Raggi X negli impianti Foxconn per il controllo qualità

Come annunciato un anno fa, gli impianti Foxconn iniziano a slegarsi dalla mano umana per i compiti più semplici. In più, nuovi macchinari a raggi x miglioreranno gli standard qualitativi del prodotto finale.


Il partner principale di Cupertino per la produzione di dispositivi iOS, la cinese Foxconn, ha recentemente implementato diversi macchinari a raggi X nelle proprie catene di produzione per migliorare il monitoraggio degli standard qualitativi e aumentare al contempo l’automazione.

A riportare per primo la notizia è stato CNet, sulle cui pagine si legge:

Foxconn Technology, che possiede circa 1,2 milioni di impiegati impegnati nella sua miriade di fabbriche in Cina, ha iniziato ad aggiungere sistemi di ispezione a raggi X automatizzati nei propri impianti, secondo una fonte direttamente impegnata nei cambiamenti. Le macchine a raggi X si avvalgono di algoritmi software per ispezionare le saldature o le schede a circuito stampato alla velocità delle linee produttive, e ciò permette alle società di individuare i difetti invisibili all’occhio umano prima che i pezzi vengano assemblati in un pacchetto pronto per la commercializzazione.

La notizia fa seguito alcomunicato dell’anno scorso, in occasione del quale la Foxconn aveva annunciato il graduale passaggio ad un milione di robot nel giro di tre anni per sveltire i lavori più semplici e di routine come ad esempio la lubrificazione, la saldatura e l’assemblaggio, ad oggi effettuati ancora tutti per lo più a mano.

Risale a poche settimane fa la detonante inchiesta del New York Times sulle condizioni di vita e lavoro nelle fabbriche Foxconn, cui sono seguiti reportage giornalistici e scoop non proprio edificanti. L’eco sul Web, così come sui media tradizionale, è stata ampissima, e soltanto in questi ultimi giorni sembra voler dare un po’ di sospiro ai manager di Cupertino.

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