbia, gli errori nascono quasi sempre dalla fretta. Passare una salvietta sullo schermo, infilare uno stuzzicadenti nella porta di ricarica, battere il telefono contro il palmo della mano o usare aria compressa troppo forte sono mosse da evitare. La
sabbia nello smartphone non va spinta più dentro: può bloccarsi nelle griglie audio, attorno ai tasti laterali o vicino alle lenti della fotocamera. Meglio evitare anche acqua dolce o alcol, se non lo indica chiaramente il produttore.
Molti telefoni resistono agli schizzi, ma non tutti sopportano immersioni, sale e detergenti. Se dopo la pulizia il microfono gracchia, il caricatore entra male o i tasti fanno resistenza, è meglio fermarsi e rivolgersi a un centro assistenza. Costa meno di un danno serio. In spiaggia, alla fine, il trucco è tutto qui:
proteggere prima, pulire con mano leggera dopo e non trasformare qualche granello in una riparazione.