Bastano 8 secondi di selfie: Google misura il battito dal tuo viso e trasforma il telefono in un medico tascabile

Per controllare la frequenza cardiaca siamo abituati a smartwatch e fasce dedicate. Una ricerca di Google prova ora a spostare quella misurazione direttamente sulla fotocamera dello smartphone, senza accessori.
Per controllare la frequenza cardiaca siamo abituati a smartwatch e fasce dedicate. Una ricerca di Google prova ora a spostare quella misurazione direttamente sulla fotocamera dello smartphone, senza accessori.
Bastano 8 secondi di selfie: Google misura il battito dal tuo viso e trasforma il telefono in un medico tascabile

Secondo quanto diffuso dall’azienda, è possibile stimare la frequenza cardiaca, compresa quella a riposo, a partire da un video del viso di soli 8 secondi registrato con la fotocamera frontale. L’approccio sfrutta il deep learning ed è stato addestrato su oltre 350.000 video raccolti da circa 700 volontari. La frequenza cardiaca a riposo, ricorda Google, è un indicatore importante della salute cardiovascolare: valori più elevati sono associati in vari studi a un rischio maggiore di problemi cardiaci.

Non si parte da zero. Già nel 2022 l’azienda aveva mostrato come bastasse appoggiare un dito sulla fotocamera del telefono per rilevare il battito, analizzando le piccole variazioni di colore della pelle dovute alla circolazione del sangue. La novità di oggi è che la misurazione diventa completamente passiva: il sistema usa la fotocamera frontale durante il normale utilizzo dello smartphone, senza che l’utente debba compiere un gesto specifico.

Come far misurare il battito da Google

Il principio tecnico alla base è quello della fotopletismografia, la stessa famiglia di tecniche usata dai sensori ottici degli smartwatch, qui però applicata all’immagine del volto invece che al contatto con la pelle del polso. Analizzando i micro-cambiamenti cromatici del viso a ogni battito, l’algoritmo ricostruisce il ritmo cardiaco. La grande diffusione degli smartphone, sottolinea l’azienda, potrebbe rendere accessibile questo tipo di monitoraggio a un numero enorme di persone.

Come far misurare il battito da Google-melablog.it

Va però chiarito cosa questa novità è e cosa non è, per non generare aspettative sbagliate. Si tratta per ora di una ricerca, non di una funzione già attiva e disponibile sui telefoni di tutti. Inoltre la stessa Google segnala che il lavoro è ancora in corso: sono emerse difficoltà di misurazione sulle pelli più scure e con video molto mossi, due limiti tutt’altro che secondari per uno strumento pensato per funzionare in condizioni reali.

C’è poi il capitolo, delicato, della salute e dei dati. Un sistema che legge parametri fisiologici dal volto solleva interrogativi su privacy e affidabilità: una stima ricavata da un breve video non equivale a una misurazione clinica, e strumenti del genere non sostituiscono un controllo medico né la diagnosi di un professionista. Sono utili come indicazione di massima e per il benessere quotidiano, non come verdetto sanitario.

Resta comunque la direzione interessante del lavoro: trasformare un dispositivo che quasi tutti hanno in tasca in un possibile alleato per il monitoraggio dei parametri vitali, abbattendo le barriere d’accesso rispetto ai dispositivi indossabili dedicati. Se e quando la tecnologia arriverà dalla fase di studio a una funzione concreta, lo dirà il tempo e l’affinamento di quei limiti ancora aperti.

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