iOS 13, arriva la lettura di carte d'identità e passaporti

Subito dopo aver installato iOS 13, gli utenti tedeschi (e non solo) potranno caricare su iPhone anche il passaporto, la carta d'identità e i permessi di soggiorno. Grazie alla lungimiranza della classe politica.

Mentre in Italia siamo sempre in tutt'altre faccende affaccendati -e sempre rigorosamente in controtendenza rispetto ai cugini europei-, il resto del mondo si attrezza per il futuro. In Germania, per esempio, la carta d'identità e il passaporto potranno presto essere conservati assieme a carte d'imbarco e biglietti nell'app Wallet di iPhone. Basterà installare iOS 13.

Il gap si notava già quando, nella metropolitane di tutte le principali città tedesche, acquistavamo i biglietti con la praticità di Apple Pay. Qui da noi, nella Capitale non a Orte Scalo, i distributori -quando funzionano- vanno ancora a spiccioli, e mentre a Milano lavorano per estendere i pagamenti contactless (e dunque Apple Pay), a Londra per dire già sperimentano la "Carta Rapida Trasporti" che permette ad iPhone di pagare direttamente la corsa al tornello e senza perdere tempo col riconoscimento biometrico: si avvicina l'iPhone al lettore NFC, e la sbarra si alza.

Quando si investe in tecnologia, ha senso gettare lo sguardo un po' oltre il proprio naso, e tentare di intercettare i cambiamenti in arrivo nei prossimi anni; a parità di spesa, ciò consente di massimizzare l'investimento, ed è proprio quel che hanno fatto in Germania. Quando hanno messo a punto le specifiche della nuova documentistica digitale, si sono domandati: qual è il futuro prossimo della tecnologia informatica? Quali trend attuali si consolideranno nei prossimi anni? E la risposta ovviamente era banale. Non ci voleva un aruspice per capire che tutto passerà sempre più dallo smartphone.

Per farla breve, gli amici teutonici potranno caricare su iPhone carte d'identità nazionali, passaporti digitali, permessi di soggiorno e molto altro ancora grazie all'apertura del chip NFC consentita da iOS 13.

Ovviamente, c'è voluto un lavoro di diversi mesi a stretto contatto con Apple, per arrivare a questo risultato tanto presto, ma non era una cosa impossibile da fare, visto che anche il Giappone e il Regno Unito permetteranno funzionalità analoghe (funziona perfino con l'app Brexit, emessa dal governo inglese, che consente di richiedere ai cittadini UE il cosiddetto "settled status" cioè la residenza de facto).

Sono piccole cose, per carità, ma inanellate mille di queste premure una dietro l'altra, e all'improvviso la vita del cittadino migliora sensibilmente. Una comodità qui, una semplificazione là, una scadenza in meno da ricordare, un numero verde in più (e magari con persone competenti che evitino di dover andare fisicamente in un ufficio), e in ultima istanza, una burocrazia meno farraginosa, e lo Stato cambia faccia: pura normalità, banale amministrazione ordinaria in altri posti. Eppure, qui da noi, sembra un'utopia.

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