Diaspora di figure chiave in Apple, Mike Filippo lascia per Microsoft

Mike Filippo, ingegnere chiave e designer demiconduttori, lascia Apple e vola in Microsoft. Non si arresta la fuga di cervelli da Cupertino.

Non si arresta l’esodo di cervelli da Cupertino. Mike Filippo, designer semiconduttori e figura apicale nel processo di progettazione dell’architettura chip di Apple, ha lasciato la mela per approdare in Microsoft, dove si occuperà del design dei chip destinati ai server Cloud.

Filippo era entrato in Apple nel 2019, dopo un decennio passato a progettare i chip ARM che vediamo nei dispositivi mobili e nei computer che usiamo oggigiorno. Molte delle tecnologie a lui accreditate, infatti, includono il Cortex-A76, il Cortex-A72, il Cortex-A57, e i futuri chip con processo costruttivo a 7 nanometri e nanometri.

Prima di lavorare in ARM, Mike Filippo aveva lavorato presso AMD e Intel, ed era venerato come uno degli ingegneri più importanti del team. Purtroppo per Tim Cook, tuttavia, non è il primo e forse non sarà l’ultimo ad abbandonare la nave.

L’ultima diaspora risale a poche settimane fa. A dicembre 2021, l’ex responsabile del Mac System Architecture Jeff Wilcox ha lasciato la società per passare armi e bagagli ad Intel, dove ora si occupa dei nuovi SoC della società. Wilcox , in particolare, faceva parte del team che ha messo a punto il processore Apple M1 che utilizziamo tutt’oggi in MacBook Pro 13″, MacBook Air, Mac mini e iMac 24″. A lui si deve anche il coprocessore T2 che gestisce la sicurezza e la crittografia sui Mac di ultima generazione.

“Dopo 8 emozionanti anni, ho deciso di lasciare Apple e di perseguire un’altra opportunità”, ha dichiarato Wilcox. “È stata una corsa incredibile e non potei essere più orgoglioso di quel che abbiamo ottenuto durante la mia permanenza, culminata con la transizione a M1, M1 Pro e M1 Max.” Ed è proprio quello il problema.

Non conosciamo la portata dell’impatto della dipartita di Filippo e Wilcox sullo sviluppo futuro dei chip, ma di sicuro non poteva capitare in un momento peggiore: proprio nel bel mezzo della transizione da Intel a ARM che si concluderà nel 2022 con l’introduzione del Mac Pro con chip M1 Max agli steroidi.

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