iGlasses: Visori 8K con Scansione Iride, ma hanno bisogno di iPhone

I visori AR a cui lavora Apple saranno molto sofisticati. Avranno display 8K ma dipenderanno da iPhone, un po’ come Apple Watch WiFi.

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Sapevamo che a Cupertino stanno sviluppando un paio di speciali visori capaci di coniugare Realtà Virtuale e Realtà Aumentata. Da principio, sembrava ci capire che si trattasse di un paio di occhiali 8K (8K per occhio, dunque 16K totali) slegati da iPhone e dai computer della mela, dotati di ben 15 moduli fotocamera e collegati ad un “box dedicato” utilizzando una tecnologia wireless ad altissime prestazioni e bassa gittata chiamata 60GHz WiGig. Ora scopriamo invece che si chiameranno Apple Glasses e che dipenderanno da iPhone; la sicurezza biometrica, invece, sarà gestita in modo fantascientifico: con la scansione dell’iride.

Legame con iPhone

Esattamente come Apple Watch WiFi, anche i primi Apple Glasses dipenderanno da iPhone per poter funzionare. Al momento, lo sviluppo procede a gonfie vele, e gli ingegneri hanno finalizzato le specifiche di:

    • Processore centrale a 5 nanometri
    • Chip per il collegamento wireless
    • Due chip il cui scopo non è chiaro

Tutti questi chip sono al cosiddetto stato “Tapeout” che indica la fase finale del ciclo di sviluppo progettuale di uno specifico componente elettronico, e dunque sono pronti per la produzione di prova.

Contrariamente a quel che si diceva inizialmente, questi chip non sono potenti come quelli di Mac e iPhone, e sono privi di Neural Engine e funzionalità di machine learning. Piuttosto, sono ottimizzati per la trasmissione dei dati wireless, per la compressione e decompressione del video, e per l’efficienza energetica. Ecco perché dipenderanno da iPhone: tutto lo sforzo computazionale avverrà su smartphone.

La presenza di CPU e GPU comunque lascia intendere che avranno un minimo di usabilità anche in assenza di un iPhone nelle immediate vicinanze.

Tracciamento Oculare & Iris ID

EyeD Apple Glasses - Riconoscimento Biometrico Retina

Il dispositivo sarà dotato di un sistema di tracciamento degli occhi per fornire all’utente le immagini e le informazioni suggeriti dagli algoritmi di intelligenza artificiale, senza dover ricorrere a complessi controller manuali come nei visori della concorrenza.

“Il sistema di tracciamento degli occhi di Apple” spiega l’analista Ming-Chi Kuo, “includerà un trasmettitore e un ricevitore. Una delle due componenti trasmette una o più sorgenti di luce invisibili, e la parte ricevente la usa per stabilire i cambiamenti della luce visibile riflessi dall’occhio, e giudica il movimento del bulbo oculare in base a tali cambiamenti.”

Ciò permetterà la creazione di un sistema virtuale molto più intuitivo, un’esperienza utente molto più fluida e semplice, e un’interazione più naturale con l’ambiente. Inoltre, sapere dove sta guardando l’utente in ogni istante permette di ridurre dettagli/risoluzione (e quindi la mole di calcolo) dove non serve, cioè nelle aree periferiche della vista.

E uno degli aspetti più interessanti offerti da questa tecnologia è la possibilità di creare un sistema di sicurezza biometrica bastato sulla scansione dell’iride. Ciò, dopo Touch ID e Face ID, costituirebbe la terza evoluzione della sicurezza biometrica di Cupertino, e tra tutti i metodi sarebbe pure il più immediato e facile per sbloccare un dispositivo o autorizzare un acquisto con Apple Pay. Pensiamo che, a rigor di logica, Apple potrebbe ribattezzare questa feature Iris ID, Eye ID o magari solo EyeD.

15 Fotocamere

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In una nota agli investitori, Kuo ha riportato che i visori Apple includeranno ben 15 moduli fotocamera per creare esperienze di Realtà Aumentata, sei dei quali troveranno impiego in “biometrica innovativa” e una cui sarà demandato il compito di calcolare la direzione ambientale.

I visori saranno “portatili” e dotati di sufficiente potere computazionale ed energia, ma non “mobili” come un iPhone. Gli attuali prototipi, spiega l’analista, pesano tra i 200 e i 300 grammi, ma a Cupertino pensano di poter ridurre questa misura a 100, massimo 200 grammi.

In ogni caso, saranno molto più leggeri di qualunque altro prodotto simile presente sul mercato, e forniranno una “esperienza immersiva che risulta significativamente migliore di qualunque altro prodotto VR esistente” grazie all’impiego di display micro-OLED di altissima qualità. Il prezzo, chiaramente, rifletterà la dotazione hardware arrivando a superare i 1.000 dollari a dispositivo, vale a dire circa 1.300€ tutto incluso qui da noi. Cifre parecchio più corpose rispetto a quelle cui avevamo fatto la bocca l’anno scorso.

Lenti Semi-Trasparenti

Apple e Foxconn hanno fatto il miracolo. La produzione delle lenti semi-trasparenti per Apple Glasses è passata dalla fase di prototipo a quella di pre-produzione trial. Secondo le indiscrezioni di The Information, “Apple sta sviluppando le lenti su una singola linea di produzione negli impianti Foxconn di Chengdu.” Le fasi di creazione di un nuovo prodotto “sono diverse, e iniziano con periodi di prototipo in California e Cina, durante i quali vengono sfornate decine e centinaia di unità rispettivamente dei prodotti e delle loro componenti. A maggio, le lenti erano entrate in uno stadio noto come engineering validation test o EVT, durante il quale Apple di solito produce migliaia di unità […]. È durante tale periodo che Apple finalizza il design e inizia i test sulla sostenibilità della produzione di massa.”

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Box Esterno

In uno dei prototipi, il dispositivo di controllo somiglia attualmente ad un tower PC che però non è un Mac (anche perché nessun Mac sarebbe sufficientemente potente né ottimizzato per questo tipo di applicazioni). È alimentato da uno speciale chip Apple a 5 nanometri “più potente di qualunque cosa attualmente disponibile” e che prima o poi potremmo vedere anche sulle linee di computer e dispositivi con la mela.

Completano il setup delle telecamere posizionate strategicamente nella stanza a realtà virtuale per identificare l’utente e gli eventuali oggetti presenti. Che forse potrebbero essere sostituite dalle 15 integrate nel visore, di cui parlava Ming-Chi Kuo.

“Per il futuro della Realtà Virtuale,” spiega CNET “ci si aspetta un dispositivo senza fili, e Apple intende mettere sul piatto la propria rinomata semplicità di configurazione. Il dispositivo userebbe una tecnologia wireless ribattezzata 60GHz WiGig [….] Una seconda generazione, chiamata 802.11ay, migliorerebbe le velocità e renderebbe la tecnologia più attraente per i visori AR non dipendenti da computer.”

È da tempo che Apple lavora a questo tipo di tecnologie, ma non è chiaro se T288 sia un paio di occhiali à la Google Glass, oppure dei visori veri e propri tipo Oculus Rift. Quel che è certo è che saranno gestiti da uno speciale sistema operativo chiamata rOS (controllato via gesti, comandi vocali, movimenti della testa, pannelli touch) da cui è derivato ARKit, una delle novità più importanti di iOS 13.

iGlasses: Quando arrivano?

Secondo i rumors più attendibili,  attualmente, esistono diversi prototipi concorrenti che potrebbero diventare il prodotto finito: il T288, uno dei primi prototipi conosciuti, oppure l’N301 o l’N421, caratterizzato da un paio di occhiali molto più moderni e stilosi; il lancio di Apple Glasses, anzi “Apple Glass” (pare che questo sia il brand prescelto), è previsto per il 2022. E anche Kuo conferma questa data, aggiungendo che la vera rivoluzione arriva però nel 2030 con le Lenti a Contatti AR.

Leggi anche: Apple Glasses, nel 2020 con sistema operativo rOS e giochi Valve

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