Ho abbandonato Spotify e ho ripreso un Walkman a cassette: dopo un mese quello che è accaduto è strabiliante

Tra abbonamenti in aumento e algoritmi che decidono cosa ascoltare, una parte di pubblico sta riscoprendo i formati fisici. C'è chi ha provato a mettere da parte lo streaming per tornare alle vecchie cassette.
Tra abbonamenti in aumento e algoritmi che decidono cosa ascoltare, una parte di pubblico sta riscoprendo i formati fisici. C'è chi ha provato a mettere da parte lo streaming per tornare alle vecchie cassette.
Ho abbandonato Spotify e ho ripreso un Walkman a cassette: dopo un mese quello che è accaduto è strabiliante

Il racconto è quello di chi ha lasciato Spotify per un economico lettore di cassette Bluetooth, un Walkman moderno chiamato Miko, e dopo un mese si è ritrovato a riscoprire un modo di ascoltare la musica che credeva perduto. L’esperienza, scrive, somiglia molto a quella del vinile: la stessa sensazione che si prova mettendo un disco sul giradischi, con il vantaggio della compattezza che permette di portare le cassette in autobus o durante una passeggiata.

Il punto centrale è l’ascolto intenzionale. Lo streaming digitale ha i suoi pregi, ma è facile distrarsi e saltare continuamente da un brano all’altro. La cassetta, al contrario, obbliga ad ascoltare gli album per intero: saltare le tracce è scomodo, quindi si finisce per dare ascolto anche ai pezzi meno noti, le cosiddette deep cut, riscoprendo il piacere di un disco vissuto dall’inizio alla fine. Tra le sorprese, anche il ritorno alle compilation, dimenticate da tempo.

Perché sono tornata ad un classico Walkman

Sul fronte pratico, il lettore descritto unisce l’estetica analogica ad alcune funzioni moderne. Funziona con due batterie stilo, ha un interruttore per la connettività Bluetooth, un’uscita cuffie e jack ausiliario, una rotella del volume e i classici cinque tasti in alto: play, stop, avanti veloce, indietro e registrazione. Una differenza rispetto ai lettori di un tempo è la gestione di avanzamento e riavvolgimento, che non riproducono più l’audio accelerato o al contrario.

Perché sono tornata ad un classico Walkman-melablog.it

Il fenomeno, va detto, è più ampio di una singola testimonianza. Da qualche tempo il ritorno del fisico è una tendenza concreta nel mondo dell’audio: accanto alle cassette tornano vinili e CD, e diversi produttori hanno lanciato nuovi lettori che strizzano l’occhio alla nostalgia, spesso con ricarica USB-C e Bluetooth integrati. Dietro c’è anche una reazione agli algoritmi e agli abbonamenti sempre più cari, che spinge una parte del pubblico verso modalità di ascolto più tangibili.

Conviene però mantenere le proporzioni e non leggere la cosa come una sfida tecnica. Sul piano della pura qualità audio, una cassetta non compete con un file ad alta risoluzione né con un buon impianto, e chi cerca la fedeltà assoluta resterà deluso. Il valore di questa riscoperta è di altra natura: il rituale, la fisicità dell’oggetto, il gesto di inserire il nastro e premere play, che ancorano l’ascolto a un momento preciso.

È proprio in questo che molti ritrovano un rapporto più sano con la musica: rallentare, scegliere con cura cosa ascoltare e dedicarvi attenzione, invece di lasciare scorrere all’infinito un catalogo sterminato. Non è una bocciatura dello streaming, che resta imbattibile per comodità e varietà, ma un promemoria di quanto possa essere appagante, ogni tanto, tornare a un ascolto più lento e consapevole.

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