OS X Yosemite e Mavericks, confronto tra gli elementi grafici dell'Interfaccia

Con OS X 10.10 Yosemite, Apple modifica e raffina maggiormente l'Interfaccia Grafica del suo OS Desktop, abbracciando trasparenze e piattezza.
OS X Yosemite e Mavericks, confronto tra gli elementi grafici dell'Interfaccia
Con OS X 10.10 Yosemite, Apple modifica e raffina maggiormente l'Interfaccia Grafica del suo OS Desktop, abbracciando trasparenze e piattezza.

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“Non avete idea di quanto tempo abbiamo passato a progettare l’icona del Cestino,” affermava divertito Craig Federighi sul palco del Moscone Center, mentre illustrava le feature di OS X 10.10 Yosemite al WWDC 2014. E a giudicare dal grado di raffinatezza che lo caratterizza, e conoscendo l’ossessione per i dettagli di Apple, non abbiamo dubbi che le cose siano andate davvero così.

L’ultima versione di OS X, per il momento disponibile in Beta, introduce moltissime novità grafiche, e per la prima volta porta in calce in maniera evidente la firma di Jonathan Ive. Il design è più minimalista, ricercato, decisamente piatto, caratterizzato da font più sottili, e ricco di trasparenze. Quasi le stesse trasparenze che ai tempi del fu Windows Vista furono giudicate pacchiane e inutili; ma con una differenza: con Yosemite hanno finalmente un senso.

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L’uso dei materiali traslucidi serve a dare un senso di infinito e continuità. Quando si scorre una finestra del Finder, o una pagina Web in Safari, le icone e gli elementi non spariscono all’improvviso sotto una barra degli strumenti solida, ma sfumano prima sotto una superficie diafana; quasi che continuassero ad esistere da qualche altra parte lontano da qui.

Rispetto a Mavericks, sottolinea Pixelapse, la schermata di Login di Yosemite diventa molto più pulita e snella; le icone del Dock sono state tutte modificate, appiattite e per certi versi semplificate. Il Finder ora ha un sorriso molto più marcato, e la mela nella Barra dei Menu diventa più piccola. Quando è in ricarica, l’icona della batteria in alto a destra è verde come su iOS 7, e tutte le icone diventano più sottili.

Il font di sistema è cambiato di nuovo: dal Lucida Grande si passa stavolta all’Helvetica Neue, ma la leggibilità resta sostanzialmente invariata. Per quanto riguarda le finestre di sistema, è stato finalmente rimosso il pulsante del Full Screen introdotto con Lion, per integrarne la funzione nel trittico “x-+”, gli iconici pulsantini del Mac colorati in rosso, arancione e verde. I tempi della transizione per passare al tutto schermo restano sempre piuttosto lunghi, e questa è la ragione per cui molti lettori probabilmente glisseranno sulla feature.

I pulsanti, i menu a tendina, i riquadri di spunta appaiono ora piatti e molto più vistosi quando sono in evidenza; in generale, sembra un buon cambiamento, così come piace il maggiore spazio a disposizione della Barra laterale del Finder. Quel che proprio non ci va giù, e su questo concorderanno in molti, è l’orrifico gradiente delle icone delle cartelle di sistema. Quell’azzurro acceso e psichedelico tanto caro a Jonathan Ive è un autentico pugno nell’occhio, richiama troppa attenzione e a lungo andare risulterà stancante. Somiglia quasi alle parodie nate sul Web dopo il debutto di iOS 7:

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Inoltre, il pulsante di Ricerca con Spotlight integrato nelle finestre del Finder non è un vero pulsante: diventa un campo di input del testo non appena ci fate clic sopra, il che potrebbe causare un po’ di confusione. Infine, dite pure addio al paracadute di AirDrop: d’ora in avanti, anche su OS X arriva l’icona del “WiFi Inverso” come su iOS 7. Potete ammirare ogni singolo cambiamento nella Gallery qui sotto. Buona visione.

OS X Yosemite – UI

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