In Italia, come nel resto d’Europa, circa un quarto degli incendi domestici ha un’origine elettrica, e tra le cause più ricorrenti compare un protagonista discreto: la multipresa. Non perché sia difettosa di per sé, ma perché spesso le si chiede molto più di quanto sia stata progettata per sopportare.
Una multipresa domestica standard a 230 volt è pensata per un’intensità massima di 16 ampere, che si traduce in una potenza compresa indicativamente tra 1.500 e 3.500 watt a seconda del modello. Un margine che sembra ampio, finché non si somma il consumo reale degli apparecchi collegati.
Multiprese e prolunghe: quando possono essere pericolose
L’errore più insidioso è il collegamento a cascata: una multipresa inserita in un’altra multipresa, magari con una prolunga di mezzo. È un montaggio diffusissimo, usato per guadagnare prese o raggiungere un punto lontano, ma tutto il carico finisce per transitare attraverso un solo cavo d’ingresso, quello della prima ciabatta, dimensionato per 16 ampere e non per la somma di tutti i dispositivi a valle. Il surriscaldamento, in questi casi, non si manifesta sulle prese visibili, bensì nel cavo nascosto dietro un mobile o schiacciato contro un muro. Se accanto ci sono legno, carta, tessuti o anche solo polvere, il rischio di un principio d’incendio diventa concreto.

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Ci sono poi apparecchi che non andrebbero mai collegati a una multipresa, perché troppo esigenti in termini di assorbimento. Rientrano in questa categoria forni a microonde, radiatori elettrici, lavastoviglie, condizionatori e ferri da stiro, così come i grandi elettrodomestici come lavatrici e frigoriferi, che richiedono una presa murale dedicata. Il problema si aggrava quando più di questi dispositivi funzionano nello stesso momento, spingendo la ciabatta oltre la soglia per cui è stata costruita.
Qualche accortezza riduce sensibilmente i rischi. Prima dell’uso conviene controllare la potenza massima indicata sul corpo della multipresa e scegliere prodotti con marcatura CE o IMQ, garanzia di conformità agli standard di sicurezza. Anche la manutenzione conta più di quanto si creda: uno strato di polvere agisce da isolante termico e accelera il riscaldamento, mentre cavi rovinati o prese che ballano vanno sostituiti senza attendere il guasto definitivo. Spegnere e scollegare le ciabatte quando non servono, infine, resta uno dei gesti più semplici per limitare il pericolo.